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  • giovedì 25 Febbraio 2016

Una scena di “Room”, candidato all’Oscar per il miglior film

È il film con Brie Larson che racconta la storia di una donna e suo figlio che vivono reclusi in una stanza: è candidato a 4 Oscar, in Italia esce il 3 marzo

Room è uno dei film meno conosciuti fra quelli candidati ai prossimi premi Oscar come miglior film. Racconta la storia di Joy e Jack, una donna e suo figlio che vivono reclusi in una stanza da un uomo che abusa regolarmente di Joy. Il film, di cui si parla benissimo, è tratto dal romanzo Stanza, letto, armadio, specchio di Emma Donoghue, pubblicato in Italia da Mondadori. La protagonista del film è Brie Larson – che fra l’altro è la favorita anche per l’Oscar come migliore attrice protagonista – mentre il regista è l’irlandese Lenny Abrahamson, che finora ha realizzato quasi solo film indipendenti (il più apprezzato dei quali è stato Frank, del 2014, con Michael Fassbender). Room uscirà nei cinema italiani il 3 marzo, cinque giorni dopo la cerimonia di premiazione degli Oscar.

Quelli per il miglior film e per la miglior attrice a Larson non sono gli unici premi Oscar a cui è candidato Room: Abrahamson è candidato per la miglior regia – anche se ha pochissime speranze di vincere – mentre Donoghue è candidata per la miglior sceneggiatura non originale, dato che ha curato anche la trasposizione dal romanzo al film.

Di Room i critici hanno parlato molto bene: il Washington Post l’ha paragonato a La vita è bella per l’intenso e realistico rapporto fra genitore e figlio, mentre Rolling Stone ha scritto che «Room merita di essere visto senza sapere niente. Tutto quello che vi serve sapere è che le performance di Larson e Tremblay [l’attore che interpreta Jack] vi spazzeranno via».

Brie Larson è alla sua prima nomination agli Oscar: finora ha recitato prevalentemente in film comici o indipendenti come Don Jon, 21 Jump Street, Scott Pilgrim vs. the World e soprattutto Short Term 12, un film indipendente molto apprezzato uscito nel 2013 nel quale interpretava la parte di un’assistente sociale molto problematica.