(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
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  • lunedì 14 Novembre 2016

Sciopero dei mezzi pubblici a Roma martedì 15 novembre: le cose da sapere

Riguarda i dipendenti di ATAC e TPL, inizierà domani mattina e durerà per 24 ore

(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Martedì 15 novembre ci sarà uno sciopero dei mezzi pubblici a Roma. Lo sciopero inizierà alle ore 8:30 e finirà alle ore 17. Poi riprenderà dalle ore 20 fino al termine del servizio. Lo sciopero è dovuto all’astensione dal lavoro del personale ATAC, la società che gestisce il trasporto pubblico locale a Roma. Lo sciopero è stato organizzato da cinque sindacati: Orsa Tpl, Faisa Confail, Sul Ct, Utl e Usb ed è stato indetto per protestare contro l’accordo raggiunto nel luglio 2015 tra ATAC e i tre sindacati maggiori, Cgil, Cisl e Uil.

Lo sciopero di domani riguarda l’intera rete ATAC: metropolitane, bus, tram e ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Centocelle. Le condizioni del servizio dipenderanno dal numero di lavoratori che decideranno di aderire allo sciopero: potranno farlo anche i non iscritti o gli iscritti ai sindacati che hanno raggiunto l’accordo con ATAC.

Domani, inoltre, sciopereranno anche i dipendenti di TPL, la società che si occupa di trasporto locale nelle zone periferiche della città: lo sciopero in questo caso è stato proclamato da sindacati Cgil, Cisl, Uil e Faisa Cisal e durerà 4 ore, dalle 8:30 alle 12:30. Come si legge sul sito di ATAC questo secondo sciopero “interesserà anche le linee 030, 036 e 778 gestite dalla società Roma Tpl”.

Le ragioni dello sciopero di domani

Sul sito del sindacato Orsa Tpl è disponibile un comunicato con cui si spiegano le ragioni dello sciopero di martedì 15 novembre, facendo riferimento all’accordo raggiunto tra ATAC e i sindacati principali dei suoi lavoratori e alla richiesta dei sindacati minori di sottoporre questo accordo a un referendum tra tutti i dipendenti.

Da più di un anno il comitato referendario chiede che anche ai lavoratori di Atac venga concessa la possibilità di giudicare l’accordo del 17 luglio 2015 attraverso un referendum così come hanno già fatto i lavoratori di Cotral. Le diverse governance aziendali che si sono succedute da luglio 2015 ad oggi hanno mantenuto la stessa linea: rifiuto a concedere i locali aziendali per svolgere il referendum. Nel frattempo i lavoratori hanno subito anche la presa in giro di chi, dopo un anno e due mesi dall’aver sottoscritto l’accordo, prometteva, con tanto di volantini sparsi in ogni angolo dell’azienda, il referendum. Chiaramente solo fuffa ed ennesima beffa per i lavoratori. Noi, invece, non molliamo. Vogliamo il referendum!! I lavoratori di Atac hanno il diritto di dire la loro su un accordo che ha stravolto pesantemente le loro vite e la loro busta paga. Il 15 novembre scioperiamo compatti contro chi calpesta i nostri diritti e la nostra volontà.