Alcuni uomini mettono delle protezioni sulle vetrine di un negozio a Puerto Vallarta, nello stato messicano di Jalisco, in vista dell'arrivo dell'uragano Patricia. (Xinhua/David Diaz)
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  • sabato 24 Ottobre 2015

L’uragano Patricia si è indebolito molto

Il più forte uragano mai registrato nelle Americhe è arrivato stanotte in Messico ma finora ha causato meno danni di quanto si temesse: è stato declassato a tempesta tropicale

Alcuni uomini mettono delle protezioni sulle vetrine di un negozio a Puerto Vallarta, nello stato messicano di Jalisco, in vista dell'arrivo dell'uragano Patricia. (Xinhua/David Diaz)

L’uragano Patricia è arrivato questa notte sulla costa del Messico sudoccidentale, con venti che hanno raggiunto una forza di oltre 265 chilometri all’ora, non era mai stato registrato prima un uragano con tale intensità in tutte le Americhe. Al momento dell’arrivo a terra, l’uragano era classificato di livello 5, il più alto della scala Saffir-Simpson, usata per quantificare l’intensità dei cicloni tropicali. Nel corso della notte la classificazione dell’intensità dell’uragano è stata però rivista ed è stata fatta scendere da 5 a 4, e poi a 2. Intorno alle 11 ora italiana l’uragano ha continuato a perdere forza fino a scendere al livello di forza 1: nel pomeriggio si è indebolito ancora e ora viene considerato una “tempesta tropicale”. Le autorità messicane hanno comunque detto che l’uragano continuerà a essere pericoloso e che nei prossimi giorni potranno esserci alluvioni e frane nelle zone colpite del Messico. Per il momento non ci sono notizie di feriti o danni molto gravi.

Per il momento i danni sono stati limitati e inferiori a quelli che ci si sarebbe aspettati da un uragano di questa forza, ha detto il presidente messicano Enrique Peña Nieto in un messaggio trasmesso a reti unificate. I forti venti possono causare danni e persino uccidere persone, ma il timore principale è che le piogge intense scatenino frane di fango in grado di interessare diversi villaggi. Circa 400mila persone vivono in aree vulnerabili alle frane che saranno attraversate dall’uragano.

Patricia ha toccato terra nello stato di Jalisco, sulla costa occidentale del Messico, un’area turistica dove si trovano numerosi resort di lusso. Al momento dell’arrivo a terra l’uragano era così forte da poter sollevare un aereo e mantenerlo in volo, ha detto l’Organizzazione meteorologica mondiale. Nella regione migliaia di persone si sono barricate in casa oppure si sono allontanate dalla costa, dove i venti sono stati più forti.

Ora l’uragano si sta dirigendo verso nord-est e sta lentamente perdendo forza, ma resta una tempesta così grande e con venti così forti che potrebbe essere in grado di attraversare tutto il paese, sbucare sul Golfo del Messico e arrivare a sfiorare gli Stati Uniti. Intanto per ragioni di sicurezza i voli aerei sono stati sospesi in tutto il sud del Messico. Per evitare il rischio di incendi ed esplosioni i servizi elettrici e la distribuzione di gas sono stati sospesi in alcune aree. Il governo messicano ha preparato quasi 2mila alloggi temporanei in grado di accogliere 240 mila sfollati. Più di 50mila militari sono stati mobilitati in caso di necessità.

Le dimensioni di Patricia sono tra le più grandi mai registrate per un uragano e di sicuro le più grandi dai tempi dell’uragano Camilla, che colpì il sud degli Stati Uniti nel 1969. L’uragano si è fatto sentire persino in Texas, nel sud degli Stati Uniti, dove a causa delle forti piogge sono state chiuse alcune strade e sono state sospese le prove del Gran Premio di Formula 1 degli Stati Uniti, che si dovrebbe tenere ad Austin, domenica.

Con i venti a 265 chilometri all’ora al momento dell’arrivo a terra, Patricia è comparabile al tifone Haiyan che nel 2013 colpì le Filippine causando la morte di più di 6mila persone e più forte di uragani come Andrew, del 1992, e Katrina, del 2005. I venti più forti di sempre vennero registrati nel 1996 durante il ciclone Olyvia che colpì l’Australia quando toccarono un massimo di 408 chilometri orari.