L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne durante una conferenza stampa al North American International Auto Show, a Detroit, in Michigan, l'11 gennaio 2016 (Scott Olson/Getty Images)
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  • martedì 14 giugno 2016

Ora Fiat vuole collaborare con Uber?

Lo dice Bloomberg spiegando che è in corso una trattativa riservata: si parla sempre di auto che si guidano da sole

di Tommaso Ebhardt e Eric Newcomer – Bloomberg
L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne durante una conferenza stampa al North American International Auto Show, a Detroit, in Michigan, l'11 gennaio 2016 (Scott Olson/Getty Images)

Fiat Chrysler Automobiles, la prima grande casa automobilistica a raggiungere un accordo con Google per realizzare dei prototipi di auto che si guidano da sole, ha iniziato a discutere di una collaborazione simile con con Uber Technologies, hanno raccontato alcune persone informate dei fatti. Secondo una fonte, la collaborazione di Fiat con Uber potrebbe essere annunciata entro la fine dell’anno. Le discussioni sono ancora in fase preliminare e Uber sta trattando anche con diverse altre case automobilistiche, ha detto un’altra persona. Le fonti di Bloomberg hanno chiesto di rimanere anonime, dal momento che le trattative sono riservate.

Fiat Chrysler ha avuto contatti anche con Amazon per la produzione di veicoli che si guidano da soli destinati al servizio di consegne della società, hanno raccontato le fonti. Per il momento non sono stati raggiunti degli accordi e le trattative potrebbero ancora interrompersi. Sia Fiat Chrysler che Uber non hanno voluto commentare. Un portavoce di Amazon a Milano ha detto che la società non commenta voci o ipotesi.

L’amministratore delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, sta cercando di collaborare con le società del settore tecnologico e si è offerto di produrre un’auto per Apple. Rispetto ad altre case automobilistiche Fiat Chrysler, che è maggiormente indebitata, è più aperta alle collaborazioni con società come Google perché non ha le risorse per sviluppare da sola le auto che si guidano da sole. Il rischio, tuttavia, è che venga relegata solamente al ruolo di produttrice per queste società. «La domanda è se Fiat Chrysler faccia bene a collaborare con i nuovi attori del settore, o se invece dovrebbe provare a competere con loro, come stanno facendo altre case automobilistiche», ha detto Massimo Vecchio, analista di Mediobanca, a Milano. «Dal nostro punto di vista, uno scenario in cui ogni casa sviluppi le sue auto che si guidano da sole è un altro esempio di spreco di capitali nel settore».

Uber – che di recente ha ottenuto un investimento da 3,5 miliardi di dollari dall’Arabia Saudita – offre l’accesso a un parco macchine enorme per la raccolta di dati e il miglioramento del sistema. Adottare le auto che si guidano da sole permetterebbe alla società di ridurre i costi degli autisti umani. Ad aprile Uber e Google hanno creato un’associazione per promuovere l’introduzione di norme di sicurezza per la auto che si guidano da sole. Il ruolo delle case automobilistiche «non è essere una piattaforma, ma piuttosto rifornire la piattaforma», ha detto durante un’intervista a Berlino Paulin Dementhon, CEO di Drivy, un servizio di noleggio auto peer-to-peer. Molte case automobilistiche «vengono da noi e ci dicono che vogliono essere la piattaforma. Ma io non penso che abbiano la possibilità di farlo». Il presidente di Fiat Chrysler, John Elkann, ha detto che le case automobilistiche dovrebbero adottare un «approccio pratico» e lavorare con i nuovi attori nel settore, come Google e Apple. Secondo Elkann le case automobilistiche dovrebbero evitare di ripetere gli errori del passato, sprecando risorse nel tentativo di fare qualcosa in più della «noiosa produzione della auto».

Alcuni dei principali concorrenti di Fiat Chrysler stanno investendo in diverse società tecnologiche, per esempio i servizi di noleggio breve di automobili con autista, per riuscire a guardare da vicino un settore che sta mettendo in discussione il concetto tradizionale di proprietà di auto. Il mese scorso Toyota ha approvato un investimento strategico in Uber, mentre Volkswagen ha speso 300 milioni di dollari per comprare una quota di Gett, una società rivale di Uber che permette agli utenti di chiamare un taxi dal proprio sito. A gennaio General Motors aveva investito 500 milioni di dollari in Lyft, il secondo servizio di noleggio breve negli Stati Uniti. General Motors noleggia i suoi veicoli agli autisti di Lyft a Chicago, e la società ha intenzione di espandere la collaborazione.

Lo scorso mese Fiat Chrysler e Google avevano raggiunto un accordo per lo sviluppo di circa cento prototipi di auto che si guidano da sole a partire dai modelli di minivan Chrysler Pacifica. Google userà i veicoli per testare la sua tecnologia per le auto che si guidano da sole. L’accordo è il primo concluso da Google con una grande casa automobilistica da quando, nel 2014, ha iniziato a lavorare alle auto che si guidano da sole.

© 2016  – Bloomberg

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