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  • venerdì 5 febbraio 2016

Il grosso problema delle riforme in Ucraina

Il governo uscito dalle proteste del 2014 aveva promesso di eliminare la corruzione e risollevare l'economia: finora ha ottenuto scarsi risultati e il rischio è che inizi un'altra grave crisi politica

di Daryna Krasnolutska e Kateryna Choursina - Bloomberg
Il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk (al centro, di spalle) parla con altri membri del suo governo (SERGEI SUPINSKY/AFP/Getty Images)

Mercoledì Aivaras Abromavicius, il ministro dell’Economia ucraino noto per il suo programma di riforme, ha annunciato le sue dimissioni dopo avere accusato di corruzione i membri del partito del presidente Petro Poroshenko. A seguito delle dimissioni, si è tenuta una riunione governativa convocata d’urgenza e il primo ministro Arseniy Yatsenyuk ha detto che il governo continuerà a rimanere unito e a lavorare per risollevare l’economia nazionale; nel frattempo il presidente del Parlamento ha detto che l’Ucraina è entrata in una “grave crisi politica”. Quattro ministri che avevano in precedenza annunciato le loro dimissioni hanno detto che sono pronti a tornare per il bene del programma di riforme.

Nel discorso con cui ha annunciato le sue dimissioni, Abromavicius ha detto che non sarebbe stato un “fantoccio” di quei funzionari che ha accusato di bloccare le riforme dell’economia e delle istituzioni dell’ex repubblica sovietica. La scorsa notte il presidente Petro Poroshenko ha detto che Abromavicius dovrebbe rimanere in carica e sulle sue accuse si dovrebbe indagare: Abromavicius, che è un ex banchiere nato in Lituania, era stato portato al governo proprio da Poroshenko per occuparsi dell’attuazione delle riforme. Le sue dimissioni devono ancora essere approvate dal Parlamento.

“Un rimpasto di governo urgente”

Il governo ucraino – che è salito al potere nel 2014 dopo le grandi manifestazioni filo-europee del 2014 organizzate per protestare contro anni di corruzione – ha visto i suoi consensi precipitare a causa del ritardo nell’implementazione delle riforme. Mercoledì gli Stati Uniti, che hanno mandato all’Ucraina miliardi di dollari in aiuti finanziari finalizzati a risollevare l’economia, si sono detti delusi dalla decisione di Abromavicius, così come il Fondo Monetario Internazionale. Le dimissioni di Abromavicius hanno anche allargato le crepe nella coalizione di governo, che tra le altre cose è ancora alle prese con la guerra nell’Ucraina orientale.

Poroshenko ha promesso che verranno fatti alcuni cambi all’interno del governo. Otilia Dhand, la vicepresidente della Teneo Intelligence (una società di consulenza con sede a Bruxelles), ha detto: «Probabilmente Poroshenko cercherà di usare il rimpasto di governo per calmare la situazione e cercare dei candidati che siano a favore delle riforme da mettere in posizioni chiave del nuovo governo. Tuttavia sembra improbabile che i personaggi accusati di corruzione e che sono vicini al presidente e al primo ministro vengano emarginati in maniera permanente. Senza un cambio nel modo in cui viene esercitato il potere nel sistema politico esistente, probabilmente le riforme continueranno a non essere all’altezza delle aspettative».

Combattere la corruzione

Gli sforzi dell’Ucraina per eliminare la corruzione – uno dei problemi più grandi nel paese – hanno portato finora a scarsi risultati. Transparency International, un’organizzazione internazionale non governativa che si occupa di corruzione, ha detto che a gennaio la società civile ucraina e i giornalisti sono stati più efficaci dei funzionari governativi nel combattere la corruzione. I risultati delle politiche anti-corruzione del governo – che sono la precondizione per cui l’Ucraina continui a ricevere aiuti finanziari esterni, tra cui un prestito di 17,5 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale – verranno valutati dai parlamentari a metà febbraio, quando Yatsenyuk riferirà al parlamento sul lavoro del governo.

©2016 Bloomberg