Bergamo contro il gioco d’azzardo

La giunta ha approvato un regolamento che vieta slot machine, videopoker, scommesse e lotterie in tre orari della giornata

(ANSA/ CIRO FUSCO)

Giovedì 26 maggio la giunta comunale di Bergamo ha approvato un nuovo regolamento per limitare il gioco d’azzardo in città, stabilendo fasce orarie in cui non si potranno usare slot machine e videopoker e in cui sarà vietata la vendita dei biglietti delle lotterie istantanee (come i “Gratta e vinci”), nonché la possibilità di fare scommesse su eventi sportivi. Il “Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo” era stato promesso da tempo dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che in più occasioni aveva detto di volere limitare la pratica in città. Le nuove regole dovranno essere esaminate dal consiglio comunale prima di entrare in vigore: il voto è previsto per il prossimo 6 giugno.

Cosa stabilisce il regolamento
Il regolamento ha l’obiettivo di tutelare “la salute pubblica, il risparmio familiare, la serenità domestica, l’integrità del tempo di lavoro, la sicurezza e il decoro urbani”. Per farlo indica tre orari in cui il gioco d’azzardo è vietato:

• dalle 7:30 alle 9:30;
• dalle 12 alle 14;
• dalle 19 alle 21.

Le limitazioni interessano tutte le forme di gioco d’azzardo, fatta eccezione per il bingo, cui viene riconosciuto il valore di essere giocato in compagnia, e per i classici lotto e totocalcio che di solito richiedono tempi più lunghi tra una giocata e l’altra e quindi non portano al “gioco compulsivo”. Il regolamento potrebbe essere impugnato presso il Tribunale amministrativo regionale (TAR), ma i tecnici del comune di Bergamo dicono di avere le basi legali necessarie per sostenerlo.

Il gioco in Italia
Nel 2015 nella sola provincia di Bergamo sono stati spesi 1,8 miliardi di euro in videopoker, lotterie istantanee, scommesse e altri tipi di giochi. La spesa secondo il comune è stata di quasi 4mila euro per famiglia. Naturalmente non giocano tutti i nuclei familiari, quindi significa che ci sono molte persone che spendono migliaia di euro ogni anno per giochi che raramente portano a vincite significative. Il settore a livello nazionale frutta del resto quasi 9 miliardi di euro ogni anno allo stato. Le slot machine in Italia sono più di 400mila e sono presenti soprattutto nei bar e nei tabaccai. Il volume di gioco nel 2015 è stato pari a 88 miliardi di euro, circa il 4 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL): 46 miliardi da slot machine e videopoker, 26 miliardi dalle lotterie e 16 miliardi dal gioco online.

Il ministero della Salute considera la ludopatia, cioè il gioco d’azzardo compulsivo e patologico, come una malattia. Significa che rientra nei livelli essenziali di assistenza, quindi nelle pratiche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone interessate attraverso prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

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