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  • martedì 27 ottobre 2015

Perché oggi la Cina ce l’ha con gli Stati Uniti

Un cacciatorpediniere americano si è avvicinato alle isole Spratly, contese tra diversi paesi, e il governo cinese si è arrabbiato (forse lo ha fatto proprio per quello, dice qualcuno)

USS Lassen (HOANG DINH NAM/AFP/Getty Images)

Il passaggio del cacciatorpediniere statunitense USS Lassen nelle vicinanze delle isole Spratly nel mar Cinese Meridionale – contese da diversi paesi asiatici – ha portato a qualche momento di tensione tra il governo degli Stati Uniti e quello della Cina, che rivendica il controllo delle isole. Secondo le autorità cinesi, la nave da guerra è passata a meno di 12 miglia nautiche (22,2 chilometri) dalle scogliere Subi e Mischief nell’arcipelago, e secondo la Cina è stato un modo per implicare che non siano necessari permessi di navigazione cinesi e di conseguenza che le isole non facciano parte del territorio cinese. Lu Kang, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha detto che si è trattato di una “provocazione deliberata” e che la USS Lassen ha ricevuto diversi avvertimenti circa la posizione in cui si trovava, ritenuta illegittima dal governo della Cina. Per gli Stati Uniti la nave ha invece rispettato le leggi internazionali sulla navigazione nelle sue operazioni nel mar Cinese Meridionale.

Dall’inizio di quest’anno la Cina ha intensificato le sue attività nella zona delle isole Spratly, accelerando la costruzione di “masse di terra” nei pressi di Mischief Reef, una delle barriere naturali che si trovano nelle isole Spratly. Ad aprile di quest’anno l’intensità delle attività di costruzione è diventata più evidente grazie ad alcune immagini satellitari che mostravano la crescita nel tempo delle isole artificiali. Dopo avere ammassato sabbia dal fondale per ingrandire le isole artificiali, la Cina ha iniziato a realizzare una barriera di calcestruzzo.

I lavori intorno alle isole Spratly erano iniziati un paio di anni fa e sono tra i più grandi di questo genere mai realizzati, tanto da avere ricevuto critiche di vario tipo e proteste diplomatiche. Il governo cinese ha sempre rivendicato la legittimità delle attività di costruzione e ha assicurato in più occasioni di non volere militarizzare la zona. Il fatto che siano state create strutture in calcestruzzo fa però pensare il contrario, considerato anche che le isole si trovano in una zona molto strategica per il trasporto delle merci e che il mare Cinese Meridionale ha diverse risorse naturali che possono essere sfruttate.

Sin dalla fine della Seconda guerra mondiale la Cina reclama la sovranità su gran parte del Mar Cinese Meridionale e in particolare sulle isole Spratly: un arcipelago di isole molto piccole e molto ricco di risorse naturali – fra cui petrolio e gas naturale. La Cina sostiene che i territori compresi nel Mar Cinese Meridionale facciano parte da duemila anni dello stato cinese, mentre i paesi che si oppongono alle richieste cinesi – come il Vietnam – sostengono che l’interesse della Cina si sia manifestato solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le Spratly sono attualmente reclamate da altri cinque paesi: le Filippine, la Malesia, Taiwan, Brunei e il Vietnam. Tutti i paesi tranne il Brunei, negli anni, hanno costruito delle basi artificiali nell’arcipelago (il Vietnam ne ha 25).

Le leggi marittime internazionali prevedono che le singole nazioni possano reclamare il tratto di mare intorno a un’isola naturale, ma solo fino a 22 chilometri circa di distanza dalla costa. La regola non si applica però nel caso in cui grandi quantità di terreno vengano ammassate per fare affiorare nuove isole, sfruttando i punti dove i fondali sono più bassi o dove emergono scogliere e barriere coralline e queste condizioni rendono più complesso il riconoscimento del controllo sulle nuove isole.

I motivi per cui la USS Lassen sia passata così vicino alle nuove isole artificiali non sono noti, ma la marina militare degli Stati Uniti ha comunque confermato che la nave ha iniziato l’avvicinamento nelle prime ore di oggi e che ha trascorso alcune ore nella zona. Secondo una fonte interna, la USS Lassen è stata accompagnata da un Boeing P-8 Poseidon da pattugliamento marittimo e da un Lockheed P-3 Orion, un altro velivolo usato per il controllo dei tratti di mare. Da tempo la Difesa degli Stati Uniti fa pressioni sul governo statunitense per indurlo ad assumere una linea più dura e intransigente nei confronti della Cina, che negli ultimi anni è stata molto attiva per quanto riguarda le rivendicazioni nel mar Cinese Meridionale. Da lì passano alcune delle linee commerciali mondiali più importanti e fondamentali per l’economia: da un lato gli Stati Uniti vogliono assicurarsi che il passaggio delle merci resti libero, dall’altro il governo cinese dice di non avere alcun interesse diverso da quello della ricerca scientifica marittima nella zona, una giustificazione che secondo diversi osservatori è poco credibile e non compatibile con il tipo di lavori che la Cina sta conducendo nella zona.

ll Guardian scrive che il viceministro degli Esteri cinese ha incontrato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Pechino, definendo l’iniziativa degli Stati Uniti “estremamente irresponsabile” durante l’incontro. Il portavoce del ministero degli Esteri non ha detto se la Cina stia considerando una risposta militare di qualche tipo, limitandosi ad augurarsi che “da parte degli Stati Uniti non ci siano azioni che potrebbero ritorcersi contro di loro”. Ha poi ipotizzato che la “provocazione” possa portare a un’ulteriore accelerazione nella costruzione delle isole artificiali. Secondo altri analisti, gli Stati Uniti avrebbero condotto il passaggio ravvicinato proprio per indicare con più forza la posizione del governo sulla questione, discussa anche nel recente incontro tra Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping nella sua visita ufficiale negli Stati Uniti.

La Cina aveva già costruito almeno tre nuove isole artificiali nelle Spratly, come avevano mostrato le immagini satellitari diffuse a novembre 2014 da IHS Jane’s, un gruppo britannico specializzato in cose di difesa e militari. Secondo IHS Jane’s, queste tre isole sono state costruite con un porto in grado di far attraccare le navi da guerra, mentre l’ultima, quella sulla scogliera Mischief, potrebbe essere stata progettata per avere anche una pista di atterraggio per gli aerei da guerra.

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