Un fotogramma del video che mostra Laquan McDonald a terra dopo essere stato colpito da sedici proiettili, ottobre 2014 (Chicago Police Department via AP)
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  • mercoledì 25 Novembre 2015

Il video di un ragazzo ucciso da un poliziotto a Chicago

È stato diffuso dopo più di un anno, l'agente è stato accusato formalmente di omicidio volontario: e ieri sera in città ci sono state proteste e qualche arresto

Un fotogramma del video che mostra Laquan McDonald a terra dopo essere stato colpito da sedici proiettili, ottobre 2014 (Chicago Police Department via AP)

Martedì 24 novembre Jason Van Dyke, un agente di polizia di Chicago, è stato formalmente accusato di omicidio volontario per la morte di Laquan McDonald, un ragazzo nero di 17 anni. Qualche ora prima un giudice aveva deciso di rendere pubblico il video che mostra il poliziotto sparare contro Laquan McDonald 16 colpi di pistola, nell’ottobre del 2014. I funzionari della città hanno fatto appello alla calma, subito dopo la diffusione del video, ma in serata in città ci sono state diverse proteste e qualche arresto.

Cosa è successo il 20 ottobre del 2014
La sera del 20 ottobre del 2014, diverse pattuglie della polizia di Chicago sono confluite in un quartiere del Southwest Side. Un residente aveva avvisato gli agenti che un uomo (Laquan McDonald) stava forzando alcuni camion e rubando delle radio. Non appena sono cominciate ad arrivare le auto della polizia, Laquan McDonald si è allontanato dal parcheggio dove si trovavano i camion continuando a camminare in mezzo alla strada principale e passando accanto ad alcune volanti della polizia, ma senza mai avvicinarsi agli agenti: in una mano aveva un coltellino pieghevole.

AutopsiaI poliziotti, secondo la versione del procuratore, gli avevano intimato di far cadere il coltello, ma il ragazzo non aveva obbedito. In una delle auto si trovava anche l’agente Jason Van Dyke, che era sceso dalla macchina e aveva cominciato a sparare contro McDonald. La sparatoria è durata circa 15 secondi e per 13 di questi secondi McDonald era disteso per terra: è stato colpito in tutto 16 volte, come ha rivelato più tardi l’autopsia. Secondo i testimoni McDonald non ha mai parlato con l’agente Van Dyke o con uno qualsiasi degli altri poliziotti presenti e non ha fatto alcun movimento minaccioso. Nessuno degli altri almeno sette agenti di polizia presenti ha usato la propria arma.

Tutta la scena è stata filmata con la telecamera montata sul cruscotto di una della volanti che seguiva Laquan McDonald. Il video mostra anche che nessuno degli agenti presenti sulla scena si è avvicinato per soccorrere il ragazzo.

(Attenzione, il video contiene immagini forti e violente)

La pubblicazione del video e le proteste
Il video è stato reso pubblico dopo più di un anno dalla sparatoria. Per diverso tempo la polizia e la città di Chicago hanno cercato di tenerlo privato, citando l’indagine ancora in corso sulla sparatoria. Anche la famiglia di McDonald si era opposta alla sua diffusione, e attraverso i suoi avvocati ha detto: «Nessuno capisce la rabbia più di noi, ma se scegliete di parlare vi invitiamo ad essere pacifici. Non ricorrete alla violenza in nome di Laquan. Che la sua eredità sia qualcosa di meglio». Dopo la diffusione del video, il sindaco di Chicago Rahm Emanuel e Garry McCarthy, il capo della polizia di Chicago, hanno chiesto ai cittadini di restare calmi. La NAACP, National Association for the Advancement of Colored People, una delle prime e più influenti associazioni per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti, ha invece definito “inaccettabili” i tempi della pubblicazione del video.

Martedì 24 novembre ci sono state manifestazioni e proteste nel centro di Chicago. Alcuni incroci sono stati bloccati e c’è stato un sit-in fuori da una stazione di polizia. Il New York Times scrive che le manifestazioni sono state pacifiche, ma ci sono stati alcuni momenti di tensione contro gli agenti di polizia. Almeno tre persone sono state fermate e un agente è rimasto ferito. L’agente Jason Van Dyke ha 37 anni, è in servizio da 14 e contro di lui sono state presentate in passato diverse denunce da parte dei residenti per uso eccessivo della forza e insulti razziali. Le denunce non avevano avuto alcun seguito perché i fatti non erano stati dimostrati. La polizia di Chicago è spesso coinvolta in sparatorie: sono state 15 da luglio a settembre. Raramente, però, scrive il New York Times, gli agenti vengono accusati per aver fatto uso delle armi.