Lo staff dell'ambasciata britannica a Sharm el-Sheikh, 6 novembre 2015 (AP Photo/Vinciane Jacquet)
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  • venerdì 6 novembre 2015

Cosa succede a Sharm el-Sheikh, intanto

In aeroporto c'è molta confusione, fra limitazioni sui bagagli e voli sospesi o cancellati; nella zona degli hotel la situazione sembra più tranquilla

Lo staff dell'ambasciata britannica a Sharm el-Sheikh, 6 novembre 2015 (AP Photo/Vinciane Jacquet)

Lo notizia dello schianto dell’aereo russo A321 avvenuto poco dopo il decollo da Sharm el-Sheikh, un nota località turistica dell’Egitto, ha creato parecchi disagi ai turisti che ancora si trovano da quelle parti o che avevano in programma di andarci.

Nei giorni scorsi diverse importanti compagnie aeree hanno sospeso i propri voli da e verso Sharm el-Sheikh in attesa che vengano chiarite le circostanze dell’incidente (nelle ultime ore si parla sempre di più dell’ipotesi che a bordo ci fosse una bomba). Nelle ultime ore diverse compagnie stanno attrezzando dei voli “di emergenza” per far rientrare migliaia di turisti rimasti bloccati a Sharm, ma la situazione all’aeroporto di Sharm el-Sheikh è da ore piuttosto confusa. In mattinata ci sono ancora diversi problemi con i voli della compagnia Easyjet – fra cui uno in partenza per Milano Malpensa – che nel corso della mattinata sono stati sospesi: ora Easyjet ha detto che ne partiranno due su dieci, e che la situazione è «fluida». Poco dopo pranzo, il ministero dell’Aviazione civile egiziano ha detto che oggi da Sharm el-Sheikh partiranno solamente 8 voli su circa 20 che erano previsti, perché l’aeroporto non riesce a gestire più di 120 tonnellate di bagagli lasciate indietro (molte compagnie hanno vietato ai passeggeri di imbarcare bagagli in stiva, spiegandogli che glieli invierà in un secondo mondo). Alcuni voli “di emergenza” partiti per Sharm el-Sheikh sono stati costretti a tornare indietro.

Intanto nei numerosi hotel sulla costa le cose sono apparentemente più tranquille: il governo britannico ha detto di non avere preoccupazioni sulla sicurezza dei resort turistici – molto sorvegliati anche in circostanze normali – e in queste ore non sono arrivate notizie di grosse agitazioni o pericoli.

Sharm el-Sheikh è uno dei principali siti turistici d’Egitto. Si trova nella penisola del Sinai – un territorio conquistato da Israele durante la guerra dei Sei giorni del 1967, e successivamente restituito all’Egitto – ed è famoso per la bellezza delle sue spiagge, che attirano ogni anno decine di migliaia di turisti. Proprio per non avere problemi col turismo, Sharm el-Sheikh è da anni strettamente sorvegliata da forze militari sia egiziane sia private, che proteggono l’esteso quartiere della città dove si trovano la grande maggioranza degli hotel. Le misure di sicurezza sono ancora più severe da quando nel 2005 un attentato di un gruppo terroristico che si dice affiliato ad al Qaida uccise 64 turisti, fra cui diversi occidentali.

All’aeroporto
I problemi più gravi sembrano riguardare i turisti britannici: secondo BBC in questi giorni si trovavano a Sharm el-Sheik circa 19mila britannici, messi in difficoltà dalla sospensione dei voli verso il Regno Unito decisa mercoledì dal governo Cameron. La situazione si è sbloccata giovedì grazie a un incontro a Londra tra il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e il primo ministro britannico David Cameron, che si sono accordati per ripristinare il prima possibile tutti i voli verso Sharm e aumentare le misure di sicurezza previste nell’aeroporto. Per oggi erano previsti una ventina di voli in partenza da Sharm el-Sheikh, molti dei quali diretti a Londra (qui c’è la lista aggiornata dei voli in partenza da Sharm el-Sheikh). A Sharm ci sono anche alcuni turisti italiani, anche se il loro numero preciso non è stato diffuso: la Stampa ha scritto che giovedì sera 180 passeggeri sarebbero dovuti tornare all’aeroporto di Malpensa, vicino Milano, ma che il loro volo EasyJet è stato annullato. Lo stesso volo doveva partire venerdì, ma è stato nuovamente rinviato.

Stamattina il segretario britannico ai Trasporti Patrick McLoughlin aveva detto a BBC che «la stragrande maggioranza» dei turisti britannici che sarebbe dovuta tornare mercoledì, giovedì e venerdì «tornerà entro venerdì sera». I giornalisti presenti sul posto hanno diffuso foto e raccolto testimonianze di gente in attesa da ore per imbarcarsi su un volo di ritorno, e raccontato che venerdì l’aeroporto è strettamente controllato da personale di sicurezza. AFP riporta che un primo volo dall’Egitto è atterrato nel Regno Unito nel pomeriggio.

Nonostante le promesse di maggiori controlli sui passeggeri e bagagli, nel piccolo aeroporto di Sharm c’è ancora molto caos: Wael Hussein di BBC ha scritto che le sue borse che contenevano la macchina fotografica e il computer non sono state controllate adeguatamente e che lo staff dell’aeroporto ha tentato di convincere alcuni turisti a pagare una mazzetta per saltare le code. Un turista inglese di 47 anni ha raccontato a ITV che un uomo in uniforme che si trovava come lui all’interno dell’aeroporto si è offerto di fargli saltare i controlli di sicurezza per 20 sterline (circa 27 euro).

Poi ci sono i problemi coi bagagli: già giovedì l’importante compagnia aerea olandese KLM ha annunciato che non avrebbe imbarcato bagagli nella stiva dei suoi voli che partono da Sharm. Le persone che viaggiano con diverse altre compagnie potranno imbarcare i loro bagagli, che però saranno esaminati dalle autorità di sicurezza del governo britannico e solo in un secondo momento riconsegnati ai proprietari. Il segretario ai Trasporti britannico ha detto che il governo sta facendo accordi per essere in grado di restituire a ciascuno il proprio bagaglio nel giro di una settimana o dieci giorni.

Nei resort
Il Telegraph ha scritto che «apparentemente, in alcuni hotel di Sharm el-Sheikh la tensione è piuttosto alta». Associated Press ha scritto che una turista ha assistito all’aggressione di un membro dello staff di un hotel da parte di un turista inglese, arrabbiato perché l’hotel stava facendo pagare alla sua famiglia le notti in più passate a Sharm a causa della cancellazione del suo volo. Un’altra turista contattata da CNN ha però detto che l’atmosfera «non è cambiata molto», nella zona degli hotel.

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