Cosa c’è nella nota di aggiornamento al DEF

Il governo ha abbassato le stime di crescita per il 2016 al +0,8 per cento, mentre per l'anno prossimo il deficit resterà al 2,4 per cento: cosa vuol dire?

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Martedì, poco prima di mezzanotte, il consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2016, in cui il governo aggiorna le sue previsioni sull’andamento dell’economia e su cosa intende fare negli anni successivi. Per il 2016 il governo prevede una crescita dello 0,8 per cento, 0,4 punti in meno rispetto al DEF pubblicato ad aprile. Quest’anno il deficit, cioè la differenza tra quanto lo Stato incassa e quanto spende, sarà al 2,4 per cento del PIL. Per il 2017 le stime di crescita sono state abbassate a +1 per cento, mentre il deficit è fissato al 2 per cento, anche se il governo ha già detto che chiederà lo 0,4 per cento in più per rispondere alle emergenze della sicurezza, dei migranti e del terremoto.

Il DEF è un documento di indirizzo: non contiene quindi norme che si applicano immediatamente. Il contenuto del DEF approvato martedì sera era già stato in gran parte anticipato ai giornali, anche se rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi ci sono alcune piccole differenze. Il dato più atteso è probabilmente quello sulla crescita, che è anche quello che è cambiato di più rispetto alle previsioni iniziali del governo. Nell’autunno scorso la stima per il 2016 era di una crescita al +1,6 per cento. Ad aprile, quando è stato presentato il DEF, la stima era stata abbassata a +1,2 per cento. A fine agosto, nelle 30 slide in cui il governo elencava i successi ottenuti nei primi 30 mesi in carica, dava per assicurata una crescita al +1 per cento.

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Poi, la settimana scorsa, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva detto che nella nota di aggiornamento la stima sarebbe stata abbassata a meno del +1 per cento, in linea con le stime di centri studi e istituzioni internazionali. Infine, domenica, Repubblica ha pubblicato un’indiscrezione secondo cui la stima sarebbe stata mantenuta al +1 per cento. L’indiscrezione è stata smentita dal documento approvato martedì sera. Nel corso della conferenza stampa, Renzi ha scherzato sul balletto di stime delle ultime settimane, spiegando di aver discusso con il ministro dell’Economia e che alla fine ha prevalso: «San Prudenzio, linea Padoan. Non è la linea del 7,8 per cento di crescita proposta da Palazzo Chigi».

L’altro punto importante contenuto nel documento è quanto il governo intende spendere l’anno prossimo, cioè la previsione del deficit per il 2017. Nei documenti presentati nei mesi scorsi, il deficit era fissato all’1,8 per cento. Ieri il governo ha annunciato che il deficit salirà al 2 per cento, a cui sarà aggiunta una richiesta alla Commissione Europea di un ulteriore 0,4 per cento per eventi eccezionali, in particolare l’emergenza sicurezza, quella dei migranti e la ricostruzione per il terremoto nel Lazio. Si tratta di un deficit aggiuntivo che dovrà essere approvato dalla Commissione Europea.

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