(Terry Disney/Express/Getty Images)
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  • giovedì 11 Febbraio 2016

Burt Reynolds ha 80 anni

E quindi ora è diverso da così, ma ha sempre un signor fascino e una fama notevole: anche se molti di voi faticheranno a ricordarsi più di un suo film

(Terry Disney/Express/Getty Images)

C’è stato un momento, nel 1974, in cui Burt Reynolds entrò di passaggio nel periodo straordinario del cinema hollywoodiano progressista e di denuncia sociale e civile: con un film non dei più noti del genere – Quella sporca ultima meta, una storia avvincente di ribellione carceraria, della stessa categoria di Brubaker (con Robert Redford) o di Qualcuno volò sul nido del cuculo (con Jack Nicholson) – ma assolutamente all’altezza, diretto da Robert Aldrich. Fu un’occasione passeggera: per il resto della carriera giocò in un altro campionato, meno impegnato e premiato, ma con grandissime popolarità e qualche film davvero memorabile (soprattutto Un tranquillo weekend di paura).

Burt Reynolds compie oggi 80 anni: è nato l’11 febbraio del 1936. Ha fatto l’attore, il regista e il produttore e gli è anche capitato di cantare. Non ha vinto molti premi – due Golden Globes: uno per una sitcom degli anni Novanta e uno per un ruolo in Boogie Nights quando aveva già sessant’anni – ma ha interpretato alcuni ruoli piuttosto famosi. È stato appunto Jack Horner, il regista porno di Boogie Nights ed è stato il giocatore di football americano che mette in piedi la squadra di carcerati in Quella sporca ultima meta; ha interpretato uno degli sfortunati protagonisti di Un tranquillo weekend di paura, uno dei piloti di La corsa più pazza d’America e, nel 1972, uno degli “omini del cervello” nell’episodio sugli spermatozoi di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso di Woody Allen.

Reynolds aveva avuto anche una vera carriera nel football (prima di infortunarsi dopo un incidente d’auto e smettere di giocare), e una vita incasinata poi: ha avuto problemi di dipendenza, ha comprato squadre di football e ristoranti, ha dichiarato fallimento, è stato molto male dopo essersi rotto una mandibola durante le riprese di un film nel 1984 e, tra le altre cose, fece molto parlare quando nel 1972 decise di posare nudo per la rivista Cosmopolitan. Fu il primo paginone con un uomo nudo.

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In quel periodo Reynolds era noto per il suo fascino, e i ruoli che interpretava aiutavano: erano di solito film d’azione in cui recitava la parte di uomini virili e coraggiosi.

Reynolds è cresciuto tra Michigan e Missouri e da adolescente andò a studiare in Florida, dove ottenne alcune borse di studio grazie al football. Iniziò a studiare recitazione dopo aver smesso di giocare a football, facendo allo stesso tempo molti lavori di diverso tipo: dopo il teatro, il suo primo importante ruolo in tv fu nella serie del 1966 Hawk l’indiano, in cui Reynolds interpretava un detective di origini indiane (Reynolds stesso ha raccontato di avere antenati cherokee).

Uno dei suoi primi film, nel 1966, fu lo spaghetti western Navajo Joe, diretto dal regista Sergio Corbucci (che fu anche regista del film Django, fonte d’ispirazione per il film di Tarantino). Girò molto una frase, mai ufficialmente confermata, secondo cui Reynolds avrebbe detto, parlando di Navajo Joe, che era così brutto che lo si poteva far vedere solo nelle carceri e sugli aerei, dove la gente non poteva scappare. I principali ruoli di Reynolds al cinema cominciarono dagli anni Settanta in poi: oltre a quelli già citati, altri titoli notevoli sono una buona commedia di giornalisti del 1988, Cambio marito (remake di Prima pagina e La signora del venerdì); E ora punto a capo del 1979, in cui le due sue coprotagoniste Candice Bergen e Jill Clayburgh fuorno candidate all’Oscar; e la parte dove fa se stesso in I protagonisti di Robert Altman del 1992. Negli ultimi anni Reynolds ha continuato a recitare, senza mai farsi davvero notare o apprezzare per qualche ruolo.