(Da "Kubo e la spada magica")

Stasera cinema?

Potete scegliere fra l'adattamento di uno dei best seller del 2015, un apprezzato film d'animazione o due discreti film italiani

(Da "Kubo e la spada magica")

Negli ultimi giorni non è uscito nessun nuovo filmone-blockbuster (per questa categoria siamo ancora fermi a Doctor Strange) ma sono usciti tre film che per ragioni diverse sono piuttosto interessanti. Il primo è La ragazza del treno: l’adattamento cinematografico del libro che nel 2015 avete letto o avete detto “no, grazie” a qualcuno che vi invitava a leggerlo. Se ne parla malino, ma è comunque il film-dal-libro e molti andranno a vederlo, fosse anche solo per criticarlo. Il secondo è un molto interessante film d’animazione: statunitense ma su una storia giapponese; c’è chi ne parla come di uno dei migliori film dell’anno, il migliore tra quelli d’animazione. Il terzo è 7 minuti: un film di Michele Placido, in cui recita anche Fiorella Mannoia. Ce ne sarebbe anche un quarto – La pelle dell’orso: se ne parla bene ma sarà in pochissimi cinema.

La ragazza del treno

È nei cinema da giovedì ed è il film tratto dall’omonimo romanzo che nel 2015 andò benissimo, all’estero e in Italia. È diretto da Tate Taylor e nel cast ci sono Emily Blunt, Justin Theroux, Luke Evans e Allison Janney. La ragazza del treno è un thriller psicologico e a differenza del libro, ambientato a Londra, si svolge a New York. Parla di Rachel Watson (Blunt), una donna che ha divorziato dal marito (Theroux) dopo aver scoperto che lui la tradiva. Rachel è sola, alcolizzata e senza lavoro: è stata licenziata ma per nascondere la cosa a chi la conosce continua ogni giorno ad andare avanti e indietro lungo la Hudson Line, la linea ferroviaria dei pendolari che lavorano a New York ma vivono qualche decina di chilometri più lontano. Lungo il percorso Rachel vede sempre la casa in cui vivono Megan e Scott, una coppia che agli occhi di Rachel – che inizia a osservarli in modo quasi morboso – è praticamente perfetta. Un giorno Rachel scopre però che Megan tradisce Scott, e ci resta malissimo. Il giorno dopo Rachel si sveglia con un grandissimo mal di testa (forse dovuto all’alcol), graffi, ferite e nessun ricordo di cosa ha fatto nelle ore precedenti. Poco dopo scopre che Megan è sparita, e lei finisce per essere coinvolta nell’indagine della polizia sulla scomparsa di Megan.

Il film sta andando abbastanza bene per quanto riguarda gli incassi, ma quasi tutte le recensioni sono piuttosto negative: su IMDb il voto medio dato al film dagli spettatori è 6,7 su 10; il voto medio ottenuto partendo dalle recensioni dei più importanti critici cinematografici è molto più basso: 48 su 100. Todd McCarthy ha scritto su Hollywood Reporter che «i personaggi sono così piatti e tenebrosi che è impossibile provare interesse nei loro confronti». Per spiegare cosa pensa di La ragazza del treno, David Ehrlich di IndieWire ha scritto: «Immaginatevi L’amore bugiardo – Gone Girl [un altro thriller tratto da un romanzo] se fosse stato adattato in un episodio pilota per un poco coraggioso canale televisivo: se fosse stato privato del suo sovversivo approccio alle dinamiche di genere, se gli avessero troncato il suo umorismo macabro e se l’avessero girato come se fosse un episodio di NCIS». Tra Gone Girl e La ragazza del treno ci sono molte somiglianze; secondo praticamente ogni critico Gone Girl è però un film migliore, sotto ogni punto di vista.

Kubo e la spada magica

È un film d’animazione statunitense, ambientato nell’antico Giappone e che nella versione originale ha Charlize Theron, Art Parkinson e Ralph Fiennes tra i suoi doppiatori. Kubo e la spada magica è prodotto da Laika, lo studio che ha prodotto che ha prodotto ParaNorman e Coraline ed è un film di animazione in stop-motion (la tecnica di film come Nightmare before Christmas o Anomalisa). Kubo è un ragazzo che si prende cura della madre (il padre è morto), quando viene raggiunto da uno spirito del passato in cerca di vendetta. Kubo si trova così in mezzo a un’avventura apparentemente più grande di lui: deve trovare un’armatura e una spada magica (un tempo indossata da suo padre, grande samurai) e combattere gli spiriti del passato. Kubo è quindi un film d’azione e d’avventura, ma ci sono anche momenti profondi, estetici e riflessivi.

