Victoria City Aerial, Berlino, Germania, 1988 © Zaha Hadid Architects

Un po’ di foto della mostra di Zaha Hadid a Venezia

Espone i disegni dei suoi progetti, anche quelli mai realizzati, che sembrano quadri

Victoria City Aerial, Berlino, Germania, 1988 © Zaha Hadid Architects

Fino al 27 novembre a Venezia il Palazzo Franchetti ospiterà una retrospettiva su Zaha Hadid, una dei più illustri e noti architetti contemporanei, morta il 31 marzo scorso a 65 anni. La mostra – organizzata dalla Fondazione Berengo, che promuove l’arte della lavorazione del vetro – ripercorre i 35 anni di carriera di Zaha Hadid esponendone tutti i progetti, realizzati o no, attraverso disegni, stampe tridimensionali, foto e video. Tra i disegni in mostra ci sono quelli per il progetto di trasformare Trafalgar Square a Londra (1985), quello per Haffenstrasse, una strada di Amburgo (1989) e anche Malevich’s Tektonik (1976-1977), il progetto del quarto anno di Hadid alla Architectural Association School di Londra, tutti non realizzati.

Una mostra sui metodi di progettazione di Hadid e del suo studio (aperto da più di trent’anni e dove lavorano oltre 240 architetti) era in programma già prima che Hadid morisse, ma dopo la sua morte la fondazione ha deciso di trasformarla in una retrospettiva sulla sua carriera.

Hadid era stata la prima donna a vincere il premio Pritzker, il più importante riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura, e anche la prima donna a ricevere la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects. Tra le sue opere più importanti ci sono il London Aquatics Centre dove si tennero le Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra del 2012, il Centro culturale Heydar Aliyev a Baku, in Azerbaigian, con un auditorium, una biblioteca e un museo; il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma e la sede dell’Opera di Guangzhou in Cina.