Un bambino salta da una poltrona all'altra della sua casa distrutta 2 marzo 2016 (Cagdas Erdogan/Getty Images)
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  • mercoledì 2 marzo 2016

Il ritorno a casa dei curdi di Cizre

Centinaia di persone sono tornate nella loro città in Turchia dopo la fine degli scontri tra esercito e ribelli curdi: hanno trovato case distrutte e poco altro

Un bambino salta da una poltrona all'altra della sua casa distrutta 2 marzo 2016 (Cagdas Erdogan/Getty Images)

All’alba di mercoledì 2 marzo centinaia di persone sono tornate nelle loro case a Cizre – una città a maggioranza curda di 110mila abitanti nel sud-est della Turchia – dopo che il governo turco ha annunciato la sospensione parziale del coprifuoco di 24 ore imposto in precedenza. Il coprifuoco era stato imposto per permettere all’esercito turco di compiere operazioni contro i miliziani curdi presenti nella zona. Una volta tornati, i residenti hanno trovato una città con diversi edifici danneggiati dai bombardamenti. Serif Ozerm, un residente di Cizre intervistato da Associated Press, ha detto: «Quello che è successo qui è una seconda Kobane, in un paese che dovrebbe essere una democrazia» (Kobane è la città curda siriana quasi completamente distrutta a causa degli scontri tra Stato Islamico e gruppi curdi).

La situazione nel sud-est della Turchia è particolarmente tesa da quando sono ricominciati gli scontri tra governo turco e PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, un gruppo che combatte da decenni contro il governo della Turchia per l’autonomia delle zone curde). Nelle ultime settimane la tensione è peggiorata ulteriormente, soprattutto per quello che sta succedendo in Siria: il PKK è infatti alleato con i curdi siriani – il gruppo che controlla un territorio molto esteso nel nord della Siria, al confine con la Turchia – che sono anch’essi nemici della Turchia. Le operazioni delle forze di sicurezza turche non si sono limitate solo a Cizre: il coprifuoco per esempio è rimasto in vigore a Diyarbakir, la principale città curda della Turchia. La Turchia ha detto che nelle operazioni militari a Cizre sono rimasti uccisi 600 ribelli curdi; secondo alcune associazioni umanitarie sono rimasti uccisi anche un centinaio di civili.

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