(PATRIK STOLLARZ/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 1 Giugno 2016

I vecchi numeri 10 della Nazionale

Il calciatore che la indosserà agli Europei è molto diverso da quelli del recente passato, e se non seguite il calcio potreste non conoscerlo

(PATRIK STOLLARZ/AFP/Getty Images)

Tradizionalmente la maglia numero 10 di una squadra di calcio viene assegnata a uno dei giocatori più tecnici e carismatici della squadra, di solito un giocatore d’attacco, anche perché quando i numeri di maglia dipendevano strettamente dal ruolo in campo il 10 andava al cosiddetto “fantasista”. Da quando i numeri di maglia sono fissi – per le nazionali dai Mondiali del 1994 – quella col 10 dell’Italia è stata indossata da calciatori leggendari come Roberto Baggio, Alessandro Del Piero e Francesco Totti. In vista degli Europei di quest’anno la numero 10 è stata assegnata invece a Thiago Motta, 33enne centrocampista difensivo del Paris Saint-Germain, abile e di grande esperienza ma che non è un “consueto” numero 10. Nonostante Motta sia un giocatore di tutto rispetto – è cresciuto nel Barcellona, era titolare nell’Inter di Mourinho e oggi è una colonna del Paris Saint-Germain – la scelta è stata un po’ contestata e presa in giro, e da altri giudicata simbolica di un generale declino del calcio italiano. Ma Motta non è il primo centrocampista difensivo a indossare la 10 in un torneo internazionale, né la prima scelta “controversa” per la maglia.

Mondiali 1994, Roberto Baggio
Baggio è stato forse il più “puro” fra i recenti numeri 10 italiani: fu un trequartista – “fantasista”, dice ancora qualcuno – di grandissimo talento, rapidità e intelligenza tattica. Ai Mondiali del 1994 giocò tutte le partite segnando 5 gol, tutti nella fase a eliminazione diretta. Roberto Baggio of Italy(Simon Bruty/Allsport)

Europei 1996, Demetrio Albertini
Baggio era ancora in attività, ma l’allora allenatore Arrigo Sacchi ci litigò e decise di non convocarlo: la maglia numero 10 andò allora a Demetrio Albertini, a quei tempi titolare del Milan e ancora oggi considerato uno dei migliori centrocampisti centrali italiani degli ultimi vent’anni. Albertini giocò tutte e tre le partite di quel torneo. L’Italia venne eliminata nella fase a gironi, arrivando terza dietro a Germania e Repubblica Ceca.Demetrio Albertini of Italy (Shaun Botterill/Allsport)

Mondiali 1998, Alessandro Del Piero
Nel 1998 l’allora allenatore della Nazionale Cesare Maldini scelse di assegnare i numeri di maglia in ordine alfabetico ruolo per ruolo, con due eccezioni. Diede la 3 a suo figlio Paolo, che allora era già uno dei migliori difensori al mondo, e la 10 ad Alessandro Del Piero, che quell’anno aveva giocato probabilmente la migliore stagione della sua carriera (segnò 32 gol in stagione, la Juventus vinse il campionato e arrivò in finale di Champions League). Del Piero però non disputò un gran Mondiale: giocò tutte le partite dell’Italia ma venne sostituito per tre volte di seguito nelle ultime tre partite – c’era una certa rivalità con Baggio – e non segnò neppure un gol. Italian forward Alessandro del Piero (L) duels wit (GERARD JULIEN/AFP/Getty Images)

Europei 2000, Alessandro Del Piero
L’allenatore Dino Zoff decise di convocare Del Piero e dargli la 10 anche se veniva da due stagioni così così, a causa di un grave infortunio al ginocchio sinistro subito nel novembre del 1998. Del Piero giocò tutte le partite – anche se la maggior parte partendo dalla panchina – segnò un gol contro la Svezia ma sbagliò due facili occasioni nella finale contro la Francia, che avrebbero probabilmente chiuso la partita (l’Italia rimase in vantaggio per 1-0 fino a pochi secondi dalla fine della partita, la Francia segnò con Sylvain Wiltord e poi vinse al golden gol con David Trezeguet).

