Beata Szydlo, del partito di estrema destra Diritto e Giustizia (AP Photo/Czarek Sokolowski)
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  • domenica 25 Ottobre 2015

In Polonia è avanti l’estrema destra

Lo dicono gli exit poll, ma il partito di maggioranza uscente ha già ammesso la sconfitta: se i dati fossero confermati la destra radicale avrebbe la maggioranza assoluta

Beata Szydlo, del partito di estrema destra Diritto e Giustizia (AP Photo/Czarek Sokolowski)

Aggiornamento del 26 ottobre: secondo gli exit poll in Polonia ha vinto il partito di destra radicale Diritto e Giustizia con il 39,1 per cento dei voti mentre il partito che negli ultimi otto anni è stato al governo, Piattaforma Civica, si sarebbe fermato al 23,4. Se i dati venissero confermati a Diritto e Giustizia spetterebbero 242 seggi alla camera bassa del Parlamento – che è formato da 460 membri – e il partito potrebbe quindi governare da solo. Piattaforma Civica avrebbe invece ottenuto solo 133 seggi. Terzo partito del paese sarebbe quello dei nazionalisti con il 9 per cento. L’affluenza alle elezioni di domenica 25 ottobre è stata del 51,6 per cento. I dati definitivi si conosceranno solo martedì sera, ma il margine di errore è stimato intorno al 2 per cento.

Polonia exit poll

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Oggi, domenica 25 ottobre, in Polonia si vota per rinnovare il Parlamento. Gli ultimi sondaggi danno il partito di destra radicale Diritto e Giustizia in testa con più di dieci punti sul suo principale avversario, Piattaforma Civica, un partito di centrodestra che governa in Polonia da oramai otto anni. L’unico dubbio è se Diritto e Giustizia – la cui candidata per diventare primo ministro è Beata Szydło – otterrà abbastanza voti per governare da solo o se sarà costretto a cercare i voti dei piccoli partiti di estrema destra.

Le candidate primo ministro di Diritto e Giustizia e Piattaforma Civica sono considerate da diversi analisti le eredi politici delle due principali figure che hanno diviso la politica polacca dell’ultimo decennio: Donald Tusk – ex primo ministro polacco e poi presidente del Consiglio Europeo, oltre che co-fondatore di Piattaforma Civica – e Jarosław Kaczyński – anch’egli ex primo ministro e fondatore di Diritto e Giustizia. La stessa Szydło, candidata di Diritto e Giustizia, è considerata molto vicina a Jarosław Kaczyński (Jarosław era il fratello gemello di Lech Kaczyński, ex presidente polacco morto in un incidente aereo nel 2010).

Ewa Kopacz, candidata di Piattaforma Civica e primo ministro uscente, è molto più indietro nei sondaggi. Kopacz è diventata primo ministro quando il suo predecessore, Donald Tusk si dimise per diventare presidente del Consiglio Europeo. Tusk sconfisse Kaczyński nel 2007 e da allora il suo partito è sempre riuscito a rimanere al governo. Oggi, scrive Politico.eu, gli elettori di Piattaforma Civica sono però delusi dalla timidezza mostrata dal partito su una serie di temi cruciali, come le riforme economiche e l’apertura sui diritti civili, ad esempio quelli degli omosessuali. Sempre secondo Politico.eu, Piattaforma Civica è stata danneggiata anche dalla mancanza di carisma personale di Kopacz che negli ultimi due dibattiti è andata piuttosto male.

Szydło e il suo partito, Diritto e Giustizia, hanno preferito evitare di attaccare frontalmente il governo sull’economia: la Polonia è in crescita da anni ed è stata definita il paese «più dinamico d’Europa». Szydło ha preferito attaccare i suoi avversari sull’immigrazione e altri temi che diversi esperti e analisti politici hanno definito “secondari”. Nonostante il timore dell’immigrazione diffuso in tutto il territorio nazionale, ad esempio, la Polonia è uno dei paesi europei dove è arrivato il numero minore di richiedenti asilo. Kopacz ha fatto fatica a rispondere su questi temi e il suo partito ha costantemente perso punti nei sondaggi degli ultimi mesi. Diritto e Giustizia, scrive il Guardian, è appoggiato apertamente dal clero cattolico e da quello che il quotidiano definisce un «impero mediatico» centrato sull’emittente Radio Maria.