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  • sabato 11 giugno 2016

Le Maldive stanno diventando una dittatura?

Il vicepresidente è stato condannato per aver messo una bomba sullo yacht del presidente, ma molti credono che quest'ultimo stia solo cercando di accentrare il potere nelle sue mani

L'ex vicepresidente delle Maldive, Ahmed Adeeb, durante una conferenza stampa nell'ottobre 2015 (Ali Naseer/Sun Media Group via AP)

L’ex vicepresidente delle Maldive, Ahmed Adeeb, è stato condannato a 15 anni di prigione per terrorismo. È accusato di avere organizzato un complotto per mettere una bomba a bordo dello yacht privato del presidente Abdulla Yameen, così da ucciderlo e da diventare automaticamente presidente. Adeeb era stato arrestato lo scorso ottobre. Nell’esplosione, che i giornali internazionali danno per certa, il presidente era rimasto illeso, ma sua moglie e altri membri dell’equipaggio erano rimasti feriti leggermente. Yameen chiese all’FBI di indagare sull’esplosione, ma l’agenzia americana disse di non aver trovato alcuna prova che a bordo fosse davvero esplosa una bomba, e il New York Times fa notare che negli ultimi tempi diversi membri dell’opposizione abbiano subito dei processi farsa. Negli ultimi anni le Maldive stanno attraversando un momento molto travagliato della loro storia, con colpi di stato, chiusura di giornali e processi ad importanti personalità politiche.

Per più di 30 anni, le Maldive sono state governate dal regime autoritario del presidente Maumoon Abdul Gayoom. Nel 2008, Gayoom concesse le prime elezioni libere del suo mandato e perse contro il candidato dell’opposizione, Mohamed Nasheed. Nasheed venne deposto nel 2012 a seguito di quello che definì un colpo di stato. Di fatto, ci furono una serie di manovre parlamentari contro il suo governo, l’esercito occupò strade e piazze e Nasheed, spiegò successivamente, fu costretto a dimettersi con la forza. Al suo posto, nel 2013 fu eletto Yameen, l’attuale presidente e fratellastro dell’ex dittatore Gayoom. Nasheed è stato condannato con l’accusa di terrorismo, ma gli è stato permesso di rifugiarsi nel Regno Unito dove ha ottenuto asilo politico. Da allora, il nuovo presidente Yameen ha usato spesso l’accusa di terrorismo per incriminare i suoi avversari politici. Ahmed Mahloof, leader dell’opposizione in esilio, ha detto al New York Times: «Nelle Maldive non esiste giustizia. Chiunque rappresenti una minaccia al potere di Yameen finisce per essere accusato di terrorismo». Una delle personalità più note ad aver subito questo trattamento è Muhuthaz Muhsin, un giudice che si era rifiutato di portare avanti l’accusa contro Adeeb e che stava lavorando a un caso di corruzione che riguardava l’attuale presidente. Muhsin è stato condannato a 17 anni di carcere.

Sin dopo l’esplosione a bordo della sua imbarcazione, Yameen ha proclamato in tutto il paese lo stato di emergenza: Yameen ha schierato l’esercito per evitare disordini e chiuso il giornale Haveeru, il più popolare del paese. Dopo la condanna, gli avvocati di Adeeb hanno ripetuto che il loro cliente non ha nulla a che fare con l’attacco e hanno annunciato che faranno ricorso.

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