Pandemic: Legacy, il miglior gioco da tavolo di sempre

Lo dicono gli esperti di un gioco in cui bisogna collaborare per debellare un'epidemia mondiale: e ci si può giocare una partita sola

Boardgamegeek è il più importante sito al mondo che parla di giochi da tavolo: è un enorme database con recensioni e discussioni su praticamente tutti i giochi da tavolo o di carte mai realizzati. Il sito ha una classifica che elenca i migliori giochi di sempre, sulla base delle recensioni di migliaia di utenti: il gioco al primo posto, che è arrivato lì dopo essere stato valutato da oltre 10mila utenti, si chiama Pandemic: Legacy, è uscito nel 2015 ed è considerato attualmente il miglior gioco da tavolo di sempre.

Pandemic: Legacy in realtà non è esattamente un gioco ma un’espansione – cioè, semplificando, un’evoluzione di un altro gioco già esistente, che aumenta le possibilità dell’originale – di Pandemia, che fu prodotto da Z-Man Games nel 2007. La prima cosa da sapere su Pandemia è che non è un gioco competitivo, in cui i giocatori devono cercare di sconfiggersi tra loro, bensì collaborativo: possono giocarci fino a un massimo di 4 persone, che devono cercare di neutralizzare quattro diverse malattie mortali che nella storia si sono diffuse nel mondo. I giocatori interpretano dei personaggi – medico, scienziato, ricercatore, esperto delle operazioni o responsabile dei trasporti – e agiscono su una plancia che rappresenta un planisfero con 48 città collegate tra loro. Pescando delle carte speciali i giocatori possono spostarsi, scambiarsi informazioni, debellare l’epidemia dalle città, costruire laboratori e trovare nuove cure per le malattie. Alla fine di ogni turno si pescano delle carte che corrispondono a particolari eventi, e che rappresentano gli ostacoli casuali alla missione dei giocatori. Questi ostacoli, turno dopo turno, possono sommarsi e provocare uno dei diversi scenari in cui i giocatori perdono: lo scopo è evitare che questo succeda, prendendo le decisioni giuste, al momento giusto e nell’ordine giusto, discutendole a ogni turno con gli altri giocatori. Se non si è esperti, è probabile che giocando a Pandemia si perda più volte di quante si vinca.

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Pandemia è considerato uno dei migliori giochi mai prodotti, tra quelli di tipo collaborativo (che sono meno comuni di quelli competitivi). È però un gioco tradizionale: ci si gioca, e a seconda di come si gioca una partita può durare anche solo un’ora. Finita una partita, se ne possono fare infinite altre. La particolarità di Pandemic: Legacy, invece, è che ci si può giocare una sola volta. Nella confezione ci sono scatole misteriose e mazzi sigillati che non si possono aprire finché non è il gioco a deciderlo. Ogni volta che si gioca bisogna pescare una carta da uno di questi mazzi: quelle che non si sono ancora lette vanno tenute nell’ordine previsto in un apposito spazio. Se per caso le si mischia, le istruzioni del gioco consigliano di farle rimettere in ordine da un amico che si è sicuri non giocherà mai a Pandemic: Legacy. Le carte che si pescano possono dare il permesso di aprire le scatole misteriose, stabilire nuove missioni, dare premi speciali o dire di grattare via con una moneta la superficie che ricopre le caselle di alcuni cartoncini speciali.

Man mano che si gioca, può succedere che i cittadini delle città sulla plancia del gioco si ribellino e rendano impossibile raggiungerle, distruggendo i laboratori che i giocatori hanno creato: se i giocatori perdono una città devono appiccicare uno stampino sulla plancia. Ma ci sono molti altri eventi possibili: le malattie si trasformano, compaiono nuovi personaggi e le caratteristiche di quelli esistenti possono cambiare, perdendo alcune abilità dopo aver riportato delle “cicatrici”. In certi casi può anche succedere che i personaggi muoiano: a quel punto bisogna letteralmente strappare la loro carta, e spariscono per sempre.

L’inventore di Pandemic: Legacy si chiama Rob Daviau, che ebbe l’idea quando lavorava per Hasbro, la seconda più grande azienda di giocattoli del mondo dietro Mattel. Daviau sviluppò tra le altre cose la versione in tema Harry Potter di Cluedo, e quella in tema Star Wars di Trivial Pursuit. Un giorno, durante un brain storming, ebbe un’illuminazione, ha raccontatoSlate: «Perché tutti i giochi da tavolo devono essere come Ricomincio da capo?», pensò riferendosi al famoso film di Harold Ramis in cui Bill Murray si risveglia tutte le mattine nello stesso giorno, il giorno della marmotta. Nel 2012 uscì una sua espansione di Risiko, che prevedeva una storia che proseguiva di partita in partita, con modifiche permanenti come scritte sulla plancia e carte strappate. Una partita poteva durare mesi, divisa in 15 sessioni. Dopo Risiko: Legacy, Laviau lasciò Hasbro e lavorò con Matt Leacock, il creatore di Pandemia, per realizzare Pandemic: Legacy.

Pandemic: Legacy è diviso in 12 sessioni di gioco, ognuna delle quali corrisponde a un mese. Le cose che succedono in ogni sessione hanno conseguenze permanenti sulle sessioni successive, e quindi è praticamente impossibile che ci siano due partite uguali a Pandemic: Legacy. Come ha scritto Owen Duffy sul Guardian:

«Ogni sessione di gioco sembra un episodio di una serie di HBO ad alto budget, e  può essere duro resistere alla voglia di giocare una sessione in fila all’altra senza sosta. Ci sono cose sconvolgenti, colpi di scena, momenti di tensione e drammi tra i personaggi, ed è probabile che vi ritroverete a rimuginare tra una partita e l’altra sugli errori che avete fatto nell’ultima sessione, e a fare piani su come gestirete i nuovi ostacoli che avete provocato».

Pandemic: Legacy prevede solo due possibilità di giocare ogni sessione di gioco: dopodiché si procede a quella successiva, indipendentemente da quanto bene sia andata per i giocatori. Se si è completata la missione prevista, si avranno dei vantaggi nella sessione successiva. Se si gioca molto male a un paio di sessioni consecutive, è possibile che ci si ritrovi in una situazione disperata e che in sostanza si comprometta irrimediabilmente l’intero gioco. Ci sono quindi da un minimo di 12 a un massimo di 24 sessioni, dopo le quali non si può più giocare. Ci sono due versioni di Pandemic: Legacy, una rossa e una blu, che sono uguali e pensate per permettere ai giocatori di fare più di una partita contemporaneamente. Le due edizioni attualmente in commercio si chiamano “Season 1”, il che fa intendere abbastanza chiaramente che è previsto un seguito. Pandemic: Legacy costa circa 45 euro: Duffy però avverte che sarebbe sbagliato ritenerlo uno spreco di soldi per il fatto che ci si può giocare una sola volta:

«Nessuno si lamenta di un romanzo perché finisce. Nessuno evita di andare al cinema perché i film arrivano inevitabilmente a una conclusione. La durata limitata del gioco è esattamente quello che lo rende pieno di significato. Sì, è divertente. Sì, è stimolante. Ma è molto di più: è una macchina narrativa disegnata per creare momenti indimenticabili e bombardarvi con un flusso costante di emozioni. (…) Quando tutto finirà, vi ritroverete a condividere un’esperienza e una serie di ricordi davvero unici con i vostri amici».

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