La polizia in Rue de la Goutte d'Or (LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • giovedì 7 Gennaio 2016

Cosa è successo ieri a Parigi

Un uomo è stato ucciso dalla polizia mentre cercava di entrare armato in un commissariato, si sa ancora poco: ieri era l'anniversario della strage di Charlie Hebdo

La polizia in Rue de la Goutte d'Or (LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

Nella mattina di giovedì 7 gennaio, intorno alle 12, un uomo ha tentato di entrare armato in un commissariato di Parigi in Rue de la Goutte d’Or, nel 18esimo arrondissement. L’uomo è stato ucciso dalla polizia, era armato con un coltello e indossava un finto giubbotto esplosivo. Giovedì era l’anniversario degli attentati nella redazione di Charlie Hebdo del 2015 a Parigi. L’identità dell’uomo ucciso non è ancora stata confermata e il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha detto che ancora non sono state chiarite le sue motivazioni ma che prima di essere ucciso l’uomo abbia urlato “Allahu Akbar”, “dio è grande” in arabo.

Pierre-Henry Brandet, il portavoce del ministro, ha detto a Itele che l’uomo sembra avere agito da solo e che è ancora troppo presto per parlare di terrorismo, anche se sul suo corpo è stato trovato un volantino con la bandiera dello Stato Islamico. Le Monde ha scritto che nel volantino c’è un giuramento al leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi, e viene spiegato che l’attacco è stato compiuto in risposta ai bombardamenti in Siria (questo non significa molto comunque: l’uomo potrebbe avere agito da solo senza avere preso contatti con lo Stato Islamico). Nel volantino si fa anche accenno all’identità dell’assalitore, che però non corrisponde ai riscontri compiuti finora dalla polizia: i risultati delle analisi sulle impronte digitali, scrive Le Monde, hanno associato l’assalitore a un uomo nato a Casablanca, in Marocco, fermato dalla polizia nel 2013 nel sud della Francia per un caso non legato al terrorismo. L’identità non è però mai stata confermata: l’uomo non aveva con sé i documenti.

Su Twitter nelle ore successive all’attacco sono circolate le foto di un corpo a terra davanti al commissariato: le ha diffuse la giornalista del New York Times Anna Polonyi, che poi ha pubblicato una foto del marciapiede davanti al commissariato.

La strada dell’uccisione è stata chiusa dalla polizia e anche i mezzi di trasporto hanno subito deviazioni. I giornalisti presenti sul posto hanno scritto che sono arrivati polizia scientifica e artificieri. Nelle ore successive la circolazione dei mezzi è ripresa normalmente e anche le misure di sicurezza sono state allentate.