Il presidente francese Emmanuel Macron stringe la mano ai giocatori del Tolone prima della finale del campionato di rugby francese allo Stade de France di Parigi (CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)
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I “galacticos” del rugby

Pensate a un grande giocatore di rugby dell'ultimo decennio: chiunque sia è molto probabile che abbia giocato con il Tolone, la squadra dell'eccentrico Mourad Boudjellal

di Pietro Cabrio
Il presidente francese Emmanuel Macron stringe la mano ai giocatori del Tolone prima della finale del campionato di rugby francese allo Stade de France di Parigi (CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)

Tolone è una città in cui il rugby è vissuto molto intensamente, probabilmente più che in ogni altra città francese. La squadra di rugby cittadina, nonostante abbia iniziato a vincere con una certa frequenza solo da pochi anni, è da tempo una delle più seguite del campionato francese, tanto che il Felix Mayol, lo stadio in cui gioca le partite casalinghe, è considerato uno dei più “caldi” d’Europa. Il club venne fondato agli inizi del Novecento e nei suoi primi novant’anni si affermò come uno dei principali club del sud della Francia. Nei primi anni del Duemila, però, affrontò un lungo periodo di difficoltà economiche, a causa delle quali venne retrocesso in seconda divisione. In quel periodo il Tolone venne acquistato da un eccentrico imprenditore francese, nato e cresciuto in città, che da quando è in carica ha investito decine di milioni di euro per creare, almeno sulla carta, una delle squadre di rugby più forti del mondo, oltre che una società unica nel suo genere. Per la qualità delle sue rose, in Francia il Tolone è stato paragonato al Paris Saint-Germain del calcio ed è associato spesso ai “galacticos”, il soprannome con cui di solito ci si riferisce al Real Madrid.

Le origini e i legami con l’Italia
Agli inizi del Novecento la regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e le sue più importanti città portuali furono la destinazione di molti migranti italiani, che partivano in special modo dal ponente ligure. Migliaia di questi migranti si stabilirono a Tolone, dove negli anni crearono una folta comunità italiana. Oggi di quella comunità non rimane molto, e il passato italiano della città si nota principalmente dai numerosi cognomi italiani dei suoi abitanti. Uno degli ambiti in cui i migranti italiani hanno lasciato più tracce è il rugby. La più importante squadra della città, il Rugby Club Toulonnais, venne fondata nel 1908 anche da alcuni italiani e nella sua storia ha avuto per molti anni una folta rappresentanza italiana. Arnaldo Gruarin, per esempio, friulano emigrato nel sud della Francia con la famiglia quando aveva dieci anni, è ricordato ancora oggi come uno dei più importanti giocatori nella storia del club, e negli anni Sessanta fece anche parte della nazionale francese, così come molti altri giocatori di origini italiane.

Il Tolone vinse il suo primo campionato francese nel 1931 e per vincerne un altro dovette aspettare quasi cinquant’anni. In quel mezzo secolo tuttavia vinse due coppe nazionali, si piazzò almeno una decina di volte fra il secondo e il terzo posto in campionato confermandosi come la squadra più importante della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Negli anni Novanta il club arrivò ad accumulare debiti per una decina di milioni di franchi e nel 2000 la federazione francese fu costretta a farlo retrocedere. Restò quattro anni di fila in seconda divisione senza riuscire ad ottenere la promozione, che alla fine arrivò nel 2005. Ma il ritorno in Top14 durò appena un anno, al termine del quale il Tolone retrocesse di nuovo per via di un’organizzazione carente e di una squadra mal assortita, che su ventisei partite ne vinse solo tre.

Fu quello che successe dopo la promozione del 2005, assieme ad una storia di vent’anni prima, a dare le motivazioni a Mourad Boudjellal, imprenditore francese di origini armene e algerine, nato e cresciuto a Tolone, per comprare la squadra due anni dopo e di investirci decine di milioni di euro, creando un club unico nel suo genere.

