Lo scrittore inglese Herbert George Wells nel 1944 (Erich Auerbach/Getty Images)
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  • sabato 13 agosto 2016

L’arrivo dei marziani raccontato da H. G. Wells

Lo scrittore di fantascienza inglese, autore di "La guerra dei mondi" e "La macchina del tempo", morì 70 anni fa

Lo scrittore inglese Herbert George Wells nel 1944 (Erich Auerbach/Getty Images)

«Alla fine del Diciannovesimo secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della Terra fossero acutamente e attentamente osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini e tuttavia, come queste, mortali; che l’umanità intenta alle proprie faccende venisse scrutata e studiata, quasi forse con la stessa minuzia con cui un uomo potrebbe scrutare al microscopio le creature effimere che brulicano e si moltiplicano in una goccia d’acqua. Gli uomini, infinitamente soddisfatti di se stessi, percorrevano il globo in lungo e in largo dietro alle loro piccole faccende, tranquilli nella loro sicurezza d’esser padroni della materia. Non è escluso che i microbi sotto il microscopio facciano lo stesso. Nessuno pensava minimamente che i più antichi mondi dello spazio potessero rappresentare un pericolo per gli uomini, o pensava ad essi soltanto per escludere la possibilità o anche solo la probabilità che esistesse sulla loro superficie una qualunque forma di vita».

È l’incipit di La guerra dei mondi, il più famoso romanzo dello scrittore inglese H.G. Wells, che nacque il 21 settembre 1866 e morì il 13 agosto 1946, esattamente 70 anni fa. La guerra dei mondi (1897) è il romanzo che racconta l’invasione marziana dalla Terra e che ha ispirato quattro film, l’ultimo dei quali con Tom Cruise e girato da Steven Spielberg, uscito nel 2005. Ispirò anche il famoso programma radiofonico andato in onda sulla radio americana CBS il 30 ottobre 1938: quello in cui Orson Welles faceva l’annunciatore di un notiziario speciale che interrompeva i consueti programmi radiofonici per annunciare e fornire aggiornamenti sullo sbarco di un esercito alieno a Grovers Mill, in New Jersey. Alcuni ascoltatori credettero che fosse davvero in corso un’invasione aliena (anche se non tanti quanti si racconta di solito), reazione che rese leggendaria nei decenni quella trasmissione.

Wells però scrisse molti altri libri che contribuirono a formare l’immaginario del genere letterario della fantascienza. Tra questi ci sono L’uomo invisibileL’isola del dottor Moreau, che hanno ispirato parte della serie a fumetti di Alan Moore La lega degli straordinari gentlemen, e La macchina del tempo. Leggendo le opere letterarie di Wells, sono evidenti le sue idee politiche, molto progressiste per l’epoca in cui visse: Wells era socialista e pacifista. Ebbe molte relazioni con donne femministe, con il consenso della sua seconda moglie Amy Catherine Robbins, detta Jane: credeva nell’amore libero e in qualche modo anticipò la rivoluzione sessuale. Nell’ultima parte della sua vita Wells  teorizzò l’idea di uno stato mondiale e nel 1940 scrisse un saggio intitolato The rights of man (“I diritti dell’uomo”), che anticipò la Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite del 1948.

Nel 2017 negli Stati Uniti uscirà un sequel di La guerra dei mondi scritto da Stephen Baxter, matematico e scrittore britannico specializzato nei romanzi fantascientifici caratterizzati da una particolare attenzione ai tratti scientifici o tecnici. Il nuovo libro si intitolerà The Massacre of Mankind (“Il massacro del genere umano”) e racconterà una seconda invasione marziana della Terra, avvenuta negli anni Venti, trent’anni dopo quella di La guerra dei mondi. Con l’anniversario dei 70 della morte di Wells, in Italia le sue opere entrano nel pubblico dominio e le case editrici che da ora in poi pubblicheranno le sue opere non dovranno più pagare dei diritti d’autore.

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