(OHANNES EISELE/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • giovedì 3 Marzo 2016

Le foto della Conferenza del popolo cinese

È iniziata oggi a Pechino, c'è molto Partito comunista e si deciderà poco, ma c'è qualche motivo per seguirla

(OHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Giovedì 3 marzo è iniziata a Pechino la nuova sessione annuale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC), un organo consultivo della Repubblica Popolare Cinese formato da diversi partiti e organizzazioni cinesi. Alla CPPCC il ruolo più importante – come è facilmente immaginabile – è ricoperto dal Partito comunista cinese, che ha un terzo dei seggi di tutta la Conferenza: altri seggi sono poi attribuiti al Fronte Unito, un gruppo di partiti permessi dalla legge e comunque guidati dal Partito comunista, e da alcuni membri indipendenti che non sono affiliati ad alcun partito. La Conferenza non va confusa con l’Assemblea nazionale del popolo, l’unica camera legislativa della Cina che si riunirà a partire da sabato.

I due appuntamenti sono chiamati “le due sessioni” e vengono seguiti dai giornalisti esteri perché sono un indicatore delle politiche che il Partito comunista ha deciso a porte chiuse, come prassi della politica cinese. Non c’è una vera discussione tra le parti, almeno come la intendiamo per le democrazie occidentali: è più che altro un’occasione per gli amministratori provinciali e gli altri politici partecipanti di ritrovarsi a Pechino e confrontarsi e mediare diversi aspetti delle politiche decise dai vertici del Partito comunista.