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  • lunedì 26 ottobre 2015

Il nuovo presidente del Guatemala è un ex comico

Jimmy Morales, nazionalista dalle idee conservatrici famoso per un programma televisivo, ha stravinto il ballottaggio promettendo di lottare contro la corruzione nel paese

Jimmy Morales durante un comizio. (AP Photo/Luis Soto)

Jimmy Morales, un ex comico televisivo di 46 anni, ha stravinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Guatemala e si insedierà presto come nuovo presidente. Morales ha ottenuto il 72 per cento dei voti, battendo l’ex first lady Sandra Torres, in un’elezione che la stampa locale e gli osservatori internazionali hanno descritto come decisa dall’insofferenza degli elettori per la corruzione e i politici del passato. Morales fa politica dal 2013 ma non aveva alcuna esperienza diretta prima di queste elezioni; è noto soprattutto per uno show televisivo in cui prendeva in giro i politici. Dopo la vittoria ha detto ai suoi sostenitori: «Ho ricevuto un mandato da voi, e quel mandato è combattere la corruzione che sta consumando il Guatemala».

Al primo turno Morales aveva ottenuto il 25,8 per cento dei voti, seguito da Sandra Torres, moglie dell’ex presidente Álvaro Colom Caballeros, con il 17,9 per cento. Morales era in testa nei sondaggi da settembre, dopo le dimissioni e l’arresto del presidente Otto Pérez Molina per uno scandalo di corruzione. Durante la campagna elettorale si è parlato quasi solamente di corruzione e dei problemi della classe dirigente del paese, ormai molto impopolare presso gran parte degli elettori. Morales, che viene da una famiglia povera, si definisce nazionalista e ha una laurea in Economia, dovrà comunque faticare parecchio per governare: il suo partito è soltanto il quinto per numero di seggi in Parlamento, i cui membri sono stati eletti in base ai risultati del primo turno.

I suoi critici dicono che non ha un vero programma né una squadra. Il suo slogan è praticamente pre-politico – “Né un ladro né un corrotto” – e alcune delle sue proposte in campagna elettorale sono state piuttosto creative: per esempio distribuire gratuitamente smartphone a tutti i bambini del paese oppure mettere un segnalatore GPS addosso agli insegnanti per accertarsi che vadano a lavorare. Inoltre, il suo partito – il Frente de Convergencia Nacional – è stato fondato nel 2008 da alcuni ex membri dell’esercito con un passato di attività militari negli anni della lunga guerra civile che si è combattuta in Guatemala dal 1960 al 1996, motivo per cui i suoi oppositori lo accusano di essere un fantoccio dei militari. Morales – che in generale ha posizioni conservatrici, è contrario all’aborto e favorevole alla pena di morte – si è difeso dicendo che molti dei vecchi fondatori del partito non ne fanno più parte, ma ha fatto qualche bellicosa dichiarazione sul Belize, un piccolo stato confinante indipendente dal 1981 ma che il Guatemala reclama come suo.

Una puntata dello show televisivo di Morales:

Il Guatemala è un paese centroamericano di 15 milioni di abitanti dove l’indice di povertà supera il 70 per cento. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite la politica guatemalteca è abbondantemente finanziata dai cartelli del traffico di droga e un recente rapporto del Central American Institute for Fiscal Studies ha calcolato che circa il 50 per cento dei finanziamenti dei partiti del Guatemala provenga da riciclaggio, tangenti ed evasione fiscale. Nell’aprile del 2015 proprio un’indagine congiunta delle autorità guatemalteche e dal tribunale speciale delle Nazioni Unite per la corruzione in Guatemala, il CICIG, ha scoperto un sistema per l’evasione delle tasse doganali che coinvolgeva diversi esponenti del governo tra cui anche il presidente Otto Pérez Molina e la vice-presidente Roxana Baldetti. Morales ha detto più volte che il CICIG è l’unica istituzione “pulita” del paese.

Oltre al crimine e alla corruzione, il Guatemala ha anche altri problemi – le diseguaglianze economiche sono estreme persino per l’America Latina, quasi la metà dei bambini sono malnutriti – ma le cose sono lentamente migliorate nel recente passato: si è allargata la classe media, l’economia cresce intorno al 4 per cento ogni anno da quasi un decennio e sempre più ragazzi riescono a laurearsi.