(AP Photo/Elaine Thompson, File)

Il record di Microsoft in borsa

Ieri le sue azioni hanno avuto un picco improvviso, raggiungendo il valore che avevano durante la "bolla delle dot-com": si dice che il merito sia del nuovo amministratore delegato

(AP Photo/Elaine Thompson, File)

Venerdì, la nota società di tecnologia Microsoft ha raggiunto in borsa un valore di più di 60 dollari: un risultato notevole, dato che è il valore più alto raggiunto dall’azienda dal 1999, quando raggiunse il suo record storico nel corso di quella che divenne famosa come la bolla delle “dot-com”. Si è trattato di un picco piuttosto improvviso che ha fatto tornare l’attenzione su una delle più trascurate tra le grandi società che si occupano di nuove tecnologie. Come ha notato Vice, infatti, è da tempo che Microsoft è stata messa in ombra da nuove società, come Google, Apple, Facebook e persino Twitter, anche se molti dati raccontano che sta attraversando un ottimo periodo.

Il merito del record in borsa è dei risultati economici del terzo quadrimestre del 2016, che sono stati diffusi giovedì 20 – il giorno prima del picco – e sono stati migliori del previsto. In particolare Azure, un servizio di archiviazione cloud destinato alle aziende, ha mostrato un incremento di vendita del 116 per cento. Anche Office 365, una riedizione del vecchio pacchetto Office che funziona in cloud e può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo tramite un’iscrizione online, ha mostrato un aumento dei ricavi del 56 per cento.

CNN Money ha scritto che è stato il nuovo amministratore di Microsoft Satya Nadella, a decidere di investire molto in questi prodotti. Nadella ha sostituito nel febbraio del 2014 il precedente amministratore delegato, Steve Ballmer, ritenuto da molti responsabile del declino di Microsoft nel primo decennio degli anni duemila, quando la società perse la gara con Apple per produrre smartphone e dispositivi portatili per riprodurre musica. Secondo gli esperti, gli investitori hanno apprezzato in particolare il fatto che il calo di ricavi che arriva dai prodotti di marca Windows è stato bilanciato e anzi superato dagli aumenti di quelli riconducibili ai servizi cloud. Questo settore ha aumentato i ricavi dell’8,4 per cento, arrivando a produrre 6,4 miliardi di dollari nel terzo quarto del 2016, un risultato positivo perfino sopra le aspettative.