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  • Lunedì 30 novembre 2015

L’Islanda ha troppi turisti?

Nel 2015 c'è stato un nuovo picco di arrivi, ma le strutture e le risorse sono le stesse da anni (e gli islandesi si lamentano dell'incoscienza di molti turisti)

(EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)
(EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Negli ultimi anni l’Islanda, un’isola situata a sudest della Groenlandia che ospita uno stato europeo indipendente, ha avuto un notevole aumento del turismo nel proprio territorio, per larga parte disabitato e incontaminato. Secondo le ultime stime, in tutto il 2015 l’Islanda – che ha circa 350mila abitanti – avrà ospitato circa un milione di turisti: la cifra più alta mai registrata nella sua storia. L’improvvisa popolarità dell’Islanda ha avuto moltissimi effetti positivi per l’economia dell’isola, che nel 2008 era stata coinvolta in una gravissima crisi da cui si sta faticosamente riprendendo. Oggi il turismo è diventata la principale fonte di guadagno del paese, ma secondo diversi media locali e internazionali ha parallelamente generato molti problemi, elencati in un recente articolo di Quartz: su tutti il fatto che le strutture turistiche non sono adeguate, così come le risorse investite nel settore dal governo e dalle amministrazioni locali. Inoltre, la trasandatezza di molti turisti sta rovinando siti famosi per la loro bellezza naturalistica.

L’aumento del numero di turisti in Islanda è stato piuttosto impressionante: nel 2008 ogni anno visitavano l’Islanda circa 500 mila persone all’anno, la metà delle cifre attuali, mentre vent’anni fa i turisti erano ogni anno meno di 200mila (a fronte di una popolazione locale aumentata solo lievemente). L’Islanda ha un territorio di circa 102mila chilometri quadrati – più o meno l’estensione di tutto il nord Italia, giù fino a Bologna – ed è bella da visitare tutta, non solo i paesini, anche le parti più isolate. Questo rende complicato sorvegliare tutto efficacemente: spesso le autorità islandesi sono presenti solamente nei siti turistici principali, e nella maggior parte dei posti si limitano a segnalare recapiti e numeri di telefono dei centri vicini (nel grafico qui sotto: la linea blu raffigura il numero di turisti, quella rossa il numero di abitanti in Islanda).

turismoL’Islanda poi attira un tipo molto specifico di turista, spesso interessato a passeggiate su terreni scoscesi di montagna, complessi vulcanici o ghiacciai. Questo espone i turisti meno preparati e un po’ incoscienti a grossi rischi, nonostante la maggior parte delle strade che percorrono l’interno dell’isola – cioè la sua parte meno abitata, e perciò più interessante per un appassionato di natura – siano percorribili per legge solo da veicoli 4×4: la Slysavarnafélagið Landsbjörg, un’associazione privata formata da volontari che si occupa di gran parte delle operazione di ricerca e salvataggio dei turisti perché le autorità statali non ne hanno le forze, ha fatto sapere al New Yorker che fra luglio e agosto del 2014 ha aiutato circa 4.000 turisti in difficoltà, fra cui persone di cui si erano perse le tracce o che semplicemente erano rimaste incastrate con la macchina in una pozza di fango. Jónas Guðmundsson, uno dei responsabili della Slysavarnafélagið Landsbjörg, ha detto che «raramente passa un giorno senza che ci arrivi una chiamata da chissà dove».

Dal 2000 al 2010 in Islanda sono morti 138 turisti in vari incidenti, circa uno ogni mese. Una guida locale che ha parlato col New Yorker ha detto: «Se sei un tipo che vuole venire qui e fare tutto quello che vuole per poi mettere le foto su Facebook, tornerai a casa in un sacco nero». Gli islandesi attribuiscono la maggior parte di questi incidenti all’incoscienza dei turisti, ma non è chiaro quanti di questi si sarebbero potuti evitare con infrastrutture turistiche migliori. In generale, in molti casi gli stessi islandesi spiegano che per evitare guai grossi è sufficiente avere un po’ di buon senso. Negli ultimi anni gli enti governativi e turistici si sono dotati di apposite pagine internet e interi siti che elencano consigli per non farsi male e incoraggiano a seguire le principali rotte turistiche, a meno di essere accompagnati da guide della zona.

Un altro grosso problema è lo scarso rispetto di alcuni turisti per il territorio. Quest’estate sono circolati sui media islandesi notizie di turisti che usavano zone di parchi pubblici come bagni – o che si accampavano nel piccolo aeroporto vicino Reykjavík per risparmiare sui costi dell’alloggio – e di altri che hanno vandalizzato siti storici come le rovine di un aereo nella spiaggia di Sólheimasandu, nel sud del paese. In molti si sono lamentati del fatto che l’Islanda attiri soprattutto turisti che vogliono fare una vacanza a basso costo: escluso il biglietto aereo, che spesso è la spesa più rilevante del viaggio, in moltissimi dormono negli spazi gratuiti riservati ai campeggiatori presenti in molti siti naturalistici frequentati da turisti – il cui accesso è altrettanto gratuito – e per spostarsi usano i mezzi pubblici locali, piuttosto economici.

Quartz racconta che in Islanda sono circolate delle proposte per istituire un limite massimo di turisti da poter accogliere ogni anno, oppure di concentrarsi su settori del turismo più redditizi. Il Parlamento islandese ha anche discusso a lungo la possibilità di introdurre un biglietto di circa 10 euro per accedere a tutti i siti principali, ma la proposta è stata abbandonata quando si è scoperto che secondo le regole europee anche i cittadini islandesi avrebbero dovuto pagarlo.