Cee Jai Julian, un'indigena canadese, febbraio 2015 (AP Photo/The Canadian Press, Patrick Doyle)
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  • mercoledì 9 Dicembre 2015

L’inchiesta canadese sulle donne indigene

Dopo anni di richieste, l'ha annunciata il nuovo primo ministro Justin Trudeau: oggi una donna indigena ha quattro volte più probabilità di sparire o essere uccisa

Cee Jai Julian, un'indigena canadese, febbraio 2015 (AP Photo/The Canadian Press, Patrick Doyle)

Il nuovo primo ministro del Canada, Justin Trudeau, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta nazionale sull’assassinio o la scomparsa di quasi 1.200 donne indigene negli ultimi tre decenni. Diversi movimenti e le famiglie delle vittime chiedevano un’inchiesta da più di cinque anni, ma il predecessore di Trudeau, il conservatore Stephen Harper, non si era mai dimostrato particolarmente sensibile alla questione.

«Le vittime meritano giustizia, le loro famiglie devono avere la possibilità di riconciliarsi ed essere ascoltate. Dobbiamo lavorare insieme per mettere fine a questa tragedia», ha detto il nuovo primo ministro parlando all’Assemblea delle Prime Nazioni (Assembly of First Nations – AFN), la principale organizzazione indigena del Canada. La ministra della Giustizia Jody Wilson-Raybould ha detto che nei prossimi due mesi il governo consulterà le famiglie delle vittime e i leader aborigeni per raccogliere le loro opinioni su come strutturare l’inchiesta, che dovrebbe partire nei prossimi mesi.

Secondo i dati del 2014 della polizia canadese, 1.017 donne aborigene sono state uccise tra il 1980 e il 2012, mentre 108 sono scomparse in circostanze sospette. Un nuovo rapporto pubblicato nel 2015 si dice che il numero è aumentato: le donne aborigene sono solo il 4,3 per cento della popolazione femminile del Canada, ma sono anche il 16 per cento delle donne vittime di omicidio nel paese e l’11 per cento delle donne scomparse. Le donne indigene hanno quattro volte più probabilità di sparire o essere uccise rispetto alle altre donne canadesi, e risultano significativamente svantaggiate, soprattutto per quanto riguarda l’accesso agli alloggi, all’istruzione e all’occupazione.

La questione viene discussa da tempo e sul tema ci sono diversi studi e indagini, ma non ci sono stati finora adeguati interventi. L’ultima ricerca – che denuncia anche l’assenza di una vera e propria banca dati aggiornata – è stata presentata dall’Associazione delle donne native del Canada al Parlamento nel 2014. Si intitolava “Donne invisibili: un invito ad agire” ed elencava 16 raccomandazioni per affrontare il problema. Secondo le testimonianze delle vittime di violenza domestica e di diverse Onlus che lavorano nel paese contro la violenza sulle donne, le indigene spesso non ottengono la protezione offerta dalle politiche nazionali. La polizia non è inoltre sufficientemente preparata e spesso indaga sui casi che coinvolgono donne indigene in modo inadeguato.