Sumte (Philipp Schulze/picture-alliance/dpa/AP Images
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  • lunedì 2 novembre 2015

Un paese tedesco di 102 abitanti accoglierà 750 richiedenti asilo

A Sumte, nella Bassa Sassonia, i cittadini sono preoccupati e la destra si sta fregando le mani: il sindaco ha detto che tutti dimostreranno apertura e solidarietà

Sumte (Philipp Schulze/picture-alliance/dpa/AP Images

SumteSumte è un paese piuttosto isolato della Bassa Sassofnia, in Germania, a circa 250 chilometri a nord-ovest di Berlino: è abitato da 102 persone e a partire da questa settimana accoglierà 750 richiedenti asilo provenienti soprattutto da Siria, Iraq e Afghanistan. La notizia sta creando diversi problemi e tensioni non solo a livello locale, vista la situazione in generale del paese: la gestione dei rifugiati in Germania – che è uno dei paesi che finora si è mostrato più accogliente – è infatti sempre più complicata. La cancelliera Angela Merkel ha ribadito che la Germania è ancora in grado di controllare la situazione, nonostante i dubbi e le preoccupazioni crescenti anche all’interno del suo stesso partito.

All’inizio di ottobre i funzionari del distretto governativo di Lüneburg, di cui Sumte fa parte, avevano informato via mail il sindaco Christian Fabel che il paese avrebbe accolto 1.000 migranti: circa 10 persone per ogni abitante. Durante un’assemblea pubblica, Alexander Götz, un funzionario regionale, ha corretto successivamente il numero assicurando che sarebbero arrivate inizialmente 500 persone e che in totale, nei prossimi giorni, il numero sarebbe salito al massimo a 750.

Sumte non ha negozi, non c’è una stazione di polizia e non c’è nemmeno una scuola: «Le infrastrutture sono praticamente a zero», ha detto il sindaco, e comunque insufficienti per un numero così alto di persone. A fronte di un flusso costante di nuovi arrivi, il governo centrale sta assegnando delle quote a ciascuno dei 16 Länder della Germania, in base a parametri che tengono conto della situazione economica e di quella demografica. Inizialmente i migranti sono stati ospitati in case ristrutturate, poi in palestre, basi militari e vecchie scuole, ma i rifugi si stanno esaurendo e le autorità sono alla ricerca di qualsiasi tipo di spazio libero che possa essere adatto all’accoglienza, compresi i 23 edifici di Sumte costruiti da una società che è fallita e che sono attualmente sfitti.

Sumte

Nella foto: Sumte (Philipp Schulze/picture-alliance/dpa/AP Images)

Dirk Hammer, un residente di Sumte sostenitore dell’Unione Cristiano Democratica di Angela Merkel, è stato intervistato dal New York Times: ha raccontato di aver reagito inizialmente in modo negativo alla notizia dei nuovi arrivi, scrivendo una lettera su Facebook molto critica verso il suo partito in cui diceva, tra le altre cose, di sentirsi tradito: «Se veniamo usati come una discarica, significa che la situazione ci è sfuggita di mano». In un secondo momento, Hammer ha frenato la sua rabbia e ha risposto agli appelli all’apertura e alla solidarietà del sindaco di Sumte affinché il disagio diffuso tra i residenti non venisse sfruttato dagli estremisti di destra: «Gli arrivi in posti come questo e con così poco preavviso potrebbero essere la piattaforma ideale per l’estrema destra».

Bürgerversammlung zur Unterbringung von Flüchtlingen

Nella foto: il sindaco di Sumte Christian Fabel (CDU), durante un’assemblea pubblica per discutere dell’arrivo dei richiedenti asilo (Philipp Schulze/picture-alliance/dpa/AP Images)

Holger Niemann, 32 anni, ammiratore di Hitler e rappresentante di un partito neonazista eletto nel consiglio distrettuale, ha infatti detto al New York Times che la cosiddetta «crisi dei migranti» può offrire una grande opportunità politica e distruggere il consenso politico di Merkel: «È un male per il popolo, ma politicamente per me è una cosa buona: noi tedeschi dobbiamo far fronte alla distruzione del nostro patrimonio genetico». La situazione ha già avuto qualche conseguenza: poco dopo la notizia dell’arrivo a Sumte di centinaia di migranti, alcuni uomini non ancora identificati hanno attaccato un centro per rifugiati nella vicina città di Boizenburg, appiccando incendi e distruggendo le finestre.

In generale, gli ultimi sondaggi condotti in Germania mostrano che l’atteggiamento dell’opinione pubblica sta cambiando nei confronti dei rifugiati: sempre più persone sono infatti preoccupate dal loro arrivo, mentre le manifestazioni organizzate da gruppi razzisti e anti-islamici – come il movimento Pegida – sono sempre più frequenti e partecipate. Il governo tedesco aveva inizialmente stimato che quest’anno le richieste d’asilo sarebbero state 800 mila, ma ultimamente girano cifre molto più alte, che vanno ovviamente prese con molta cautela visto il rischio di propaganda e strumentalizzazioni. La rivista tedesca Bild ha scritto che secondo un documento riservato del governo – che ha potuto visionare – le richieste saliranno a 1,5 milioni; il ministro degli Interni della regione del Mecklemburgo ha parlato di 1,2-1,5 milioni. Thomas de Maiziere, ministro degli Interni del governo federale, ha commentato che è molto difficile dare una stima accurata. Nel 2014 le richieste d’asilo erano state in tutto 202 mila.

NPD-Landesvorsitzender Thomas Wulff bei Bürgerversammlung

Nella foto: uno striscione all’assemblea pubblica di Sumte (Philipp Schulze/picture-alliance/dpa/AP Images)

Fabel, il sindaco di Sumte, ha insistito che il suo paese deve dimostrarsi aperto e ospitale: «Molte famiglie, qui, hanno sofferto durante la guerra: ci penseranno due volte prima di far entrare gli estremisti», ha detto. Fabel ha anche detto di essersi reso conto che non aveva senso cercare di bloccare il piano del governo. I richiedenti asilo resteranno a Sumte solo per il tempo necessario a elaborare le loro domande per ottenere lo status di rifugiati. Ma coloro che poi partiranno saranno sostituiti da nuovi arrivati: «La vita qui sta per cambiare», ha detto il sindaco.

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