La NASA assume nuovi astronauti

Servono una laurea (ma non una qualsiasi), tre anni di esperienza nel proprio settore, una buona vista: e bisogna essere più alti di 1,58 metri

(NASA.gov)

La NASA è alla ricerca di nuovi astronauti e per trovarli ha pubblicato un annuncio di lavoro online, sul sito UsaJobs.gov, usato dal governo degli Stati Uniti per segnalare la disponibilità di nuovi posti nelle sue agenzie. Era dal 2011 che l’ente spaziale statunitense non cercava nuovo personale per andare nello Spazio: benché ci siano state riduzioni della spesa negli ultimi anni, i piani per la NASA continuano a essere piuttosto ambiziosi e riguardano la Stazione Spaziale Internazionale e lo sviluppo delle tecnologie per portare un primo equipaggio di astronauti su Marte tra una ventina di anni.

Per partecipare è necessario essere cittadini statunitensi e i criteri di preselezione imposti dalla NASA sono piuttosto severi:

– è necessario avere almeno una laurea in “ingegneria, biologia, scienze fisiche, informatica o matematica” (lauree di altro tipo, come psicologia e scienze sociali, non sono sufficienti);

– ogni candidato deve avere almeno tre anni di esperienza lavorativa nel campo in cui si è laureato, o in alternativa avere passato almeno 1000 ore in cabina di pilotaggio di un aereo a reazione;

– è richiesta una vista di 10/10, ma in realtà su questo punto alla NASA sono clementi e vanno bene anche quelli che ci vedono meno, a patto che con le lenti arrivino a 10/10;

– è necessario essere alti almeno 1,58 metri e non più di 1,91 metri, in modo da stare nelle tute spaziali e negli alloggiamenti dei veicoli per i viaggi in orbita e oltre.

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Oltre ai prerequisiti, la NASA ha elencato altre informazioni utili per chi si vuole iscrivere, in modo che sappia che cosa lo aspetta nel caso in cui acceda alla selezione vera e propria:

– è previsto un test di nuoto completo dopo il primo mese di addestramento;

– potrebbe essere richiesto un esame medico preventivo all’assunzione;

– sono previsti esami clinici, colloqui di vario tipo e sessioni di orientamento prima dell’ultimo passaggio che porta all’assunzione;

– devono essere superati test relativi alla dipendenza da farmaci e droghe.

La finestra per potersi iscrivere si è aperta ieri e lo resterà fino al 18 febbraio 2016. L’esito delle selezioni sarà annunciato nella primavera del 2017, ma essere assunti nel programma della NASA non darà la certezza di diventare astronauti. I nuovi dipendenti saranno sottoposti a un addestramento che durerà un paio di anni, con continui test e verifiche per accertare la loro idoneità al volo nello Spazio. In questo periodo di tempo riceveranno comunque uno stipendio che a seconda dell’età, della preparazione professionale e di altri fattori varierà tra i 66mila e i 144mila dollari all’anno.

I candidati astronauti del 2017 saranno addestrati per svolgere numerose attività: dal volo sulle Soyuz, le capsule spaziali russe utilizzate per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, alla permanenza sulla stessa ISS alla sperimentazione dei nuovi sistemi di trasporto che la NASA sta sviluppando con i suoi partner privati. Dovranno essere in grado di eseguire esperimenti in orbita, saper maneggiare i sistemi robotizzati della ISS e avere i requisiti per missioni di lungo periodo, che possono superare i sei mesi di permanenza nello Spazio.

Alcune delle persone selezionate in questi anni potrebbero fare parte degli equipaggi che sperimenteranno i nuovi sistemi di trasporto, in vista delle future missioni su Marte. Charles Bolden, ex astronauta e ora amministratore della NASA, ha spiegato che “la NASA ha intrapreso un ambizioso viaggio verso Marte e siamo alla ricerca di donne e uomini di talento con diverse preparazioni e percorsi di vita per aiutarci ad arrivare là. Oggi, abbiamo aperto le selezioni per la nostra futura classe di astronauti, americani straordinari che porteranno al prossimo grande passo nell’esplorazione spaziale. Questo gruppo di persone si lancerà nello Spazio dal suolo americano su astronavi fatte negli Stati Uniti e ci aprirà la strada per il nostro viaggio su Marte”.

Bolden ha fatto riferimento alla partenza “dal suolo americano” per chiarire che entro pochi anni, salvo imprevisti, saranno pronti i nuovi sistemi di trasporto sviluppati con i privati per portare gli astronauti in orbita senza dipendere dall’agenzia spaziale russa. Dalla fine del programma degli Shuttle nel 2011, infatti, gli unici mezzi in grado di raggiungere l’orbita terrestre e la Stazione Spaziale Internazionale sono le Soyuz russe.

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