(Edward Gooch/Edward Gooch/Getty Images)

Instagram cambierà, ma non subito

E quindi per ora potete risparmiarvi decine di notifiche inutili sullo smartphone

(Edward Gooch/Edward Gooch/Getty Images)

Nelle ultime settimane si è molto parlato della possibilità che anche Instagram, la popolare app per scattare e condividere fotografie, adotti un algoritmo per mostrare ai suoi utenti non le foto più recenti, come fa adesso, ma quelle che vengono considerate dal sistema le più rilevanti. Ora chi usa Instagram può esplorare le foto condivise dagli altri utenti seguendo un flusso che ordina le foto dalla più recente alla meno recente, in maniera oggettiva: con l’algoritmo questo ordine si perderebbe e si avrebbe qualcosa di simile a quello che c’è sulle bacheche di Facebook, dove ci vengono mostrati i post con più mi piace, con più condivisioni o di utenti che seguiamo più assiduamente.

Come accadde quando Twitter propose per la prima volta di passare da un ordine cronologico dei contenuti a un ordine stabilito da un algoritmo – e prima ancora quando lo fece Facebook, nel 2009 – la notizia che Instagram potrebbe cambiare ha generato proteste e timori. Se usate Instagram assiduamente avrete notato che diverse celebrità (celebrità della vita vera o celebrità dentro a Instagram) hanno postato di recente immagini con una freccia che invita a cliccare sul tastino che dice “Follow” – o “Segui”, in italiano – e che permette di ricevere notifiche ogni volta che quell’utente posta una nuova foto. Questa è già una prima reazione al possibile cambiamento di Instagram e che permetterebbe di aggirare l’algoritmo: se si ricevono notifiche per ogni foto pubblicata da un certo utente, è indifferente che quelle foto compaiano o meno in quelle scelte dall’algoritmo e mostrate.

Parte della recente agitazione è stata dovuta alla convinzione – infondata – che il cambiamento sarebbe avvenuto in questi giorni. Come ha spiegato un portavoce di Instagram al New York Times, tuttavia, i cambiamenti nel modo in cui sono mostrate foto e video non arriveranno prima di diverse settimane, forse anche mesi: al momento sono in corso dei test e le persone coinvolte prematuramente dai cambiamenti sono poche e selezionate. Instagram ha detto che annuncerà ufficialmente quando deciderà di introdurre l’algoritmo per tutti i suoi utenti.

Nel frattempo, attivare le notifiche come suggeriscono di fare alcuni utenti preoccupati di perdere seguaci potrebbe essere una mossa poco saggia. In primo luogo perché se qualcuno lo facesse per più di qualche selezionatissimo account si troverebbe con il telefono invaso da notifiche di Instagram (pensate quante ne ricevereste seguendo 50 account che pubblicano anche solo un paio di foto al giorno); in secondo luogo perché lo scopo degli algoritmi, come già quelli di Facebook, è mostrare i contenuti più rilevanti in base alle inclinazioni di ogni utente e quindi è probabile che se tenete moltissimo a non perdervi neanche una foto di Elle Macpherson l’algoritmo ve le mostrerà senza bisogno di notifiche fastidiose. L’efficacia di questa cosa, naturalmente, dipenderà dalla capacità di Instagram di progettare un algoritmo ben funzionante. Sarà più difficile invece imbattersi in qualcosa di casuale, o di un account col quale si interagisce poco o ha pochi seguaci.

Instagram ha 400 milioni di utenti attivi in tutto il mondo e ha cominciato ad avere problemi a gestire la grande quantità di contenuti che vengono prodotti e condivisi con i suoi servizi. Kevin Systrom, uno dei fondatori di Instagram, aveva spiegato che già ora gli utenti si perdono circa il 70 per cento dei contenuti prodotti dalle persone che seguono, che si affastellano l’un l’altro nel feed e in poco tempo possono essere sepolti da decine di altre foto più recenti. Con il nuovo algoritmo le cose potrebbero migliorare, da questo punto di vista: se per esempio vi ricollegate a Internet dopo qualche ora di assenza, l’algoritmo vi mostrerebbe prima di tutto le foto dei vostri amici più stretti e degli utenti con cui interagite più di frequente, invece di farvele cercare tra decine di altre che magari vi interessano meno.

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