(AP Photo/Lenny Ignelzi)
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  • martedì 22 Dicembre 2015

L’azienda farmaceutica americana che si chiamava “Isis” ha cambiato nome

Hanno resistito per due anni, trascorsi soprattutto a spiegare alle persone che non c'entravano niente con il terrorismo

di Roxana Popescu - Washington Post
(AP Photo/Lenny Ignelzi)

Un giorno sei un’azienda di biotecnologie del sud della California, e fai tutte le cose che fanno le aziende di biotecnologie del sud della California. Scopri nuovi farmaci, fai sperimentazioni cliniche, brevetti le nuove scoperte, mandi i tuoi scienziati alle conferenze in tutto il mondo. Il giorno dopo tutti riconoscono il nome della tua compagnia, ma non è per merito delle tue terapie all’avanguardia sui geni dell’RNA. È più o meno quello che è successo all’azienda conosciuta una volta come “Isis Pharmaceuticals”, una società che produce farmaci con sede a Carlsbad, in California, dopo che il gruppo terrorista noto anche come Stato Islamico si è fatto conoscere con lo stesso acronimo nel 2013 ed è diventato una delle principali minacce globali. Venerdì scorso, dopo più di un anno di imbarazzo, problemi e fraintendimenti, per i quali sono passate più o meno tutte le aziende del mondo che si chiamavano o si chiamano Isis, la società ha annunciato il suo nuovo nome: Ionis Pharmaceuticals. Perché ci hanno messo così tanto?

Da un lato c’era la volontà di non darla vinta ai terroristi. Stanley Crooke, presidente e CEO della compagnia, ha spiegato al Washington Post: «Era il nostro nome. E pensavo non fosse giusto arrenderci a un gruppo terrorista. Non lo pensava nessuno di noi». Dall’altro lato, però, l’obiettivo della società è trovare cure per le malattie, non chiamarsi per forza Isis: «Siamo qui per i pazienti, non per il nostro nome». Ma quindi come si è passati da “Ehi, è il nostro nome” a “Ok, va bene, è tutto vostro”? Non c’è stato un momento di svolta, una goccia che ha fatto traboccare il vaso convincendo la compagnia ad abbandonare il proprio nome. «È stata quella specie di intrusione progressiva nelle nostre vite che alla fine ci ha convinti» ha spiegato Crooke. Fondò l’azienda nel 1989 e non si ricorda la prima volta che ha sentito nominare lo Stato Islamico. «Mi tengo informato su cosa succede nel mondo, perciò devo averlo sentito quando l’hanno sentito la maggior parte degli americani». Nel tempo, ha spiegato, sono cresciuti «i commenti e le domande sul nostro nome e la confusione sul fatto che fossimo Isis Pharmaceutical o un altro tipo di Isis». Invece di farsi conoscere per le proprie scoperte in campo farmaceutico, era sempre di più il nome la vera questione. Il consulente finanziario televisivo Jim Cramer ha confidato privatamente a Crooke che quando parlava della sua società, ormai passava la maggior parte del tempo proprio a sbrogliare la faccenda del nome.

La gente non chiedeva se l’azienda avrebbe cambiato nome, ma quando lo avrebbe fatto. «Se lo chiedevano gli analisti. Se lo chiedevano gli investitori. Se lo chiedeva la gente per strada – i clienti, le persone che visitavano l’azienda, i vicini di casa dei dipendenti. Era una specie di domanda naturale», ha detto Crooke. E poi c’era il problema dell’imbarazzo dei dottori che cercavano di reclutare i pazienti per i test clinici, quando dovevano dedicare più tempo a spiegare il nome dell’azienda invece che i dettagli importanti sui farmaci. Una volta c’è anche stato un fraintendimento in un aeroporto, quando un dipendente ha avuto un piccolo problema al controllo dei passaporti mentre era diretto a Londra per lavoro. Quando ha dovuto spiegare all’addetto ai controlli che si trovava in Inghilterra per partecipare a una conferenza, gli è stato chiesto per che azienda lavorasse. Quando ha detto “Isis Pharmaceuticals”, l’addetto si è mostrato un po’ sorpreso e sospettoso. Gli attacchi di Parigi e San Bernardino hanno peggiorato ulteriormente le cose.

Qualche mese fa la società ha iniziato a discutere di cambiare il nome. Crooke ha raccontato: «Penso che fosse diventato evidente che l’Isis non se ne sarebbe andato nel breve periodo, e che avrebbe dominato le notizie, e perciò le confusioni sarebbero continuate e sarebbero anche aumentate. Credo che sia stato quello a farci decidere». Il nome Isis venne in mente a un ex studente di Crooke che lavorava con lui fin dall’inizio: si ispirò a Iside, la divinità egiziana della magia e della fertilità, che in inglese si chiama proprio Isis. Dopo averne discusso molto, i dipendenti dell’azienda hanno trovato il nuovo nome senza farsi aiutare da consulenti esterni, ed è costato meno di 200mila dollari cambiarlo ufficialmente. Il nuovo nome, “Ionis”, sembra greco e non egiziano. L’abbreviazione usata in borsa è il sogno di ogni scienziato: IONS, che in inglese significa “ioni”. Nel 2016 Ionis concluderà la Fase III della sperimentazione clinica di tre farmaci: uno per l’atrofia muscolare spinale, uno per l’amiloidosi da accumulo di transtiretina (una rara malattia neurodegenerativa) e un altro che proverà a curare malattie per ora senza cura legate all’ipertrigliceridemia. Secondo Crooke questo è «un anno fantastico». Venerdì scorso la società ha tenuto una specie di veglia funebre per il vecchio nome: i dipendenti hanno indossato nastri neri a lutto e hanno parlato di cosa significasse Isis per loro. Qualcuno ha messo su un tavolo la mascotte ufficiosa della compagnia, un pupazzo gonfiabile con le sembianze di Iside: i dipendenti si sono scattati delle foto e poi le hanno detto addio.

© Washington Post 2015