(ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 3 ottobre 2016

Le elezioni in Palestina sono state rinviate di nuovo

L'ha deciso il governo palestinese, dopo che la Corte Suprema aveva ordinato che si tenessero solo in Cisgiordania

(ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)

Aggiornamento di martedì 4 ottobre: il primo ministro palestinese Rami Hamdallah ha annunciato che il governo ha deciso di rinviare le elezioni amministrative. Dopo diversi guai giudiziari, lunedì 3 la Corte Suprema palestinese aveva deciso che le elezioni si sarebbero tenute in autunno ma solamente in Cisgiordania, e non nella Striscia di Gaza. La Commissione elettorale palestinese, dopo la decisione della Corte, ha però consigliato al governo di rinviare le elezioni al fine di trovare un accordo per tenerle in tutta la Palestina. Il governo ha accettato il suggerimento della Commissione. Hamdallah ha detto che il governo ha rinviato le elezioni di quattro mesi, anche se non è chiaro quale sia la data da cui parte il conto. Haaretz ha ipotizzato che si terranno a febbraio del 2017 (anche se da qui a febbraio possono ancora succedere diversi guai e polemiche).

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La Corte Suprema palestinese ha deciso che le prossime elezioni amministrative si terranno solamente in Cisgiordania, e non nella Striscia di Gaza. Le elezioni erano previste originariamente per l’8 ottobre in tutta la Palestina, ed erano state sospese a inizio settembre: oggi sono anche state ufficialmente rinviate, anche se ancora non è stata scelta una data. Secondo una fonte palestinese di Haaretz, è probabile che si terranno a novembre.

Le elezioni erano molto attese per vari motivi: principalmente perché in Palestina il Parlamento non viene rinnovato da 10 anni, e le amministrative erano considerate una prova generale in vista delle “vere” elezioni, promesse da anni dal governo palestinese. In settembre, motivando la sospensione, la Corte Suprema aveva spiegato che i tribunali della Striscia di Gaza – controllata dal 2006 da Hamas, il principale gruppo politico-terrorista palestinese – avevano escluso delle liste elettorali di Fatah, il partito che teoricamente “governa” su tutta la Palestina ma in pratica solo in Cisgiordania, nonostante non avessero l’autorità per farlo. Praticamente tutti gli osservatori concordano che la sospensione è l’ultima conseguenza di uno scontro politico fra Fatah e Hamas, che da anni hanno rapporti molto freddi se non ostili.

In settembre Hamas aveva descritto come “politica” la scelta della Corte Suprema – che ha sede a Ramallah, la stessa città dove risiede il governo palestinese – di sospendere le elezioni, spiegando che Fatah temeva una vittoria di Hamas sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania. Motivando la sua decisione di non tenere le elezioni amministrative nella Striscia, la Corte ha in qualche modo confermato i sospetti di Hamas, spiegando che ha deciso di «implementare la decisione del governo palestinese di tenere le elezioni in tutte le circoscrizioni tranne che nella Striscia di Gaza».

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