Il Front National in città
Alle elezioni comunali del 1995 a Tolone venne eletto sindaco Jean-Marie Le Chevallier, del Fronte Nazionale, il maggior partito di estrema destra francese. Durante il suo mandato Le Chevallier si espresse spesso con frasi razziste nei confronti della folta comunità di migranti di Tolone, di cui Boudjellal e la sua famiglia facevano parte. Fu Le Chevallier inoltre a tagliare i fondi destinati al Rugby Tolone, decisione che contribuì a peggiorare la situazione economica del club, e che poi causò la retrocessione. Nel 2001 Le Chevallier venne sostituito da un sindaco dell’UMP, il partito di centrodestra, ma i mandati di Le Chevallier avevano aumentato significativamente gli episodi di razzismo in città.

Boudjellal, da sempre oppositore del Front National, si trovava allo stadio Mayol quando il Tolone ottenne la promozione in Top14 dopo cinque anni di assenza e rimase stupito dalla reazione dei quasi diecimila tifosi presenti allo stadio.

Ero seduto vicino all’allenatore e al presidente del club e al termine della partita vidi gente che in passato era stata divisa abbracciarsi e festeggiare. Quello che poi vidi una volta sceso in strada fu ancora più incredibile: c’era gente ovunque, e il Tolone era diventato un veicolo per la riconciliazione degli abitanti della città. Fu una sensazione indescrivibile. Dopo quello, decisi di voler ripetere quest’esperienza. La squadra venne retrocessa nuovamente l’anno successivo e i tifosi mi pregarono di aiutare economicamente il club. Sapevo che non era una mossa saggia, ma il desiderio di vedere la gente di Tolone ancora felice mi convinse.

Boudjellal costruì gran parte delle sue fortune a partire dal 1989, anno in cui riuscì a comprare i diritti di Rahan, un fumetto francese molto popolare negli anni Ottanta che poi divenne una serie animata trasmessa in televisione anche in Italia, dalla Rai. Con i soldi guadagnati con Rahan, Boudjellal espanse gli investimenti della Soleil Productions, la casa editrice da lui fondata che ora genera un fatturato annuo di circa cinquanta milioni di euro. La Soleil Productions pubblica alcuni dei fumetti più letti in Francia e collabora anche con la Marvel per il commercio delle sue pubblicazioni nel mercato americano. Dopo averla gestita per circa vent’anni, nel 2011 Boudjellal cedette tutte le sue quote per dedicarsi principalmente al Tolone.

La nascita dei “galacticos”
I primi anni come presidente e proprietario del Tolone non furono semplici. Appena entrato in carica, Boudjellal ingaggiò come allenatore Tana Umaga, ex capitano della Nuova Zelanda, uno dei rugbisti più famosi al mondo. Si parlò di un trasferimento senza precedenti per il rugby francese, perché gli venne offerto uno stipendio di circa 300 mila euro all’anno e perché il Tolone si trovava ancora in seconda divisione. Boudjellal formò una squadra che per il livello dei suoi giocatori avrebbe potuto competere in Top14, ma nelle successive due stagioni non riuscì a ottenere la promozione. Fra i tifosi si diffuse molto scetticismo e Boudjellal venne criticato soprattutto per l’acquisto di giocatori molto conosciuti, in special modo sudafricani e australiani, che a Tolone non giocarono affatto bene nonostante venissero pagati parecchio.

Ma per la stagione 2007/2008 Boudjellal investì ancora di più e costruì una squadra che almeno sulla carta avrebbe dovuto dominare il campionato dall’inizio alla fine: ingaggiò George Gregan, capitano dell’Australia e campione del mondo nel 1999, Victor Matfield, campione del mondo con il Sudafrica nel 2007 e i neozelandesi Anton Oliver e Andrew Mehrtens. Il Tolone non dominò il campionato ma riuscì comunque a terminare la stagione al primo posto, ottenendo la promozione in Top14 inseguita per quasi tre anni.

L’anno successivo Boudjellal iniziò a predisporre le basi per creare la squadra più forte di Francia e per portare il club nelle condizioni di poter autofinanziarsi tramite la ricerca di nuovi sponsor e l’ottimizzazione della vendita dei biglietti e degli abbonamenti stagionali. Nella stagione del ritorno in Top14 il Tolone si piazzò in nona posizione, l’anno dopo arrivò secondo dopo aver ingaggiato l’inglese Jonny Wilkinson, che in quel momento era il giocatore di rugby più famoso al mondo. Wilkinson fu liberato dal Newcastle, la sua vecchia squadra, per via di una lunga serie di infortuni che lo avevano reso inutilizzabile per molto tempo. Nella sua prima stagione a Tolone Wilkinson segnò 230 punti e fu il secondo miglior marcatore del campionato.

