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  • giovedì 27 ottobre 2016

L’esame di maturità non cambia

E allora perché ne scriviamo? Perché stamattina il Corriere ha scritto il contrario in prima pagina, ed è stato smentito dal governo

Il Corriere della Sera di oggi ha in prima pagina il titolo “La nuova Maturità, addio ai prof esterni”, che rimanda a un articolo che elenca il modo in cui cambierà dal prossimo esame di stato per le scuole superiori. Il pezzo contiene molti dettagli su come dovrebbe cambiare l’esame di maturità, presentati senza formule dubitative – “Ecco come cambia l’esame di maturità, già dal prossimo mese di giugno, in base alla legge delega sulla valutazione che il governo ha messo a punto e che sarà varata a breve” – ma è stato smentito completamente poche ore dopo la sua pubblicazione dal ministero dell’Istruzione.

Il Corriere scrive che “le prove scritte nazionali saranno due”, che ci saranno solamente commissari interni e che “i progetti di scuola-lavoro diventano fondamentali per i crediti”, mentre gli studenti non dovranno più preparare una tesina da presentare alla commissione di esame. “Queste le nuove regole che entreranno in vigore già dal prossimo mese di giugno, in base alla legge delega che sarà varata a breve” continua l’articolo, dando come per cosa fatta la riforma dell’esame di Maturità. La notizia è stata ripresa oggi da diversi altri giornali online, e lo stesso Corriere ha pubblicato una guida al “nuovo esame” sul suo sito (poi modificato), ma è stata poi smentita completamente da un comunicato del ministero dell’Istruzione.

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Nella mattina di oggi, con un comunicato stampa, il MIUR ha spiegato che “non c’è nessun cambiamento previsto per l’esame di Maturità”:

Contrariamente a quanto riportato questa mattina da organi di stampa è necessario precisare che non c’è alcun cambiamento in vista per l’esame di Maturità del prossimo giugno. Soprattutto per quanto riguarda la composizione delle commissioni.
La legge delega in materia di valutazione è del resto ancora oggetto di consultazioni e non esistono testi definitivi. È del resto evidente che qualsiasi novità su un tema di questa rilevanza verrebbe comunicata tempestivamente e con modalità ufficiali al mondo della scuola da parte del Ministero, nel rispetto di migliaia di insegnanti, di studenti e delle loro famiglie. Non si cambiano le regole del gioco in corsa.
Nelle prossime ore saranno pubblicati peraltro i primi atti relativi all’Esame 2017 che non prevedono modifiche rispetto alle regole attuali.

Come spiega il ministero, l’anno scolastico è ormai in corso da un paio di mesi, quindi sarebbe stato poco praticabile e corretto cambiare le modalità di esame per chi sta frequentando l’ultimo anno delle scuole superiori. Non è chiaro se il ministero preveda di introdurre simili cambiamenti in futuro: l’articolo del Corriere diceva che queste novità sarebbero entrate in vigore “già dal prossimo mese di giugno, in base alla legge delega che sarà varata a breve”, ma il ministero non accenna nemmeno all’esistenza di un simile progetto.

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