Che cos’è il seminario della scuola per librai di Venezia

Si tiene a Venezia dal 1984 ed è uno dei più importanti eventi editoriali in Italia: per quattro giorni editori, scrittori e librai anche europei parlano dello stato e del futuro del libro

La sede della Fondazione Giorgio Cini (Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri)

È in corso in questi giorni alla Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio a Venezia il “seminario di perfezionamento” della scuola per librari della Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri, che è uno degli eventi centrali del mondo editoriale italiano. Rispetto al Salone del libro di Torino, aperto al pubblico e con una notevole presenza di scrittori e lettori, il seminario è un evento rivolto agli specialisti e frequentato dagli addetti ai lavori; le prime giornate sono riservate agli iscritti al corso mentre l’ultima è aperta a tutti ed è di fatto frequentata dall’intero mondo dell’editoria italiano: è un’occasione per vedersi, ascoltare ospiti internazionali e capire che aria tira nel mercato del libro e come cambia il modo in cui i libri vengono distribuiti, promossi e commercializzati.

Il seminario – che esiste dal 22 gennaio 1984 ed è arrivato alla sua trentatreesima edizione – è stato inaugurato nel pomeriggio di martedì 26 gennaio e terminerà venerdì 29. Quest’anno gli iscritti a cui sono dedicate le prime tre giornate – proprietari o dipendenti di librerie, selezionati dal comitato promotore del seminario – sono una trentina e provengono da tutta Italia: in gran parte da Milano, ma c’è anche chi arriva da Palermo e chi da Procida. Il seminario è organizzato in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie italiane, l’Associazione Librai Italiani (ALI), l’Associazione Italiana Editori (AIE) e il Centro per il Libro e la Lettura, un istituto autonomo del ministero dei Beni culturali che ha l’obiettivo di promuovere la lettura in Italia. Le lezioni sono tenute da persone che lavorano a vario titolo e con varia importanza nel mondo dei libri in Italia e in Europa: editori, proprietari e dirigenti di librerie  di catena e indipendenti, scrittori, giornalisti e docenti universitari.

Ogni giornata ha un tema specifico e un responsabile. Mercoledì è dedicato all'”eccellenza”, il moderatore è Romano Montroni, ex direttore delle librerie Feltrinelli e presidente del Centro per il libro: sono intervenuti tra gli altri Gianluca Foglia, direttore editoriale di Feltrinelli, Elisabetta Migliavacca di Garzanti, l’architetto svizzero Mario Botta, il manager Pierluigi Celli, lo scrittore e sceneggiatore Donato Carrisi, Antonio Ramirez, proprietario della libreria indipendente La Central di Barcellona e Riccardo Silvi dell’università di Bologna che ha spiegato come contenere i costi.

Il tema di giovedì è l'”innovazione”. Viene presentato il progetto Tolino White Label, modellato su quello tedesco sviluppato da Deutsche Telekom: un sito internet gestito da librerie indipendenti per vendere libri online, affiancato da un e-reader e da un’app che permettano di consultarli in qualsiasi momento. E poi Libricity, un motore di ricerca che segnala, visualizzandole su una mappa, in quali librerie è disponibile e si può acquistare il libro desiderato. Parlano anche James Daunt, dal 2011 amministratore delegato di Waterstones, la più grande catena di librerie in Regno Unito che è in ripresa dopo anni di crisi grazie anche alla valorizzazione della figura del libraio e del rapporto con i clienti, e Denis Mollat, proprietario della Librairie Mollat di Bordeau, la più grande e rilevante libreria indipendente di Francia. Saranno presenti anche Giuseppe Laterza, presidente della casa editrice che porta il suo cognome, ed Elisabetta Sgarbi, che ha da poco lasciato la direzione editoriale di Bompiani e ha fondato la Nave di Teseo.

L’ultima giornata è dedicata alla “civiltà del libro”. Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi dell’AIE, presenta i Dati sull’editoria italiana 2015; Antonio Prudenzano del ilLibraio.it, sito del gruppo Gruppo Mauri Spagnol dedicato ai meccanismi dell’editoria, e Angelo Tantazzi dell’azienda di consulenza Prometeia discuteranno dello stato del libro in Italia; Ginevra Bompiani – scrittrice, editrice di Nottetempo e traduttrice, figlia del fondatore di Bompiani, Valentino – e la politica e giornalista Luciana Castellina parteciperanno a un incontro intitolato: «È democratica la letteratura?” Seguirà una tavola rotonda moderata da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi a cui partecipano alcuni librai europei: Maarten Asscher di Athenaeum Amsterdam, una delle più importanti librerie indipendenti olandesi; Michael Busch di Thalia, libreria indipendente di Berlino, Alberto Galla della storica libreria indipendente aperta a Vicenza nel 1880, e James Daunt, Denis Mollat e Antonio Ramirez di cui abbiamo già accennato. Nel pomeriggio sarà consegnato il Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, alla sua decima edizione, per finire con un incontro tra Ferruccio de Bortoli e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Il mercato del libro è in una fase di grandi cambiamenti. Nelle librerie il ciclo di vita dei libri si accorcia, mente grazie alle vendite online si allunga, i costi industriali calano, ma gli editori sperano sempre di più di indovinare il bestseller in grado da solo di risistemare i conti o lanciare la casa editrice (come è avvenuto a Sellerio per i gialli di Camilleri e sta avvenendo a E/O con la quadrilogia di Elena Ferrante). Dalle classifiche di narrativa la letteratura – cioè i romanzi letterari – è quasi sparita, rimpiazzata da narrativa di genere – thriller, gialli, romanzi d’amore per maschi e per femmine – e sempre più spesso da libri per adolescenti nati dalla fanfiction, cioè scritti dai fan e condivisi online su forum e social network: ogni tanto ce n’è uno che emerge e diventa un caso – com’è successo per Cinquanta sfumature di grigio e After – e finisce per essere pubblicato dai grandi editori.

Altri settori hanno preso pieghe diverse da quelle che ci si aspettava: nell’ultimo anno per esempio le vendite degli ebook nel mercato di lingua inglese sembrano essersi assestate – Waterstones ha perfino smesso di vendere i Kindle nelle sue librerie – mentre sono tornate a crescere quelle dei libri cartacei, soprattutto nel segmento dei ragazzi; gli audiolibri in Italia stentano a partire, ma crescono – mentre sono un successo all’estero – e grossi editori come Penguin Random House hanno rinunciato al self-publishing, un settore che però cresce al di fuori dell’editoria tradizionale. Le grandi catene di librerie, che a lungo hanno minacciato di fagocitare le più piccole, sono quelle che ora soffrono di più, minacciate da un lato dalla comodità e dagli sconti di Amazon e delle piattaforme su cui comprare online, dall’altro dal rifiorire delle librerie indipendenti, che offrono una selezione di volumi meno standard, si inventano eventi di tutti i tipi per attirare i lettori – aperitivi e colazioni letterarie, laboratori per bambini, picnic, mostre artistiche e incontri con gli autori dove vengono offerti tè e pasticcini – e possono soprattutto contare sul rapporto personale tra lettori e librai, in grado di ricordarsi i gusti dei clienti e rispondere sempre alla domanda: «Che libro mi consiglia?».