Nel rugby, soprattutto in un campionato di alto livello come quello francese, dove la forza delle squadre è abbastanza omogenea, vincere non è una cosa scontata. Avere una squadra sulla carta superiore a volte può non bastare. Per vincere è necessario saper giocare sempre meglio delle altre squadre e si deve disporre di una rosa intercambiabile per tutta la durata del campionato: le riserve devono saper garantire un rendimento all’altezza dei titolari. Dal 2010 la rosa del Tolone è sempre stata una delle più forti d’Europa. Ha avuto in squadra giocatori come gli inglesi Steffon e Delon Armitage, gli argentini Gonzalo Quesada e Felipe Contepomi, il mediano di mischia della nazionale francese Frédéric Michalak, il neozelandese Sonny Bill Williams e Bakkies Botha, campione del mondo nel 2007 con il Sudafrica. Ma non è bastato per “vincere tutto”, come prevedevano i progetti di Boudjellal. Il Tolone ha vinto il suo primo campionato francese solamente nel 2014 e la superiorità della squadra si è notata soprattutto nella Champions Cup — l’equivalente della Champions League del calcio — che è riuscita a vincere per tre anni di fila dal 2012 al 2015, impresa mai riuscita prima a nessun’altra squadra.

Il Tolone oggi
Nella gestione della squadra Boudjellal ha voluto ispirarsi alla multiculturalità della città, e infatti da quando è diventato proprietario la squadra è stata sempre composta da decine di nazionalità differenti. Ora almeno dieci giocatori del Tolone sono considerati tra i più forti e conosciuti al mondo, come nel caso del gallese Leigh Halfpenny, dei sudafricani Bryan Habana e Duane Vermeulen, del centro della nazionale francese Mathieu Bastareaud e del neozelandese Ma’a Nonu. In passato hanno giocato con il Tolone anche gli italiani Ramiro Pez, Santiago Dellapè e Martin Castrogiovanni, e dal 2016 l’allenatore è Diego Dominguez, uno dei più forti giocatori italiani di sempre. Dominguez ha rimpiazzato Bernard Laporte, ex allenatore della nazionale francese ed ex sottosegretario del governo di François Fillon durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

Lo stadio Mayol, che Boudjellal ha provveduto a ristrutturare e ampliare, è esaurito ad ogni partita. Su quindicimila posti a sedere tredicimila sono occupati dagli abbonati e duemila sono destinati alla vendita libera, che si esaurisce sempre in pochi giorni. Il club inoltre riesce a ricavare diversi milioni fra sponsorizzazioni, marketing e altre attività laterali.

Boudjellal è noto anche per la sue dichiarazioni spesso fuori dalle righe, come quando nel 2012 venne squalificato per 130 giorni dopo aver criticato l’arbitraggio di una partita dicendo: «Ho avuto la mia prima esperienza di sodomia arbitrale nel 2010 durante la semifinale contro il Clermont. Questa sera ho appena vissuto la seconda. Sembrava far abbastanza male la prima volta, ma questa volta è stato peggio ancora. Esamineremo le immagini non su YouTube ma su YouPorn». Oltre a questo, rifiuta sia il paragone con il Paris Saint-Germain, sia con squadre come il Real Madrid e il Chelsea di Roman Abramovich.

Sento gente che mi paragona a Roman Abramovich, e questo mi fa arrabbiare. Non siamo la stessa cosa e non condividiamo gli stessi sogni. Per me è un vero e proprio sogno rendere felici le persone. Per lui invece il Chelsea è un giocattolo che usa a suo piacimento.

Lo scorso autunno Boudjellal si è candidato alla presidenza della Ligue National de Rugby ma non è stato eletto. Gli investimenti del club continuano ma per Boudjellal il Tolone non è ancora una vera e propria squadra, solo un insieme di eccellenti giocatori. Nei suoi piani dovrebbe diventare una squadra solo quando l’accademia del club riuscirà a crescere un numero adeguato di ottimi giocatori, mentre l’ingaggio di giocatori famosi è stata solo una parte del piano per accrescere l’importanza e la fama della squadra.