(AP Photo/Wong Maye-E)
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  • sabato 7 Maggio 2016

La surreale visita dei giornalisti stranieri in Corea del Nord

Sono arrivati da tutto il mondo per seguire il congresso del partito di Kim Jong-un, e invece sono finiti in una fabbrica di cavi elettrici

(AP Photo/Wong Maye-E)

Il 6 maggio è iniziato in Corea del Nord il settimo congresso del Partito dei Lavoratori, l’unico partito ammesso in un paese governato dal 1948 da una dittatura familiare di stampo comunista. Era dal 1980 che in Corea del Nord non si teneva un congresso di questo tipo: per l’occasione sono stati ammessi in Corea del Nord anche 128 giornalisti stranieri, circostanza piuttosto eccezionale per uno degli stati più chiusi e autoritari al mondo. Ai giornalisti non è stato però permesso assistere al congresso: per fare propaganda, il regime li ha portati un po’ a sorpresa a visitare una fabbrica di cavi elettrici di Pyongyang, la capitale della Corea del Nord.

L‘International Business Times ha scritto che la fabbrica è considerata un “modello” della produzione industriale nordcoreana e che le autorità locali hanno parlato con orgoglio delle cifre della produzione. Anna Fifield, che si occupa spesso di Corea del Nord per il Washington Post, si è fatta una foto col direttore della fabbrica, che aveva già incontrato in una sua visita precedente undici anni prima.

Il congresso durerà ancora qualche giorno, ma non è chiaro se ai giornalisti verrà permesso di assistere. Joseph Campbell, l’inviato di Reuters in Corea del Nord, ha scritto che nei giorni scorsi i giornalisti stranieri sono stati portati a visitare diversi posti fra cui il luogo dove nacque Kim Il-sung, il primo della dinastia Kim. L’eccezionalità dell’evento, unita alla grande diffidenza nei confronti della stampa straniera, ha creato diverse situazioni molto surreali: per esempio venerdì Kim Jong-un ha fatto il suo discorso al congresso, molto importante viste le poche cose che la Corea del Nord lascia trapelare all’esterno. I giornalisti in quel momento si trovavano fuori dall’edificio, ma non erano a conoscenza di quello che stava succedendo all’interno: lo hanno saputo più tardi, insieme ai cittadini nordcoreani, quando ne hanno parlato le edizioni serali dei notiziari televisivi del paese (tra l’altra trasmettendo solo alcuni spezzoni del discorso di Kim). Campbell ha commentato così: «i movimenti di questo gruppo di giornalismi stranamente ampio sono severamente controllati e preparati a tavolino. Gran parte del paese rimane inaccessibile».