(AP Photo/Mindaugas Kulbis)
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  • sabato 26 Marzo 2016

Che squadra sarà l’Italia degli Europei

Con che modulo giocheremo? Andrea Pirlo sarà convocato? Un po' di risposte a meno di tre mesi dall'inizio del torneo

(AP Photo/Mindaugas Kulbis)

Alla nazionale italiana di calcio allenata da Antonio Conte mancano solamente tre partite amichevoli prima di iniziare gli Europei, che si terranno fra meno di tre mesi in Francia. Giovedì l’Italia ha giocato la sua prima partita da mesi, pareggiando 1-1 con la Spagna ma disputando un’ottima gara, probabilmente una delle migliori da quando Conte è diventato allenatore. Negli ultimi giorni diversi giornali sportivi hanno provato a fare il punto sulla nazionale italiana, evidenziando difetti e punti di forza e provando a capire cosa può ancora cambiare da qui a giugno.

Il modulo
Durante i suoi due anni da allenatore dell’Italia, Conte ha praticamente sperimentato tutti i moduli già utilizzati quando allenava la Juventus, dal 3-5-2 al 4-2-4 passando per il 4-3-3. L’Italia ha giocato bene soprattutto coi primi due, nella prima e nell’ultima parte della gestione Conte, mentre ha convinto meno con il 4-3-3 visto per esempio nella partita contro Malta del settembre 2015. Nella prima partita in assoluto con Conte allenatore, giocata contro l’Olanda a Bari il 4 settembre 2014, Conte schierò la squadra con un 3-5-2 molto compatto con esterni molto alti ma con la predisposizione a difendere (Mattia De Sciglio e Matteo Darmian) e una coppia di attaccanti bene assortita, Ciro Immobile e Simone Zaza. Diversi giocatori che iniziarono titolari in quella partita, nel corso degli ultimi due anni sono finiti un po’ ai margini della squadra: è il caso ad esempio di De Sciglio, Daniele De Rossi, Ciro Immobile e Andrea Ranocchia. Tuttavia il modulo con cui l’Italia ha dominato contro la Spagna è un’evoluzione del sistema tattico usato proprio contro l’Olanda nel settembre 2014: un 3-4-3 molto offensivo che ricorda molto quello usato negli ultimi anni da Giampiero Gasperini al Genoa, impostato su un tipo di calcio rapido e sempre “in verticale” (nell’azione del gol contro la Spagna, l’Italia è arrivata al tiro dopo soli tre passaggi nella metà campo avversaria).

Al di là del cambio di modulo, l’Italia di Conte ha comunque mantenuto dei tratti comuni – almeno nelle intenzioni, dato che nelle partite della nazionale fuori da tornei importanti è raro vedere meccanismi efficaci per tutta la durata della partita. Conte ha spesso puntato sugli esterni, cambiando spesso le coppie di giocatori titolari fra attacco e centrocampo per cercare le combinazioni migliori. Ha puntato anche su una certa intensità di gioco e sul pressing, quando consentito. Rispetto a quando la nazionale era allenata da Cesare Prandelli, l’Italia cerca meno di controllare la partita con il possesso palla e punta ad un gioco più rapido e “verticale”, sfruttando prevalentemente le abilità dei suoi migliori giocatori in rosa (che in questo momento sono proprio gli esterni: Darmian, Florenzi e Lorenzo Insigne).

I giocatori
C’è ancora molta incertezza sulle future convocazioni di Conte per gli Europei, e al momento sono molto pochi i giocatori praticamente certi di essere convocati (a parte i portieri, che a meno di sorprese saranno Gianluigi Buffon, Salvatore Sirigu del Paris Saint Germain e Mattia Perin del Genoa). In difesa riceveranno sicuramente una convocazione i difensori della Juventus Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, che idealmente compongono anche la difesa titolare nel caso Conte scelga di giocare col 3-5-2 o col 3-4-3. I tre formano una difesa solida dai meccanismi molto collaudati, ma forse un po’ lenta: Conte potrebbe perciò chiamare dei centrali più rapidi come Andrea Ranocchia e Davide Astori, titolari nelle loro rispettive squadre (Sampdoria e Fiorentina). Fra i terzini, verranno sicuramente chiamati Matteo Darmian – che può giocare persino nei tre centrali di una difesa a 3 – e Alessandro Florenzi, mentre si giocheranno il posto Mattia De Sciglio, Ignazio Abate e Luca Antonelli del Milan, e Lorenzo De Silvestri della Sampdoria. Sembrano un po’ ai margini Davide Santon dell’Inter e Manuel Pasqual della Fiorentina, che stanno giocando molto poco in campionato.

