Un fermo immagine del video diffuso da Boko Haram il 14 agosto (Militant video/Site Institute via AP)
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  • lunedì 15 Agosto 2016

Il video di Boko Haram con le studentesse nigeriane rapite nel 2014

È stato diffuso domenica e potrebbe essere la risposta a una lotta di potere interna al gruppo estremista nigeriano

Un fermo immagine del video diffuso da Boko Haram il 14 agosto (Militant video/Site Institute via AP)

Boko Haram, il gruppo estremista islamista che ha la sua base nel nord-est della Nigeria, ha diffuso un video che sembra mostrare alcune delle studentesse nigeriane rapite nel 2014 da una scuola di Chibok. Nel video si vede un uomo armato e col volto coperto parlare davanti a una cinquantina di donne, tutte velate da capo a piedi con l’eccezione della faccia scoperta: l’uomo si rivolge al governo nigeriano, dicendo che Boko Haram libererà le donne rapite in cambio della scarcerazione dei miliziani del gruppo che sono in prigione. Nel video parla anche una delle donne in ostaggio, che si identifica come Maida Yakubu: «Ai nostri parenti, per favore siate pazienti. Non c’è tipo di sofferenza che non abbiamo visto. Le nostre sorelle sono state ferite, alcune di loro hanno ferite in testa e sul corpo. Dite al governo di ridare i miliziani di Boko Haram alla loro gente, così possiamo tornare a casa».

Delle 276 studentesse rapite alla scuola di Chibok nell’aprile 2014 ne sono state ritrovate solo 59. L’uomo armato del video dice che altre 40 sono state fatte sposare e che alcune sono rimaste ferite negli attacchi aerei del governo nigeriano (quest’ultima cosa sembra però dubbia, dato che le ferite riportate da alcune donne sono assimilabili più a colpi di machete che a bombardamenti aerei). Di fatto Boko Haram ha ripetuto le richieste che aveva già fatto in un vecchio video diffuso un mese dopo il rapimento delle studentesse: in quel filmato Abubakar Shekau, il leader di Boko Haram, minacciava di vedere le studentesse al mercato nero. Da allora era stato diffuso solo un altro video che mostrava 15 ragazze prigioniere, alcune delle quali riconosciute come le studentesse rapite a Chibok. Tempo fa una delle studentesse, Amina Nkeki, era anche riuscita a scappare e ad arrivare ad Abuja, la capitale della Nigeria.

In Nigeria i bombardamenti contro Boko Haram sono aumentati da quando è stato eletto presidente Muhammadu Buhari, nel maggio 2015. Da allora Boko Haram ha perso molti dei territori che controllava in precedenza, ma il governo non è mai riuscito a ottenere una vittoria definitiva. Secondo alcuni analisti, la diffusione dell’ultimo video potrebbe essere stata ordinata da Shekau per riaffermare il suo potere all’interno di Boko Haram. Sembra infatti che da tempo il gruppo sia diviso, soprattutto da quando si è affiliato allo Stato Islamico (o ISIS). Una decina di giorni fa, lo Stato Islamico aveva annunciato che Abu Musab al Barwani era diventato il nuovo leader di Boko Haram, una scelta che in qualche modo voleva lasciare ai margini Shekau e la sua fazione. Ryan Cummings, un analista che si occupa di questioni di sicurezza, ha detto al Guardian: «Il video si riferisce a Boko Haram con il suo nome tradizionale», invece che con il nome che il gruppo si è dato dopo l’affiliazione allo Stato Islamico (cioè la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico): questo potrebbe essere un segno che le studentesse rapite sono ancora detenute dalla fazione di Shekau.

Il governo nigeriano ha detto che sta lavorando per liberare le donne rapite mostrate nel video. Nel corso degli ultimi anni Boko Haram ha rapito migliaia di adulti e bambini e ha compiuto attentati terribili che hanno ucciso migliaia di persone.