Kubo e la spada magica sarà in quasi 300 cinema italiani e visto che da qualche settimana non escono grandi nuovi film d’animazione potrebbe andare molto bene: è di sicuro un film per bambini, ma i critici ne parlano benissimo, consigliandolo anche agli adulti. Su IndieWire, David Ehrlich ha scritto che il film è «sorprendentemente bello e immensamente vero, il miglior film d’animazione del 2016 e uno dei migliori film del 2016, in senso assoluto». Non tutti dicono che è uno dei migliori film dell’anno «in senso assoluto», ma quasi tutti i critici concordano nel ritenere che sia un film da vedere, se si è appassionati di animazione. Un’opinione discordante è quella di Jordan Hoffman del Guardian, secondo il quale Kubo e la spada magica è un film noioso, sia per i bambini che per gli adulti. Chicca per veri appassionati: il film è ispirato a Gegege no Kitaro, un film giapponese del 1968, in bianco e nero.

7 minuti

È un film drammatico di Michele Placido, il regista di Vallanzasca – Gli angeli del male e Romanzo Criminale. Il film è tratto da una storia vera e parla della Varazzi, un’azienda tessile che viene acquistata da un’azienda straniera e alle cui dipendenti – tutte donne – viene chiesta una cosa: acconsentire a ridursi di sette minuti la pausa pranzo. Il film racconta le discussioni e i problemi che nascono quando le dipendenti – nove operaie, un’impiegata e una rappresentante sindacale – devono decidere cosa fare. Tra le attrici del film ci sono Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Violante Placido e Fiorella Mannoia.

Paola Casella di MyMovies ha dato a 7 minuti un voto di tre su cinque, parlandone piuttosto bene: su Bad Taste Gabriele Niola ha scritto che il film non gli è piaciuto perché, nonostante una buona premessa ci sono due problemi principali: uno è la sceneggiatura, l’altro è la recitazione. Niola ha scritto:

C’è una teatralità fastidiosissima in questo film, una che si manifesta con insopportabile puntualità nella recitazione sopra le righe di Ambra Angiolini e Violante Placido (invecchiata con un livello infimo di trucco, come in una recita parrocchiale) e che non può assolutamente essere giustificata dalla sua origine teatrale. C’è infine una meccanicità odiosa nelle conversioni e nei cambi di opinione, una che dovrebbe essere nemica di un simile film, in cui ad essere ricostruito non è un fatto ma il ragionamento umano.

Qualcuno ha paragonato 7 minuti a Due giorni, una notte, un film del 2014 dei fratelli Dardenne: parla di alcune operaie che danno il loro consenso al licenziamento di una collega in cambio di un bonus (per loro) e di quella collega che cerca di convincerle a cambiare idea. C’è Marion Cotillard.

La pelle dell’orso

Sarà in pochi cinema (una ventina in tutta Italia) e bisognerà essere fortunati a trovarselo vicino a casa o particolarmente caparbi nell’andarselo a cercare. È diretto da Marco Segato – di solito regista documentarista – e il protagonista è Marco Paolini, di solito attore teatrale. La pelle dell’orso è ambientato negli anni Cinquanta e parla di un ragazzo di 14 anni che vive solo con il padre, in un paese di montagna. In paese arriva el Diàol (il diavolo), un orso particolarmente pericoloso e il ragazzo decide di affrontarlo. Se ne parla piuttosto bene; MyMovies ha scritto: «La durezza dei personaggi e dei paesaggi è ben servita da una regia che rifiuta la spettacolarizzazione senza per questo rinunciare all’accessibilità narrativa, e i volti intagliati nel legno dei protagonisti contribuiscono al racconto più delle loro parole scarne e schive. A poco a poco ognuno svelerà i propri segreti, con pudore e sollievo».

Intanto nei cinema

Se siete tra quelli a cui interessa, è uscito anche Non si ruba a casa dei ladri, con Massimo Ghini, Vincenzo Salemme, Stefania Rocca e Manuela Arcuri. La regia è di Carlo Vanzina. La trama è: per vendicarsi di un politico disonesto un uomo sceglie di non denunciarlo (pensando più o meno “che tanto in Italia non serve a niente”) ma di rubargli i soldi che tiene nascosti in una banca svizzera. Per farsi aiutare mette su una banda di rapinatori, cercando altre persone diventate povere per colpa dei politici. Alternative più di qualità sono, tra i film ancora nei cinema, Doctor Strange e In guerra per amore, il nuovo film di Pif.