(BERND WUESTNECK/ZB)

Oggi è l’ultimo giorno per chiedere di votare dall’estero al referendum

Bisogna inviare al comune di residenza un apposito documento, allegando una copia della carta d'identità e un'autocertificazione

(BERND WUESTNECK/ZB)

I cittadini italiani aventi diritto al voto che si trovano temporaneamente fuori dall’Italia hanno tempo fino a oggi, 2 novembre, per chiedere al proprio comune di poter votare dall’estero – per corrispondenza – al referendum costituzionale del 4 dicembre. È una possibilità riservata a chi non è iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) ma che «per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trova temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum», come ha spiegato il ministero degli Esteri.

Il procedimento per chiedere di votare all’estero è piuttosto semplice: un apposito documento (qui la copia fac-simile) va compilato e spedito al comune in cui si è iscritti nelle liste elettorali via posta, telefax o email (anche non certificata). Assieme al documento vanno allegati:

 Una copia del documento di identità
 L’indirizzo postale estero a cui verrà inviata la scheda elettorale
 L’indirizzo dell’ufficio consolare competente per il paese in cui ci si trova (lo si può cercare qui)
 Un’autocertificazione che dimostri, secondo il ministero degli Esteri, «che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni».

Il ministero degli Esteri ricorda anche che «la dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000)».

La richiesta è valida solo per il voto del 4 dicembre e può anche essere revocata, con una successiva richiesta.