Tom Hanks e Steven Spielberg durante le riprese del film (DreamworksEntertainment Pictures/ZUMAPRESS.com/ANSA)

Qual è la storia del “Ponte delle spie”

Un avvocato coraggioso, una spia sovietica e uno scambio di prigionieri a Berlino, raccontati nel film diretto da Spielberg e scritto dai fratelli Coen

Tom Hanks e Steven Spielberg durante le riprese del film (DreamworksEntertainment Pictures/ZUMAPRESS.com/ANSA)

Il Ponte delle spie è un film del 2015 scritto dai fratelli Coen e diretto da Steven Spielberg, che verrà trasmesso questa sera alle 21.15 su Sky Cinema 1. Il Ponte delle spie racconta la storia dell’avvocato statunitense James B. Donovan, interpretato da Tom Hanks: negli anni della Guerra fredda, Donovan si trovò prima a dover difendere in tribunale Rudolf Abel, una spia del KGB (i servizi segreti sovietici), e poi a negoziare lo scambio tra Abel e l’agente della CIA Francis Gary Powers, catturato in Unione Sovietica. Mark Rylance, che nel film ha interpretato Abel, ha vinto un Oscar per il migliore attore non protagonista.

Nella prima parte del Ponte delle spie si racconta della cattura di Abel, avvenuta nel 1957 a New York. L’uomo, il cui vero nome era Vilyam Fisher, usava la professione di pittore come copertura per la sua attività di agente del KGB. Le autorità erano pressoché certe di aver arrestato una spia, ma – un po’ per democrazia, un po’ per non farsi criticare dai sovietici – gli garantirono comunque un regolare processo. La difesa venne affidata all’avvocato Donovan, che fino a quel momento si era sempre occupato soltanto di cause civili legate alle assicurazioni: fu scelto lui proprio perché il processo era stato pensato più che altro come una formalità da sbrigare.

Dopo aver incontrato Fisher, Donovan cominciò però a dedicarsi con grande impegno alla sua difesa. Andò contro i consigli dei colleghi e del giudice a cui era stato affidato il processo e si attirò forti critiche da parte della stampa per la sua troppa dedizione al caso. Alla fine del processo riuscì a evitare che Fisher fosse condannato a morte.

(Una scena di Il Ponte delle spie)

Nel 1960 il governo statunitense si ricordò di Fisher e Donovan quando avvenne quello che negli Stati Uniti è noto come il “1960 U-2 incident”. Nel maggio 1960 l’Unione Sovietica abbatté un aereo-spia statunitense guidato dal pilota dell’aeronautica militare Francis Gary Powers (interpretato nel film da Austin Stowell), che riuscì a sopravvivere ma fu catturato e processato dai sovietici. Per riaverlo indietro, le autorità statunitensi convinsero Donovan ad andare a Berlino per trattare con i sovietici uno scambio tra Powers e Fisher. L’intera seconda parte del film racconta il viaggio di Donovan a Berlino, e le varie tappe della trattativa. Il “Ponte delle spie” che dà il titolo al film è quello di Glienicke, che collega la parte occidentale di Berlino con la città di Potsdam – che dal 1949 faceva parte della Repubblica Democratica Tedesca: in diverse occasioni, durante la Guerra fredda, capitò che agenti, spie e emissari dei due blocchi si incontrassero sul ponte.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.