(Chicago Police Department/Independent Police Review Authority via AP)
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  • sabato 6 Agosto 2016

Il video dell’uccisione di Paul O’Neal

Era un giovane afroamericano di 18 anni, ucciso dalla polizia di Chicago mentre guidava un'auto rubata ed era disarmato

(Chicago Police Department/Independent Police Review Authority via AP)

L’agenzia che si occupa di investigare sulla condotta della polizia di Chicago ha diffuso due video che mostrano l’inseguimento e l’uccisione di Paul O’Neal, un giovane afroamericano di 18 anni, avvenuta lo scorso 28 luglio. O’Neal era disarmato, stava guidando un’auto rubata e non aveva risposto all’ordine di fermarsi. I video diffusi sono stati ripresi da due agenti coinvolti nell’inseguimento. Il momento dello sparo che ha ucciso O’Neal non è stato ripreso, e l’agente che ha sparato aveva la telecamera spenta, non è chiaro se intenzionalmente o a causa di un guasto.

I filmati cominciano all’interno di un’auto della polizia che stava cercando di intercettare l’auto di O’Neal. Si vedono due poliziotti scendere, e il secondo video mostra anche che uno di loro è stato quasi investito da O’Neal, che si trovava a bordo di una Jaguar rubata. Dopo essere stati superati, i due agenti hanno sparato diverse volte in direzione dell’auto. O’Neal è stato costretto a fermarsi a causa di una seconda auto della polizia che gli ha bloccato la strada, e ha iniziato a correre. Diversi agenti lo hanno inseguito, compresi i due di cui sono stati pubblicati i filmati: nei video si sentono altri quattro spari, e quando la telecamera raggiunge O’Neal lo si vede già a terra, a faccia in giù. Sulla sua maglietta è possibile vedere quella che sembra una chiazza di sangue. Nel video un poliziotto dice di aver sparato ad O’Neal e spiega di averlo fatto dopo che il giovane gli aveva sparato a sua volta. O’Neal in realtà era disarmato. Secondo i medici, è stato colpito alle spalle.

Sharon Fairley, presidente della Independent Police Review Authority, l’agenzia che si occupa di valutare il comportamento della polizia di Chicago, ha detto che il video è «scioccante e inquietante». Secondo Fairley, il comportamento della polizia durante l’operazione potrebbe rappresentare una violazione del codice di condotta della polizia di Chicago. I tre agenti che hanno sparato sono stati sospesi dal servizio in attesa dell’esito delle indagini, una misura più dura di quelle che sono state usate in passato nei confronti di agenti coinvolti in altre sparatorie apparentemente non giustificate.

La polizia di Chicago non ha comunicato quali violazioni potrebbero aver commesso i tre agenti, ma il New York Times ha scritto che l’anno scorso i regolamenti di polizia di Chicago sono stati modificati per proibire alla polizia di sparare verso un veicolo quando il veicolo è l’unica minaccia a cui sono sottoposti. All’epoca, il sindacato di polizia disse che gli agenti non avrebbero messo in pericolo la propria vita pur di rispettare la nuova regola. I due agenti dei due video hanno sparato in direzione dell’auto di O’Neal dopo essere stati superati, quando il pericolo nei loro confronti era già passato. Dai filmati si vede anche come i colpi sparati in direzione della Jaguar siano arrivati vicino all’altra auto della polizia. È possibile che il terzo poliziotto, quello che ha ucciso O’Neal, si trovasse in questo veicolo e che abbia pensato che i colpi sparati dai suoi colleghi fossero stati sparati da O’Neal.

Michael Oppenheimer, avvocato della famiglia O’Neal, ha definito i video «una delle cose più orribili che ho visto fuori da un film. I poliziotti hanno deciso di essere giudice, giuria e boia». Oppenheimer ha detto che l’uccisione di O’Neal è «un omicidio» e che l’assenza del video dell’uccisione del ragazzo fa parte di un tentativo intenzionale di ostacolare le indagini. Il portavoce della polizia Anthony Guglielmi ha respinto le accuse dicendo che al momento il dipartimento non crede si sia trattato di un comportamento intenzionale. O’Neal ha speronato l’auto dove si trovava l’agente, mettendo in funzione gli airbag di bordo che potrebbero aver danneggiato la telecamera. Al termine dell’azione, la telecamera dell’agente è ritornata in funzione, come se il poliziotto – credendo fosse accesa – avesse tentato di spegnerla nel momento in cui non c’era più niente da riprendere.

Il capo della polizia di Chicago, Eddie Johnson, ha detto che ci saranno indagini rigorose e che se saranno individuati degli errori «i responsabili saranno tenuti a rispondere delle loro azioni». Non è la prima volta che a Chicago accadono episodi simili. Per più di un anno, il dipartimento di polizia locale ha rifiutato di pubblicare il filmato della morte di Laquan McDonald, un ragazzo nero di 17 anni ucciso da un agente di polizia con 16 colpi. L’agente, Jason Van Dyke, è stato formalmente accusato di omicidio lo scorso novembre e un giudice ha ordinato alla polizia di rendere pubblico il video. Numerosi manifestanti hanno protestato in città dopo la pubblicazione del filmato.

In risposta al caso McDonald, il consiglio cittadino ha stabilito che i filmati delle sparatorie in cui viene coinvolta la polizia devono essere pubblicati entro 60 giorni. La pubblicazione di filmati nel caso O’Neal, hanno notato diversi giornalisti americani, è stata molto rapida, così come le misure prese nei confronti dei tre agenti coinvolti.