Gaia Repossi (a destra) con Delphine Arnault (Pierre Suu/Getty Images)
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Perché LVMH ha comprato Repossi?

Cioè il marchio di gioielli nato a Torino nel 1920, famoso per gli orecchini che avvolgono tutto l'orecchio, e diretto dalla pronipote trentenne del fondatore

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu
Gaia Repossi (a destra) con Delphine Arnault (Pierre Suu/Getty Images)

Il 30 novembre la multinazionale francese LVMH – che possiede molti marchi di lusso, da Louis Vuitton s Moët Hennessy – ha acquistato una quota dell’azienda italiana di gioielli Repossi. Le trattative per l’accordo sono state portate avanti da Gaia Repossi – direttore artistico e proprietaria di Repossi – e da Delphine Arnault, vice presidente di Louis Vuitton, capo di LVMH e figlia di Bernard Arnault, fondatore della holding. I giornali hanno scritto che le due donne sono amiche e hanno avuto percorsi professionali simili.

Gaia Repossi (1986) è diventata direttore creativo dell’azienda nel 2007, quando aveva solo 21 anni; inizialmente suo padre Alberto Repossi, ora presidente onorario dell’azienda, l’ha affiancata nel lavoro (come aveva fatto anche Bernard Arnault con la figlia Delphine). È laureata in archeologia e ha studiato pittura all’accademia delle Belle Arti di Parigi. Ha cambiato molto lo stile dei gioielli dell’azienda di famiglia, rendendoli più contemporanei: si distinguono in particolare per le linee semplici e i colori vividi e per ispirarsi all’architettura e all’arte.

In un recente articolo sul Financial Times, Jo Ellison spiega che Gaia Repossi ha accettato l’offerta di LVMH perché le richieste del mercato erano molto alte e il marchio – che ha soltanto due negozi, uno a Montecarlo e uno a Parigi, e 90 punti vendita all’interno di grandi magazzini in tutto il mondo – non aveva la forza economica per produrre abbastanza. Repossi specifica che la collaborazione non modificherà lo stile e il modo di lavorare dell’azienda.

Grazie al sostegno di LVMH, Gaia Repossi spera di espandere l’azienda di famiglia, fondata nel 1920 a Torino dal bisnonno. Negli ultimi anni la clientela è aumentata molto rapidamente e la fama del brand è cresciuta sotto la sua direzione. Ha inventato per esempio la collezione Berbere, con i famosi anelli che si articolano su tutta la lunghezza del dito, e ha introdotto gli ear cuff, orecchini che avvolgono tutto l’orecchio. I gioielli Repossi sono molto apprezzati da attrici e pop star, che li hanno indossati spesso sui red carpet, rendendo l’azienda ancora più famosa. A contribuire alla notorietà c’è anche lo stile personale di Gaia Repossi, che è spesso in prima fila alle sfilate e agli eventi di moda. Negli ultimi anni l’azienda ha collaborato anche con importanti stilisti come Joseph Altuzarra e Alexander Wang.

Luca Solca, analista di Exane Bnp Paribas, spiega sul Financial Times che Repossi è un marchio di gioielli molto piccolo se paragonato ad altri grandi brand internazionali come Tiffany & Co. o Cartier; il suo fatturato si aggira tra i 20 e i 50 milioni di euro l’anno. L’acquisto di LVMH fa parte della sua strategia di acquisire una quota di minoranza di un’azienda e poi coinvolgere i fondatori nel suo sviluppo. Al momento il mercato dei gioielli ha un fatturato complessivo di circa 148 miliardi di euro l’anno; i gioielli dei famosi marchi di moda fatturano solo 30 miliardi di euro l’anno ma secondo gli esperti il settore crescerà del 30-40 per cento da qui al 2020. Secondo Jon Cox, analista di Kepler Cheuvreux, l’alta gioielleria – cioè i gioielli firmati da marchi di lusso – è il settore che sta crescendo più in fretta e in cui tutti vogliono investire.

LVMH ha già iniziato da qualche anno a investire nel settore: ha lanciato le linee di gioielli delle aziende che controlla, come Louis Vuitton e Christian Dior, e nel 2011 ha acquistato per 3,7 miliardi di euro la casa italiana Bulgari, che da allora ha aumentato le vendite del 10 per cento. Gli altri grandi marchi di gioielleria, come Cartier, Van Cleef & Arpels e Montblanc, appartengono invece al gruppo svizzero Richemont. L’azienda statunitense Tiffany & Co., celebre anche per il famoso film Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn, è rimasta invece indipendente.