Marcus Rashford (OLI SCARFF/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 29 Febbraio 2016

Da dove salta fuori Marcus Rashford?

Un calciatore giovanissimo nel giro di tre giorni ha esordito col Manchester United e ha segnato quattro gol in due partite: metà in Europa League, gli altri due contro l'Arsenal

Marcus Rashford (OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

Marcus Rashford, 18enne attaccante inglese nato nel 1997, ha esordito tra i professionisti giovedì scorso nella partita tra Manchester United e Midtjylland, ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. Louis Van Gaal, allenatore del Manchester, ha deciso di schierarlo a sorpresa titolare in una gara molto importante per la squadra: nell’andata, giocata in Danimarca, il Manchester aveva perso per 2 a 1 contro una squadra nettamente inferiore, almeno sulla carta, rischiando di compromettere uno degli obiettivi minimi di quest’anno, considerato che fin qui in Premier League non sta andando molto bene ed è stato eliminato ai gironi di Champions League da PSV Eindhoven e Wolfsburg. La partita contro il Midtjylland è finita bene, nel senso che il Manchester ha vinto 5 a 1 e si è qualificato agli ottavi di Europa League. Van Gaal ha schierato Rashford perché è uno dei giocatori più promettenti del settore giovanile del Manchester e perché una decina di giocatori della prima squadra, fra titolari e riserve, sono al momento infortunati: nel reparto offensivo mancano Wayne Rooney e Ashley Young.

Rashford è cresciuto nell’accademia giovanile Fletcher Moss, come in passato hanno anche fatto Wes Brown, Danny Welbeck e Ravel Morrison, altri ex giocatori del Manchester. È stato acquistato dallo United appena due anni fa e ha segnato il suo primo gol fra i professionisti al 62esimo minuto in una competizione continentale. Ha realizzato il gol del vantaggio, che ha portato in parità il risultato complessivo, facendosi trovare al momento giusto da un passaggio nel centro dell’area di Juan Mata.

 

Poco più di dieci minuti dopo ha realizzato il suo secondo gol. La difesa avversaria lo ha lasciato praticamente libero in mezzo all’area, dove ha potuto ricevere un cross corto dal limite destro dell’area di rigore. Il gol di Rashford ha portato in vantaggio di due gol lo United, che poi ha vinto la partita 5 a 1.

 

Dopo la vittoria in Europa League, Van Gaal ha deciso di schierarlo di nuovo fra i titolari: questa volta contro una squadra molto più forte del Midtjylland, l’Arsenal, in quel momento in seconda posizione nella Premier League. Anche contro l’Arsenal Rashford si è ripetuto ed ha segnato due gol importantissimi per il Manchester, al 29esimo e al 32esimo minuto del primo tempo. I due gol di Rashford hanno permesso al Manchester di vincere 3 a 2 e di guadagnare punti molto importanti per rientrare nella zona Champions League: ora il Manchester è quinto a tre punti dai rivali del Manchester City, che però hanno giocato una partita in meno.

 

Con il gol segnato domenica contro l’Arsenal, Rashford è diventato il terzo marcatore più giovane nella storia del Manchester United in Premier League, dopo Federico Macheda e Danny Welbeck, e ha segnato il suo primo gol in Premier alla stessa identica età di Wayne Rooney: 18 anni e 120 giorni. Nicky Butt, storico ex giocatore dello United e oggi direttore dell’accademia giovanile del club ha detto di lui: “Marcus è esplosivo, è un vero talento e anche un gran lavoratore. È un buon ragazzo da avere dalla propria parte, perché sposta gli equilibri per la squadra in cui gioca”.

Rashford è una punta centrale con un buon fisico (è alto circa 1,80 metri) ed è particolarmente bravo a muoversi all’interno dell’area avversaria. Sia nelle partite che ha giocato con la prima squadra che quelle nella Youth League (la Champions League giovanile) con la primavera del Manchester, ha sempre segnato da dentro l’area di rigore anticipando i movimenti degli avversari. Ha anche un tiro potente e un fisico che gli permette di muoversi bene in area anche se marcato dai difensori dell’altra squadra. Van Gaal ha definito “fantastiche” le prestazioni di Rashford, che era stato promosso solo poche settimane fa dall’under 18 all’under 21, con cui ha giocato solo un paio di partite prima di passare, per merito e per necessità, in prima squadra, con cui probabilmente giocherà almeno fino a quando gli infortunati ritorneranno disponibili.