(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for Lancia)
  • Cultura
  • mercoledì 18 maggio 2016

È morto Lino Toffolo

È stato un attore, cantante e comico veneto, molto famoso negli anni Sessanta e Settanta

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for Lancia)

Lino Toffolo – attore, cantante e cabarettista – è morto lunedì sera a Venezia, a 82 anni. Toffolo era nato a Murano e lì era rimasto per gran parte della sua vita: è morto in un ospedale di Venezia, dove era stato ricoverato alcuni giorni fa dopo essersi rotto un polso (ci sono poi state complicazioni di altro tipo, probabilmente legate a problemi di cuore). Era diventato famoso al Derby Club, un famoso locale di cabaret Milano da cui sono passati tra gli anni Settanta e Ottanta anche Enzo Jannacci e Cochi e Renato. Tra i film per cui è più famoso ci sono Brancaleone alle crociate, diretto da Mario Monicelli e Yuppi du, in cui recitò con Adriano Celentano.

Toffolo aveva iniziato a recitare nella prima metà degli anni Sessanta, quando era entrato a far parte della Compagnia dei Delfini di Venezia. In quegli anni aveva anche cominciato a comporre le sue prime canzoni, scritte in veneto. In quegli anni iniziò anche a collaborare con la sede veneta della Rai, lavorando per esempio al programma radiofonico El Listòn.

Nei suoi primi anni al Derby – in cui incontrò anche Bruno Lauzi, Franco Nebbia e Felice Andreasi – divenne famoso interpretando il personaggio comico dell’ubriaco veneto. Al Derby Toffolo cantava anche canzoni e ottenne quindi un contratto discografico: il suo primo 45 giri fu “Na brombola impissada/No la vogio no”, nel 1963.

Nel 1964 Toffolo partecipò insieme a Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Silverio Pisu e Otello Profazio alla trasmissione tv Questo e quello, cantando la canzone anarchica Addio a Lugano. Nel 1966 pubblicò il suo primo disco nel quale c’era anche la canzone Gastu mai pensà, che Jannacci tradusse poi in italiano con il titolo Hai pensato mai. Negli anni Settanta cantò Johnny Bassotto, una canzone per bambini scritta da Bruno Lauzi e Pippo Caruso, che fu usato come sigla per un programma domenicale abbinato alla Lotteria Italia.

Nel 1984 Toffolo incise Pasta e fagioli, una delle sue canzoni più famose.

Toffolo è anche noto per la canzone Ah, lavorare è bello, in cui diceva: « Ah, lavorare è bello / è bello lavorar / prendiamo su il martello / e andate a lavorar… ».

Toffolo fu anche un apprezzato attore di cinema e teatro. Da ragazzo ebbe un piccolo ruolo non accreditato ne I Vitelloni, il film del 1953 di Federico Fellini. La sua prima parte di un certo rilievo fu in Chimera, un film del 1968 di Ettore Maria Fizzarotti, un “musicarello” su una storia d’amore tra Gianni Morandi e Laura Efrikian. Recitò in molti film di Mario Monicelli e Salvatore Samperi, che nel 1971 lo diresse in Un’anguilla da trecento milioni. Nel 2011 ebbe una piccola parte in Il giorno in più di Massimo Venier. Il suo film più famoso è però Yuppi du, del 1975.

Dagli anni Settanta in poi Toffolo aveva anche condotto alcuni programmi tv – per esempio il quiz di Canale 5 Tuttoinfamiglia – e ha partecipato ad alcune fiction: per esempio L’ultimo papa re, con Gigi Proietti. A teatro aveva invece recitato in opere tratte dai testi di Carlo Goldoni. Nel 2006 Toffolo diresse anche un film: Nuvole di vetro, tutto in veneto.

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