Donald Trump in conferenza stampa a Doral, in Florida (Gustavo Caballero/Getty Images)

Trump ha invitato la Russia a spiare Hillary Clinton

Donald Trump in conferenza stampa a Doral, in Florida (Gustavo Caballero/Getty Images)

Le agenzie di intelligence statunitensi hanno detto con un “alto livello di certezza” che dietro al trafugamento di email del Partito Democratico americano pubblicate da Wikileaks – che hanno portato tra le altre cose alle dimissioni del presidente Debbie Wasserman Schultz – ci sia il governo russo. Donald Trump, il controverso candidato Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, ha commentato la notizia tirando in ballo il guaio delle email di Hillary Clinton da Segretario di Stato, dicendo che

«Probabilmente anche le sue 33 mila mail. Spero sia così. Russia, se mi ascolti, spero che tu sia in grado di trovare le 30 mila email mancanti. Penso che sarai decisamente ringraziata dalla nostra stampa».

Riassumendo: durante il mandato da Segretario di Stato, dall’inizio del 2009 all’inizio del 2013, Hillary Clinton utilizzò un indirizzo privato di posta elettronica anche per le cose di lavoro. Quando il governo le chiese le email di lavoro per archiviarle – si tratta di atti pubblici – Clinton ne consegnò 30.490 e ne cancellò 31.830, definendole personali e non lavorative. A quel punto l’FBI aprì un’indagine per capire se le informazioni riservate erano state gestite in modo poco sicuro ed esposte al rischio di attacchi informatici, e se la decisione di Clinton fosse stata presa allo scopo di nascondere qualcosa al governo. L’FBI ha recentemente concluso che Clinton non aveva intenzioni criminali ma che migliaia di email di lavoro erano state cancellate e non consegnate all’FBI e che è plausibile che hacker o governi stranieri abbiano avuto accesso alla sua casella di posta.

La frase di Trump è considerata sopra le righe persino per lui, dato che si tratta di fatto di un invito a un governo straniero – e nemico storico – a spiare la corrispondenza di un Segretario di Stato americano. È stato molto criticato dalla stampa oltre che dai collaboratori di Clinton e ha poi provato a moderare i toni, scrivendo su Twitter: «Se la Russia, un altro paese o un’altra persona ha le 33 mila email illegalmente cancellate da Clinton, forse dovrebbe consegnarle all’FBI». Giovedì Trump ha detto a Fox & Friends, un programma quotidiano di Fox News, che la frase sulla Russia e le mail di Clinton era sarcastica.

La questione è ancora più complicata dall’inusuale coinvolgimento del governo russo nell’attuale campagna elettorale per le presidenziali: come hanno scritto diversi giornali americani e internazionali, è evidente da tempo che il presidente russo Vladimir Putin appoggi proprio Trump, sia per ragioni politiche che economiche.