Simona Ventura e Francesco Becchetti alla presentazione di Agon Channel nel dicembre 2014. (Gian Mattia D'Alberto / LaPresse)
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  • mercoledì 4 Novembre 2015

Che fine ha fatto Agon Channel?

Dopo gli inizi fastosi di un anno fa le cose sono andate male: le trasmissioni sono interrotte per bollette non pagate e il proprietario è ricercato in Albania per evasione fiscale

Simona Ventura e Francesco Becchetti alla presentazione di Agon Channel nel dicembre 2014. (Gian Mattia D'Alberto / LaPresse)

Francesco Becchetti, l’imprenditore italiano proprietario del canale televisivo Agon Channel, è stato fermato a Londra dalla polizia inglese, su richiesta dell’autorità giudiziaria albanese che lo scorso giugno aveva emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Francesco Becchetti – che nel corso degli anni ha avviato diverse attività in Albania e che è proprietario della squadra di calcio inglese Leyton Orient – è accusato in Albania insieme ad altre persone di riciclaggio e frode fiscale nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti pubblici che aveva ricevuto per costruire una centrale elettrica in Albania, che non fu poi costruita. I guai giudiziari e il fermo di Becchetti hanno fatto nuovamente parlare di Agon Channel, il canale televisivo trasmesso in Italia sul digitale terrestre ma prodotto interamente in Albania, a Tirana, di cui si era parlato molto qualche mese fa ma di cui si sono poi perse quasi del tutto le tracce.

Agon Channel era stato lanciato con discreto clamore nel dicembre del 2014 ed erano state annunciate collaborazioni con diversi personaggi televisivi molto popolari in Italia fra gli anni Novanta e Duemila, tra cui Sabrina Ferilli, Pupo, Lory Del Santo e Maddalena Corvaglia. Il direttore della divisione giornalistica del canale avrebbe dovuto invece essere lo storico giornalista della RAI Antonio Caprarica, che però si licenziò due settimane dopo l’inizio delle trasmissioni lamentando carenza di personale e di strutture e accusando Becchetti di non aver mantenuto le promesse fatte sui progetti della società.

Dalle dimissioni di Caprarica di Agon Channel si è parlato sempre meno e gli ascolti sono stati mediocri e sempre lontani dagli obiettivi che l’azienda aveva detto di voler raggiungere. Nella quasi totale indifferenza del pubblico, Agon Channel ha continuato a trasmettere fino allo scorso 11 ottobre, quando la società che forniva corrente agli studi di Tirana ha sospeso l’erogazione per una serie di bollette non pagate costringendo il canale a interrompere le attività quasi del tutto (al momento il canale trasmette repliche da un piccolo studio di Roma). La sfortunata storia di Agon Channel, dagli inizi fino ai fatti degli ultimi giorni – che Becchetti ha attribuito a una sorta di persecuzione del governo albanese contro di lui –  l’ha raccontata Domenico Naso sul Fatto Quotidiano.

L’uomo che meno di un anno fa aveva lanciato, con tanto di gala infarcito di star a Milano (ospite d’onore Nicole Kidman), la prima tv italiana delocalizzata all’estero, non si trova in carcere, ma è stato lasciato in libertà con l’obbligo, dice ancora Top Channel, “di essere estradato in Albania entro il 15 di dicembre”.

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Nel giugno scorso, la procura di Tirana aveva emesso un ordine di cattura nei suoi confronti con l’accusa di “falso in documentazione” e “riciclaggio di denaro”. La stessa accusa che era scattata anche nei confronti di Liliana Condomitti, la madre dell’imprenditore, di Mauro De Renzis e Erjona Troplini, due suoi collaboratori. Proprio quest’ultima, cittadina albanese, era stata l’unica a essere arrestata assieme a una dipendente di una banca di Tirana che avrebbe facilitato le transazioni sospette di Becchetti.

Lo stesso provvedimento di giugno, inoltre, prevedeva il sequestro del pacchetto azionario di Becchetti in cinque società registrate in Albania, tra cui Agon Channel, il canale televisivo che solo pochi mesi fa aveva attirato a Tirana un nutrito gruppo di star della tv italiana, da Pupo a Simona Ventura, da Sabrina Ferilli e Maddalena Corvaglia ad Antonio Caprarica.

(Leggi tutto l’articolo sul Fatto Quotidiano)