(CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 12 Agosto 2016

Perché l’inno nazionale degli Stati Uniti suonato a Rio sembra triste?

C'entra l'uso eccessivo degli accordi minori, che in Occidente sono associati alla malinconia e alla tristezza, scrive il New York Times

(CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)

Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro l’inno nazionale degli Stati Uniti è già stato suonato 16 volte, pari al numero delle medaglie d’oro ottenute finora dalla squadra statunitense. Rispetto all’inno suonato in altre occasioni, quello di Rio è sembrato però un po’ più triste e cupo, ha detto al New York Times Jason DeBord, pianista e compositore che insegna all’università del Michigan. Un’osservazione del genere era già stata fatta durante le Olimpiadi estive di Londra 2012 e quelle invernali di Sochi 2014. Il motivo sembra essere legato alla presenza eccessiva di accordi minori, che nella cultura occidentale sono associati alla malinconia e alla tristezza.

L’inno degli Stati Uniti si chiama “The Star-Spangled Banner” (la bandiera adorna di stelle) e fu adottato ufficialmente nel 1931, quando il presidente era Herbert Hoover: in base a una scelta fatta allora, non esiste un’unica e non modificabile versione musicale dell’inno. Non è stato il comitato olimpico statunitense a decidere che tipo di inno far suonare alle Olimpiadi di Rio e sembra che la stessa versione dell’inno (o una molto simile) fu usata anche alle Olimpiadi di Londra 2012 e a quelle invernali del 2014 a Sochi, in Russia: il New York Times se n’è accorto usando Shazam, l’app che riconosce le canzoni in pochi secondi. Sembra che la versione dell’inno statunitense suonato a Rio fu eseguita prima del 2012 dalla London Philharmonic Orchestra e da Philip Sheppard, un compositore britannico. Sheppard e l’orchestra registrarono dei nuovi arrangiamento per gli inni di oltre 200 paesi, con lo scopo di adattarli tutti a una lunghezza compresa tra il minuto e il minuto e mezzo. È quindi probabile che l’inno suoni diverso perché, per renderlo più corto, sono stati fatti dei cambiamenti. C’è anche un video: l’inno statunitense, quello un po’ più triste del solito, è alla fine.