(AP Photo/Eric Draper/FILE)
  • Cultura
  • martedì 16 Febbraio 2016

Chi c’era ai Grammy del 1996?

Provate a dire un paio di nomi: la cerimonia di vent'anni fa ebbe un paio di momenti notevoli, ma non è rimasto molto

(AP Photo/Eric Draper/FILE)

Chi segue la musica e i meccanismi dell’industria discografica internazionale sa che i Grammy godono di una fama particolare e ambigua: da una parte sono i più importanti riconoscimenti musicali americani, dall’altra sono considerati qualitativamente poco significativi e incapaci di individuare e premiare quegli artisti che davvero si meriterebbero un premio. Da anni perciò la cerimonia dei Grammy è contemporaneamente sia uno spettacolare e atteso evento a cui partecipano tutti i più famosi cantanti e musicisti del mondo, al quale i media americani dedicano tantissimo spazio e attenzioni, sia oggetto di prese in giro e critiche. Un buon modo per rendersi conto di quanta della musica premiata annualmente dai Grammy rimanga davvero e continui a essere apprezzata negli anni successivi è scorrere le foto della cerimonia di vent’anni fa, quella del 1996.

I premi principali quell’anno se li contesero Alanis Morissette (disco dell’anno, miglior canzone rock e migliore disco rock ), allora giovanissima, e Seal (registrazione dell’anno, canzone dell’anno e miglior performance vocale maschile nel pop). Vinsero diversi premi anche gli Hootie & the Blowsfish e le TLC, due gruppi che molti non sentiranno nominare da parecchio. Quell’anno poi vinse il premio per la miglior performance vocale maschile rap Coolio per “Gangsta’s Paradise”, che ebbe un’enorme popolarità ma che sarebbe anche diventata l’unica canzone di Coolio ad avere così tanto successo. “Gangsta’s Paradise” fu la prima canzone rap a essere nominata per il premio di registrazione dell’anno. Furono poi premiati una serie di artisti molto famosi e molto importanti nella storia della musica ma ormai in una fase calante della propria carriera, da Joni Mitchell a Tom Petty a Stevie Wonder agli Allman Brothers Band. Mariah Carey arrivò alla cerimonia da favorita e con sei nomination, ma non vinse neanche un premio.

I Nirvana vinsero il premio per la miglior performance di musica alternativa, nonostante il gruppo si fosse sciolto dopo la morte del leader Kurt Cobain nel 1994. Michael Jackson e Janet Jackson furono premiati per il video di “Scream”, Annie Lennox per la miglior performance vocale femminile nel pop per “No More I Love You’s” e Joni Mitchell per il miglior disco pop, Turbulent Indigo.

Lo spettacolo fu condotto da Ellen DeGeneres, una delle più popolari presentatrici televisive americane: tra i momenti più notevoli della serata ci fu una reunion dei membri originali della storica band hard rock dei Kiss, che non apparivano insieme in pubblico dal 1979. I Kiss furono presentati dal rapper Tupac Shakur vestito con un completo Versace, che disse: «Sapete come erano i Grammy, tutti a posto per gente in giacca e cravatta. Tutti sembravano stanchi. Nessuna sorpresa. Noi siamo stanchi. Abbiamo bisogno di qualcosa di diverso, di qualcosa di nuovo, abbiamo bisogno di scioccare la gente: quindi sciocchiamola!»

Un altro episodio che diventò famoso di quella serata fu il discorso di Eddie Vedder, il leader dei Pearl Jam, dopo aver vinto il premio per la migliore performance hard rock. Vedder salì sul palco e con tono insofferente disse: «Siamo venuti solo per rilassarci, vogliamo solo guardare lo spettacolo. Odio cominciare così brusco, ma dirò qualcosa tipico di mio per conto della band. Non so che cosa significhi questo, non credo significhi niente. È così che mi sento. Ci sono troppe band e le avete già sentite tutte. A mio padre sarebbe piaciuto. Mio padre è morto prima che lo potessi conoscere. Gli sarebbe piaciuto, quindi è per questo che sono qui. Grazie, almeno credo.»

Dopo la cerimonia, durante una conferenza stampa, accadde un’altra cosa insolita: le TLC, che allora erano un popolare gruppo femminile R&B e che quella sera avevano vinto due premi, annunciarono di essere in bancarotta.