La discussa vignetta di Charlie Hebdo su Alan Kurdi e le violenze di Colonia

Che dice che se il bambino siriano non fosse morto su una spiaggia turca sarebbe diventato un "palpeggiatore in Germania"

di Adam Taylor - Washington Post

Col senno di poi, la morte di Alan Kurdi – il bambino siriano di tre anni il cui corpo fu trascinato dal mare sulle coste turche dopo che la sua barca era affondata – potrebbe essere stato il momento più alto della compassione che l’opinione pubblica europea ha provato per i rifugiati. La diffusione di documenti e inchieste che sostengono che i profughi e i migranti sono stati coinvolti nelle aggressioni sessuali di massa a Colonia, in Germania, e in altre città europee la notte di Capodanno potrebbe essere stato invece il punto più basso.

Il giornale satirico francese Charlie Hebdo ha tentato di unire i due momenti con un’immagine che suggerisce che se Alan fosse sopravvissuto al suo viaggio in Europa sarebbe diventato un “palpeggiatore in Germania”: il disegno mostra due uomini-maiali che con la lingua di fuori rincorrono una donna che sta scappando via. L’immagine è stata disegnata da Laurent Sourisseau, conosciuto anche come “Riss”, che collabora da molto tempo con il giornale e che attualmente è il direttore delle pubblicazioni. Sourisseau era presente quando gli estremisti islamici attaccarono la sede di Charlie Hebdo nel gennaio del 2015. Nell’attacco furono uccise 12 persone; Sourisseau fu colpito a una spalla.

Nonostante alcuni recenti commenti di Sourisseau suggeriscano che lui stia cercando di indirizzare Charlie Hebdo verso delle scelte meno “combattive” rispetto al passato – per esempio non ricorrere più alle immagini del profeta Maometto – la nuova vignetta mostra che il giornale non ha paura di causare polemiche e critiche. Com’era prevedibile, molti sono rimasti indignati. Non è la prima volta che Charlie Hebdo usa l’immagine di Alan sulla spiaggia per fare satira. A settembre il giornale aveva pubblicato alcuni disegni che sembravano sfruttare il potere dell’immagine di Alan sulla spiaggia e l’improvvisa espressione di solidarietà in Europa nei confronti dei rifugiati siriani. Anche allora, il Washington Post si era chiesto se fosse stato superato il limite della decenza. Michael Cavna raccolse i commenti di diversi vignettisti e le risposte furono contrastanti.

Oggi il sostegno dell’opinione pubblica europea verso i rifugiati si è di nuovo spostato verso il punto più basso. Si è diffusa molta rabbia per quello che è successo la notte di Capodanno: a Colonia i rifugiati e i migranti hanno subìto quelle che sembrano essere state delle rappresaglie. I sondaggi suggeriscono che gli stranieri in Europa sono visti sempre più con sospetto. Charlie Hebdo potrebbe avere fatto satira sulla volubilità della simpatia dell’Europa per i rifugiati e i migranti, oppure potrebbe avere voluto sottolineare l’assurdità di collegare le famiglie di profughi alle accuse di aggressioni sessuali compiute da uomini adulti. Anche se fosse vero, comunque, per molti questa volta la satira ha mancato il suo obiettivo.

©Washington Post 2016