Il “giornalismo 2.0” secondo il direttore dell’Unità

Sulla falsa notizia che riguardava la candidata del M5S a Roma, il direttore dell'Unità ha una spiegazione piuttosto innovativa

(Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)

Venerdì scorso l’Unità ha ripreso un’ipotesi circolata su Twitter secondo la quale la candidata a sindaco di Roma per il M5S, Virgina Raggi, era tra le persone che comparivano in un famoso e vecchio video di sostenitori di Silvio Berlusconi. Raggi ha rapidamente smentito, con qualche sarcasmo verso l’Unità, e il giornale ha ricevuto diffuse critiche per la superficialità con cui aveva fatto sua quell’ipotesi in assenza di qualunque indizio che non fosse una sommaria somiglianza di una ragazza del video con Raggi.
Domenica il Corriere della Sera ha intervistato il direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis, il quale ha spiegato la scelta con argomenti abbastanza creativi, diciamo.

«Non avete pensato ad una rettifica quando la Raggi vi ha smentito?
«No, perché non è un’operazione politica, ma è giornalismo 2.0».
Vuol dire che non si fanno più verifiche?
«Voglio dire che la comunicazione social punta molto sulla quantità e sulla velocità. Sono sicuro che anche il Corriere.it avrebbe caricato il video».
Ma lei non crede che potevate controllare?
«La somiglianza è oggettiva e i social pieni di “smanettoni” che segnalano foto e video. Questo è accaduto».
Ha richiamato il responsabile del suo sito?
«No, perché ha fatto bene a pubblicare quel video».
Ha fatto bene a pubblicare una «bufala»?
«Il web ha modificato profondamente il giornalismo, sui siti e sui social gira di tutto».

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