A centrocampo, Conte ha lasciato perdere da un po’ di tempo giocatori in grado di ricoprire un solo ruolo – per esempio quello di regista, come Mirko Valdifiori del Napoli, o di trequartista, come Franco Vázquez del Palermo – e sta puntando su calciatori più duttili e in grado di fare bene sia la fase offensiva sia quella difensiva. Sono praticamente sicuri della convocazione Claudio Marchisio della Juventus e Marco Verratti del PSG, e probabilmente verranno convocati anche Marco Parolo della Lazio e Roberto Soriano della Sampdoria. Nell’ultimo giro di convocazioni Conte ha ripescato anche la mezz’ala del PSG Thiago Motta – uno dei giocatori preferiti di Prandelli, mai convocato negli ultimi due anni – e ha chiamato per la prima volta Jorghino del Napoli, forse il miglior regista del campionato italiano in corso, che però può anche fare la mezz’ala. Dovrebbero essere convocati anche Emanuele Giaccherini del Bologna e Giacomo Bonaventura del Milan, che possono giocare sia da centrocampisti centrali sia laterali. Non è ancora chiara la posizione di Andrea Pirlo – che Conte ha convocato spesso, ma che è stato fermo per mesi per la sosta del campionato nordamericano – e di Daniele De Rossi, che negli ultimi tempi ha avuto diversi problemi fisici.

Il centrocampo è comunque sulla carta il più forte reparto dell’Italia: due dei suoi giocatori titolari – Verratti e Marchisio – giocano in due delle migliori squadre al mondo, e se Pirlo e De Rossi arrivassero in forma agli Europei completerebbe un reparto già molto buono.

In attacco, la situazione è ancora molto confusa, cosa che si è vista anche nel numero di gol segnati nelle 10 partite di qualificazione agli Europei (16, pochi per la prima classificata). Il migliore attaccante italiano sulla carta, Mario Balotelli, è reduce da due pessime stagioni ed è stato convocato una sola volta da Conte in due anni: probabilmente non sarà nemmeno nella lista dei pre-convocati che Conte diffonderà alla fine del campionato. Il centravanti titolare della Nazionale di Conte, Graziano Pellè, non è in grande forma, anche se non rischia il posto. Gli altri due attaccanti esterni che Conte chiamerà quasi sicuramente sono Candreva ed El Shaarawy, dato che in questi due anni li ha convocati praticamente sempre. Il resto è molto confuso: Immobile arriva da due stagioni piuttosto fallimentari con Borussia Dortmund e Siviglia, ed è appena tornato al Torino per giocare di più; Zaza gioca pochissimo nella Juventus, anche se ha già segnato 7 gol. Éder ha giocato bene con la Sampdoria fino a tre mesi fa, ma da quando è arrivato all’Inter non ha ancora segnato e anche contro la Spagna è sembrato un po’ spaesato. Insigne è tornato in Nazionale dopo aver litigato con Conte, e sarà difficile lasciarlo fuori di nuovo dopo il gol contro la Spagna.

In tutto questo, una serie di giocatori potrebbe essere inserita un po’ a sorpresa almeno nella lista dei preconvocati: ad esempio Fabio Quagliarella e Alessandro Matri, da anni nel giro della Nazionale e praticamente titolari nella Sampdoria e nella Lazio. Oppure Stefano Okaka, 26enne ex grandissima promessa della Roma, poi sceso a giocare fino in Serie B e ora titolare nell’Anderlecht in Belgio, con cui in questa stagione ha già segnato 15 gol. Oppure Federico Bernardeschi, 22enne esterno della Fiorentina che sta disputando una buona stagione. Non è chiara la posizione di Giuseppe Rossi – che sta giocando molto bene col Levante, in Spagna, dopo una serie di diversi infortuni – e Sebastian Giovinco, che come Pirlo non ha giocato per mesi per via della pausa del campionato nordamericano.

E quindi siamo messi, rispetto agli altri?
Come ha ammesso lo stesso Conte, al momento ci sono 4-5 squadre più forti dell’Italia (e forse anche qualcuna in più) e cioè Germania, Spagna, Belgio, Francia e Inghilterra. L’Italia parte appena dietro questo gruppone di favorite, e rispetto agli anni scorsi ha forse meno giocatori talentuosi e in grado di risolvere la partita con un’iniziativa personale. ESPN, nella sua guida “anticipata” agli Europei, prevede che l’Italia farà bene se riuscirà a trovare una soluzione efficace ai suoi problemi in attacco, anche se non è citata fra le favorite per la vittoria finale.