Mondiali 2002, Francesco Totti
Per gran parte degli anni Duemila, fu Totti a indossare la maglia nei tornei principali della nazionale. La prima volta accadde nel 2002: di quel torneo in molti si ricordano soprattutto la dubbia espulsione che ricevette dall’arbitro Byron Moreno durante gli ottavi di finale giocati contro la Corea del Sud.

Europei 2004, Francesco Totti
In quell’occasione Totti giocò solo una partita, la prima contro la Danimarca: poi durante un’azione di gioco sputò al centrocampista danese Christian Poulsen. L’arbitro non se ne accorse ma Totti venne squalificato per tre partite grazie alla prova televisiva. L’Italia ne giocò appena due, poi venne eliminata grazie al pareggio per 2-2 fra Svezia e Danimarca, che consentì a entrambe le squadre di qualificarsi per gli ottavi. totti

Mondiali 2006, Francesco Totti
Giocò tutte le partite, nonostante venisse da un grave infortunio, e secondo molti diede un contributo fondamentale per la vittoria finale della coppa. In quel torneo Totti si fece notare soprattutto per due episodi: quando batté il rigore dell’unico gol segnato dall’Italia agli ottavi di finale contro l’Australia, a pochi secondi dalla fine di una partita complicatissima, e il pre-assist per Gilardino durante l’azione del gol di Del Piero contro la Germania, in semifinale. FBL-WC2006-MATCH64-ITA-FRA(ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)

Europei 2008, Daniele De Rossi
Totti aveva da poco lasciato la Nazionale e forse per un vago senso di riconoscenza l’allora allenatore Roberto Donadoni la diede al centrocampista difensivo Daniele De Rossi, all’epoca uno dei più forti al mondo e compagno di squadra di Totti nella Roma. L’Europeo di De Rossi andò così così: segnò un gol su punizione – deviata – nella vittoria per 2-0 contro la Francia ai gironi ma sbagliò uno dei quattro rigori battuti dall’Italia dopo lo 0-0 ai quarti contro la Spagna. Italian midfielder Daniele De Rossi cele(VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Mondiali 2010, Antonio Di Natale
Quell’anno la maglia numero 10 andò a uno dei giocatori più tecnici della squadra: l’attaccante dell’Udinese Antonio di Natale, allora 33enne e reduce da una gran stagione con 29 gol segnati in Serie A. Di Natale fu uno dei meno disastrosi di quella squadra: nell’unica partita che giocò da titolare segnò un gol, contro la Slovacchia ai gironi, nella sconfitta per 3-2 che eliminò l’Italia. Slovakia v Italy: Group F - 2010 FIFA World Cup(David Cannon/Getty Images)

Europei 2012, Antonio Cassano
Dopo anni in cui venne sostanzialmente ignorato dall’allenatore Marcello Lippi, Cassano rientrò nel giro della nazionale con Cesare Prandelli. Dopo aver segnato sei gol nel girone di qualificazione, a ottobre del 2011 Cassano ebbe un malore al cuore: fu operato, restò fuori sei mesi e tornò in campo solamente ad aprile (allora giocava nel Milan). Prandelli decise lo stesso di convocarlo per gli Europei e Cassano giocò un grande torneo: segnò un gol contro l’Irlanda nel girone ma soprattutto fece un assist bellissimo per Mario Balotelli per il primo dei due gol contro la Germania, in semifinale. Italian forward Antonio Cassano (R) eyes(PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP/GettyImages)

Mondiali 2014, Antonio Cassano
Dopo essere rimasto escluso dalla Nazionale per due anni, Cassano fu ripescato da Prandelli poco prima dei Mondiali in Brasile del 2014. Non ebbe lo stesso impatto degli Europei: entrò dalla panchina contro la Costa Rica e contro l’Uruguay, senza farsi notare. Italy v Costa Rica: Group D - 2014 FIFA World Cup Brazil(Laurence Griffiths/Getty Images)