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  • giovedì 20 ottobre 2016

Le manifestazioni contro la violenza sulle donne in Sudamerica

Si sono tenute in varie città in seguito alla brutale uccisione di una 16enne a Mar del Plata, che in Argentina è diventato un caso nazionale

(AP Photo/Natacha Pisarenko)

Ieri 19 ottobre decine di migliaia di donne hanno protestato in Argentina e altri paesi sudamericani contro il brutale omicidio di una ragazza argentina di 16 anni, e più in generale contro la violenza sulle donne. Le proteste sono state organizzate dal movimento NiUnaMenos (“Non una di meno”) in seguito alla diffusione della notizia dell’uccisione di Lucia Perez, una ragazza rapita, costretta ad assumere cocaina e, secondo il magistrato argentino Maria Isabel Sanchez, morta in seguito a una «aggressione sessuale disumana» che le ha causato un arresto cardiaco. In Argentina si è parlato per giorni dell’uccisione di Perez, avvenuta ai primi di ottobre: i genitori della ragazza hanno anche ricevuto la visita del ministro della Giustizia German Garavano, oltre a moltissimi messaggi di solidarietà.

La manifestazione di protesta più partecipata si è tenuta a Buenos Aires, mentre altre manifestazioni in sostegno a quelle argentine si sono svolte in Messico, Bolivia, Paraguay e altri paesi sudamericani. Da anni diverse ONG argentine sostengono che il paese abbia un grave problema di violenza contro le donne. BBC ha spiegato che nel 2012 è stata approvata una legge “anti femminicidio”, che però secondo i critici non viene applicata in modo efficace. La stessa cosa accade in vari altri paesi sudamericani.

Alle manifestazioni hanno aderito donne sudamericane che ricoprono cariche importanti. In una conferenza stampa prima della manifestazione in Argentina, la giudice della Corte Suprema Elena Highton de Nolasco ha detto che «i casi di femminicidio stanno aumentando e diventando più violenti e perversi: oggi abbiamo ricevuto la notizia che negli ultimi 18 giorni ci sono stati 19 femminicidi». La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha pubblicato un video su Twitter in cui spiega di essersi unita alla protesta proprio per via di una lunga serie di omicidi contro le donne in Cile.

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