Ma chi è il candidato del centrodestra a Roma?

Non si è ancora capito: in teoria Guido Bertolaso, dopo due "primarie" piuttosto assurde, ma è rimasto a sostenerlo il solo Berlusconi

A tre mesi dalle elezioni amministrative, il centrodestra è l’unica grande forza politica italiana a essere ancora senza un candidato sindaco al comune di Roma. Un mese fa, tutti i principali partiti del centrodestra – Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia – si erano accordati per candidare l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, ma dopo un mese di campagna elettorale pieno di inciampi e due confuse elezioni “primarie” Bertolaso è stato abbandonato prima dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e negli ultimi giorni anche da Fratelli d’Italia, che secondo i giornali potrebbe candidare la sua presidente, Giorgia Meloni.

La situazione è molto intricata: qui sotto abbiamo aggiornato uno schema cronologico degli ultimi eventi.

4 febbraio – Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, annuncia che non potrà candidarsi a sindaco di Roma a causa della sua gravidanza.

7 febbraio – Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si incontrano ad Arcore, ma non riescono ad accordarsi sulla persona da candidare a Roma.

9 febbraio – Sui giornali comincia a comparire l’ipotesi di candidare la nota conduttrice televisiva Rita Dalla Chiesa, proposta che i giornali hanno attribuito a Giorgia Meloni. Il giorno dopo dalla Chiesa dice di non essere disponibile a candidarsi.

12 febbraio – Dopo diverse riunioni e incontri andati a vuoto, Berlusconi, Meloni e Salvini si accordano per candidare l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso.

18 febbraio – Salvini ritira il suo appoggio a Bertolaso, sulla base di alcune cose relativamente moderate che Bertolaso –– che si è sempre definito un democristiano – aveva detto nei giorni precedenti sui rom.

27-28 febbraio – La lista “Noi con Salvini” – che è di fatto l’estensione della Lega nel centro e sud Italia – organizza a Roma delle “primarie” non ufficiali. A queste “primarie”, dice Salvini, tre politici risultano quasi a parimerito, ognuno con circa 1.300 voti: l’imprenditore Alfio Marchini, l’ex presidente della Camera Irene Pivetti e l’ex presidente del Lazio Francesco Storace. Alla fine Salvini dice che la consultazione non è stata vinta da nessuno, ma che i cittadini hanno bocciato Bertolaso: quindi chiede nuove primarie di coalizione.

4 marzo – Berlusconi annuncia un accordo con Salvini per organizzare le “gazebarie”, una specie di elezione primaria in cui si può votare soltanto “sì” o “no” alla candidatura di Bertolaso.

10 marzo – Il movimento “Noi con Salvini” annuncia che non appoggia più le “gazebarie”.

13 marzo – Si concludono le “gazebarie”, Bertolaso vince con percentuali bulgare, né Fratelli d’Italia né Noi con Salvini riconoscono il risultato e iniziano a circolare voci su una possibile candidatura di Giorgia Meloni.

Le “gazebarie”, il nome che i giornalisti hanno dato alle strane elezioni primarie dello scorso weekend, sembrano aver fatto definitivamente naufragare le possibilità di Bertolaso di essere il candidato unico del centrodestra; Berlusconi è andato a votare – al seggio ha anche parlato per circa venti minuti – mentre Salvini e Meloni non si sono fatti vedere.

Nella conferenza stampa di domenica sera, Bertolaso ha annunciato di aver ottenuto più del 90 per cento dei quasi 50 mila voti espressi nel corso delle gazebarie – ma il numero dei votanti è un dato enorme sul quale circolano dubbi. Lo stesso Bertolaso ha ammesso che ai gazebo non c’era alcuna forma di controllo e che era possibile votare più volte, senza nemmeno esibire il documento. Bertolaso ha detto anche che non ci sono registri dei votanti e che non è possibile avere una prova di quante persone hanno davvero partecipato al voto. Secondo molti dei giornalisti che hanno seguito il voto, il numero degli elettori è stato notevolmente inferiore alle cifre annunciate da Bertolaso.

Nel frattempo Giorgia Meloni, dopo aver visto dei sondaggi che danno Bertolaso molto indietro rispetto ai candidati degli altri partiti, aveva detto che stava pensando seriamente a candidarsi. Bertolaso, ospite del programma “Fuori Onda” su La7, ha replicato dicendo che Meloni non può candidarsi perché «deve fare la mamma». Berlusconi ha ripetuto la critica di Bertolaso, dicendo al programma “Radio anch’io”: «È chiaro a tutti che una mamma non può dedicarsi a un lavoro terribile» come fare il sindaco di Roma. Il 16 marzo Giorgia Meloni ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Roma spiegando che «nessun uomo può dire a una donna cosa deve o non deve fare».

Tutti gli altri principali partiti hanno già annunciato il loro candidato al comune di Roma. Nel PD il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti ha vinto le primarie che si sono tenute all’inizio di marzo. Nel Movimento 5 Stelle l’avvocato ed ex consigliere comunale di Roma Virginia Raggi ha vinto la consultazione online tra gli iscritti al partito per la scelta del candidato. In più c’è l’imprenditore Alfio Marchini, che si candida con una lista civica.

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